Kuroko’s Basket – Recensione

Il mondo degli Spokon è decisamente vasto, con titoli capaci di lasciare segni indelebili nei nostri cuori come Holly e Benji, Slam Dunk, La Squadra del Cuore e via discorrendo. Kukoro’s Basket è un’opera che abbiamo già presentato l’anno scorso, dove per l’occasione abbiamo analizzato i primi 25 volumi per certificare fosse o meno un degno erede dei manga prima citati, finendo per soddisfarci quasi completamente. Ora siamo qui per valutare l’intera opera di Tadatoshi Fujimaki, per affermare o meno se può essere il seguito spirituale di Slam Dunk, anche se con uno stile narrativo decisamente differente.

Come sempre ringraziamo Edizioni Star Comics per averci concesso la possibilità, nell’arco dei mesi, di raccogliere tutti i volumi per analizzarli nel miglior modo possibile. Ecco quindi cosa pensiamo in conclusione di Kuroko’s Basket!

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La generazione dei miracoli

La storia ruota attorno alla Generazione dei Miracoli: una squadra di ragazzini straordinari della scuola media Teiko, dotati di un talento innaturale tali da risultare praticamente infermabili per i coetanei, le cui gesta sono diventate leggenda, rendendoli famosi in tutto il suolo Giapponese. I loro nomi sono conosciuti esattamente come le loro abilità: Daiki Aomine, asso e realizzatore della squadra, Kise Ryota, bel ragazzo capace di apprendere le tecniche altrui rapidamente, Atsushi Murasakibara, centro dalla prestanza fisica impressionante, Shintaro Midorima, tiratore da 3 infallibile e Seijuro Akashi, leader e playmaker capace di tener testa ad ognuno degli altri membri. Ma oltre a questi, girava voce di un misterioso sesto uomo chiamato Testuya Kuroko: utile alla squadra, ma a causa del suo essere un ombra, mai andato sotto le luci della ribalta; questa storia parla principalmente proprio di lui e della scuola superiore Seirin.

Ogni giocatore della Teiko, sotto direttiva di Akashi, scelse una scuola superiore differente, ognuna con una grande tradizione cestistica, mentre Kuroko andò alla Seirin, scuola dalla modesta squadra, luogo ideale dove provare ad esprimere la propria idea di gioco. Infatti, mentre gli altri membri puntavano solamente a vincere e schiacciare il proprio avversario grazie al loro talento, lui preferiva vincere con i propri compagni, giocando di squadra e divertendosi; un’idea bistrattata da tutta la Generazione dei Miracoli.

Ad aiutarlo nell’impresa è la stella di Taiga Kagami, ragazzo cresciuto in America dal fisico prestante e talento incredibile, per creare con Kuroko un incredibile duo pronto a sfidare direttamente tutti gli ex compagni della Teiko.

La storia è un susseguirsi di grandi vittorie e cocenti sconfitte, ricca di scene cariche d’adrenalina ed azione, dove lo scopo finale è quello di capire chi si porterà a casa la prestigiosa Winter Cup.

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Tanti stili di gioco differenti

La trama, dall’inizio alla fine, non brilla per originalità, ma riesce nel tentativo di farsi seguire senza troppe pretese, coinvolgendo, in determinati frangenti chiave, notevolmente il lettore. Alla fine la si può riassumere in una lunga corsa verso il tentativo di vincere una competizione, dove per arrivarci vedremo vittorie e sconfitte, con personaggi intenti a migliorare per affinare le proprie abilità; un percorso molto similare a ciò che vediamo negli Shonen, in cui dopo ogni sconfitta il nostro eroe punta tutto a diventare sempre più forte. Kuroko’s Basket è ricco d’azioni spettacolari che scatenano adrenalina nel lettore, oltre ad una serie di strategie cestistiche una diversa dall’altra, dalla più alla meno realistica, andando a sfruttare le caratteristiche che l’autore ha assegnato ad ogni personaggio. Oltre a questo si unisce una caratterizzazione unica di tutti i protagonisti e non dell’opera, specialmente se ci soffermiamo sulla Generazione dei Miracoli, dato che ognuno di loro è diametralmente opposto con un fattore in comune: la consapevolezza di poter vincere in qualsiasi momento, ignari quasi completamente della paura di perdere, portandoli ad un fortissimo individualismo. Ognuno di loro presenta uno stile differente: Aomine punta sull’imprevedibilità, con azioni molto affini allo street basket, oltre ad una precisione sotto canestro vicina al 100%, Murasakibara è annoiato da ciò che è il basket, sapendo di poter vincere grazie al suo strapotere fisico, non avanza mai e protegge come un muro il proprio canestro. Midorima è un fanatico dell’astrologia e degli oggetti fortunati, oltre che essere un perfezionista per poter eccellere in ciò che ritiene essere l’arte più elegante ed efficacie della pallacanestro, ossia i tiri da 3 punti; dopo di che abbiamo Kise, un ragazzo molto vicino ad essere foto modello, che grazie alla sua abilità riesce a fare sue, o quasi, le tecniche che vede anche solo una volta, il suo potenziale è infinito, dato che può includere nel suo repertorio costantemente qualcosa di nuovo. Infine abbiamo Akashi, colui che è dotato dell’occhio dell’imperatore, capace di prevedere ogni mossa e che non conosce la sconfitta, questo poiché è convinto di essere infallibile, ritenendo che la sua sola esistenza possa portargli la vittoria in ogni cosa.

Kuroko invece è diametralmente opposto, abituato a stare nell’ombra, abilissimo nei passaggi per aiutare la squadra oltre ad avere il “dono” della misdirection: la possibilità di sparire all’occhio umano per creare azioni imprevedibili. Mentre per Kagami la questione è differente: di per se è molto simile, a livello di talento, con la Generazione dei Miracoli, essendo anche da solo in grado di ribaltare qualsiasi situazione, dotato di un fisico imponente ed un’elevazione fuori dal comune (un po’ come Hanamichi Sakuragi di Slam Dunk). Oltre a loro vi sono tantissimi altri personaggi con un loro background specifico e ben strutturato, ma finiscono per passare in secondo piano, dato che è fatto tutto in modo tale che Kagami e la Generazione dei Miracoli possano essere riconosciuti in ogni momento, restando impressi indelebilmente nella mente del lettore.

 

Poco prezzo per una buonissima qualità

kurokosbaket01Uno dei punti forti dell’opera è sicuramente il disegno. Le tavole raffiguranti i momenti concitati sono in grado di catturare il lettore ed immergerlo nell’atmosfera, con anche personaggi perfettamente realizzati, tali da carpirne al primo sguardo il loro carattere; tutto è realizzato divinamente, sicuramente uno dei migliori Spokon sotto questo punto di vista. È obiettivamente raro trovare delle vignette “di movimento” con questa qualità, soprattutto più si andrà avanti con la trama, arrivando alla Winter League, più queste saranno spettacolari ed emozionanti da vedere. Ad aiutare questo tratto ci mette del suo Star Comics, con una stampa di qualità ed una quantità di inchiostro sulle dita modesto, rendendo la cifra di 4.30€ richiesta per ogni volume giustificata fino all’ultimo centesimo.

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Il genere Spokon è ricco d’opere altisonanti, composto da gemme inarrivabili come Slam Dunk, con il quale Kuroko’s Basket va inevitabilmente a scontrarsi, anche se con tematiche decisamente differenti. Se prendiamo in considerazione questo confronto, allora non c’è storia, con l’opera di Takehiko Inoue decisamente qualche spanna sopra, ma il lavoro di Tadatoshi Fujimaki è in tutto e per tutto notevole, oltre che decisamente piacevole da sfogliare. Essendo un manga molto dinamico e carico d’azione, con una trasposizione animata che non ci stancheremo mai di consigliare, mai banale o noioso, con scene e poteri che richiamano spesso lo stile Shonen. Anche la sua conclusione riesce a rendere giustizia all’opera, chiudendo il cerchio in bellezza, anche se un piccolo spin-off è in arrivo nei prossimi mesi, chiamato Last Game dove seguiremo le vicende di Kuroko post fine della storia originale. In conclusione ci sentiamo di consigliare caldamente l’acquisto a tutti gli amanti del Basket e Spokon in generale, per quanto non possa competere con le cime del genere, è in grado di intrattenere dall’inizio alla fine, con pagine cariche di azione ed adrenalina, non ne rimarrete delusi.

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Amante di videogiochi e non solo, tutto quello che è informatico attira la sua attenzione, ma anche Anime e Manga non sono da meno. Sin da piccolo è abituato a giocare un po’ di tutto, ma gli action-adventure la fanno da padrone.

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