Children of the Whales – Vol. 1 – Recensione

Dopo quasi quattro anni dal debutto nipponico dell’opera Children of the Whales di Abi Umeda, il primo volume di questa particolare storia giunge tra i lettori Italiani grazie all’editore Edizioni Star Comics. Molti conosceranno la creatura di Umeda per via dell’adattamento anime curato da J.C Staff, che ha riscosso un discreto interesse da parte del pubblico per via della sua narrazione particolare. Il racconto di Children of the Whales è toccante, crudo e delicato allo stesso tempo, un miscuglio di elementi che danno vita a qualcosa di interessante e che chiama a se una discreta attenzione.

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Il mondo Sabbioso

Il mondo narrato nell’opera è atipico, il protagonista di nome Chakuro abita in una grossa nave chiamata “La Balena di Sabbia” da quando è nato, senza mai sapere come fosse il mondo prima che questo fosse ricoperto da distese infinite di sabbia. Non si tratta di un mezzo di trasporto normale, perché questa non solca i mari, ma bensì dune di sabbia alla ricerca di isolotti su cui attraccare. Tra gli abitanti di questa roccaforte sono presenti i marchiati e non marchiati, che sostanzialmente la differenza sta che i primi possono usufruire di una magia il cui potere è scagionato dai sentimenti e questa si chiama Thymia. Nonostante sembri una forza utile e importante – anche perché è proprio la Thymia a muovere la nave -, chi possiede questa abilità è destinato a vivere una vita breve che arriva fino a un massimo di trent’anni, appunto per questo chi è Marchiato cerca di vivere la vita al massimo, il protagonista delle vicende appartiene proprio a questo genere di persone che è destinata a vivere una breve vita.

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La complicanza della delicatezza

Tornando a Chakuro, si tratta di un ragazzino di soli quattordici anni che si occupa dell’archivio della Balena di Sabbia. Ad ogni funerale lui si occupa di appuntare tutto ciò che viene impiegato per organizzare quest’ultimo per poi consegnare il rapporto scritto al futuro capo villaggio. All’interno di questa struttura sono in vigore delle regole molto severe, come quello di non usare la magia a bordo visto che viene considerato un tabù la cui punizione è quella di finire nel sotterraneo e diventare così delle talpe ovvero dei carcerati, chiamati così perché non vedono la luce da lungo tempo. L’opera ci mostra diversi aspetti importanti della vita, come questa sia preziosa ed è un peccato sprecarla all’interno di una gabbia specialmente se questa è breve come nel caso dei marchiati. Le vicende che vengono narrate sono complesse, ma molto interessanti. Il primo volume scorre senza troppi problemi, si arriva alla fine con delle sensazioni forti a causa delle vicende narrate e con la voglia di leggere quasi subito il volume seguente.

I disegni di Abi Umeda sono molto ben realizzati, sopratutto perché sono ricchi di dettagli, basti vedere la balena di sabbia come è ornata da diversi micro-dettagli affascinanti che sembrano richiamare diverse tipologie di architetture, partendo da quelle orientali a quelle occidentali. Altra nota positiva è la presenza di alcune pagine che spiegano nel dettaglio com’è composta la Nave o come funziona la Thymia e l’Aura, come se queste fossero uno dei rapporti di Chakuro. La traduzione Italiana come al solito è ottima, non abbiamo riscontrato particolari problemi. La cosa che ci piace di più del materiale usato è che le dimensioni sono maggiori rispetto ad un normale Tankobon, rendendo così più piacevole non solo la lettura, ma anche la vista dell’artwork principale del primo volume. La qualità della carta è ottima, ma la cosa più bella è la sovraccopertina che risalta di molto i colori del fronte.

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Commento Finale

Tirando le somme possiamo dire che il primo volume parte con il piede giusto. La storia viene introdotta bene e spinge al lettore ad un viaggio atipico, ma molto emozionante e sopratutto ricco di dettagli. Anche il disegno di Abi Umeda è strepitoso, bello da vedere e stracolmo di particolari, segno che la mangaka cerca di comunicare anche con il disegno e non solo con la storia. Se siete alla ricerca di un qualcosa di nuovo, beh, Children of the Whales fa al caso vostro, noi non vediamo l’ora di sapere come continuano le vicende di Chakuro e compagni. Acquisto assolutamente consigliato!

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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