Hidden Agenda – Recensione

I ragazzi di Supermassive Games sono freschi da un successo modesto dovuto dall’ottimo e interessante progetto Until Dawn, un avventura che si poneva essere di genere psicologico e a tratti horror. Quest’oggi gli sviluppatori riprovano a tornare su quella scia sempre su PlayStation 4, seguendo la nuova formula del PlayLink, che per chi non lo sapesse i giochi che appartengono a questa linea sono destinati a essere giocati in gruppo – o nel caso di Hidden Agenda è possibile intraprendere il viaggio anche da soli -, ma la cosa più interessante è che non servirà il controller Dualshock 4, ma bensì un applicazione dedicata che prenderà il posto del joypad. Da quando è stato annunciato abbiamo seguito con molto interesse la produzione e la linea PlayLink, Hidden Agenda è sicuramente il titolo più intrigante, favorito anche dall’apprezzamento del suo predecessore. Con il nostro caro e fidato Smartphone ci siamo fiondati in questa tenebrosa avventura alla ricerca di un criminale chiamato “Il Manipolatore”.

Ringraziamo Sony Interactive Entertainment Italia per averci fornito la copia per la recensione di Hidden Agenda

Nella trappola per topi

La storia ruota principalmente attorno alla Detective Rebecca Marney della terza divisione, che è sulle tracce di un noto criminale conosciuto come il Manipolatore. Il modus operandi di questo spietato assassino è quello di inserire delle trappole per topi nelle dita o sul corpo del malcapitato di turno. Proprio qui il gioco nella sua versione Italiana lascia perdere il vero significato del nome del criminale, visto che nella versione inglese questo viene chiamato “The Trapper” appunto per il suo modo di agire con le vittime. La storia scorre in maniera molto interessante ed è pure ben strutturata registicamente parlando.

Il titolo ci para davanti alcune situazioni che richiederanno ingegno ma sopratutto riflessi pronti, grazie alle situazione di Quck Time Event, già viste sulla produzione precedente di Supermassive Games. All’interno del titolo non esiste una vera interazione diretta nei movimenti del personaggio, visto che si tratta di una sorta di film dove noi abbiamo il compito solo di prendere delle decisioni, alcune di queste molto difficili. Noi abbiamo sperimentato tantissime combinazioni, possiamo confermarvi che queste se incastrate bene, riescono a donare delle soddisfazioni uniche. Come avrete capito, l’ingegno e la riflessione è cosa assai importante durante la nostra indagine, specialmente se non si vuole finire in un punto morto o addirittura incorrere in un evento assai tragico.

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Smartphone e competizione

Prima vi avevamo parlato di una Companion App e di come sia obbligatoria usarla, visto che il controller non lo sfioreremo nemmeno se non per avviare e chiudere il gioco a fine sessione. Il nostro telefono ricopre un ruolo ancor più importante, man mano che avanzeremo nel registro dell’app avremo tutte le informazioni che abbiamo raccolto, suddivise in diversi campi: trama, biografie, eventi cruciali e regole. Le biografie sono il punto più importante, perché dentro troveremo tutto ciò che abbiamo scovato sul personaggio che andremo a cliccare e possiamo analizzare il materiale e usarlo per determinare alcune scelte. Alcune informazioni dovranno essere raccolte in alcune scene a tempo, dove avremo a disposizione pochi attimi per trovare le tre prove nel luogo dove ci troviamo seguendo gli indizi a schermo.

La modalità competitiva – ovvero quella giocata insieme agli amici – presenta alcune varianti, dove ognuno ricoprirà un ruolo chiave. Le scelte chiavi dovranno essere prese in seduta comune, anche se il più delle volte non si riesce a trovare un compromesso, specialmente se uno dei nostri amici ha ricevuto uno dei piani il cui scopo è quello di farci finire in un punto morto. Diciamo che la versione giocata insieme ad altri è per certi versi meno appagante, il tutto purtroppo si riduce a uno sviamento delle indagini e contrastare quest’ultimi cercando di riuscire a raggiungere almeno un finale decente.

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Sembra quasi reale

Le animazioni facciali sono veramente impeccabili, riescono a far emergere anche solo dallo sguardo la preoccupazione del singolo personaggio. Un lavoro impeccabile quello di Supermassive Games, visto che oltre alle animazioni si è preoccupato di curare lo scenario sebbene questo non ha una interazione diretta con il giocatore ma è solo scenografico. Lode anche al carisma di personaggi come la Detective Becky Marnie o il Procuratore Felicity Graves, che riescono a tenere attiva l’interesse e la rigiocabilità dell’intera produzione. Il doppiaggio Italiano tutto sommato è stato di nostro gradimento, anche se in certe scene notiamo che non sia proprio sincronizzato perfettamente con il labiale dei modelli in gioco. Quelle poche ost presenti sono di ottima fattura, specialmente per il tema principale che emana un certo alone di mistero.

Purtroppo Hidden Agenda non è esente da difetti così come il sistema PlayLink. Per far sì che il dispositivo smartphone riesca a comunicare con la PlayStation 4, dovremo accertarci che entrambi navigano nella stessa frequenza Wi-Fi, dato che se uno di questi naviga a 5.0 e l’altro 2.4, l’applicazione non ci permetterà di giocare né tanto meno usare la console come dispositivo Hotspot. Altro evidente problema è dovuto al software, ogni tanto il gioco soffre di qualche calo di framerate o addirittura di crash continui. A noi è capitato che l’applicazione crashasse di continuo dopo aver cliccato “Continua Partita” e l’unico modo per risolvere è stato riavviare tutti i dispositivi – Ovvero lo smartphone e la console -. Sicuramente sono difetti che si possono risolvere con una patch, ma al momento sono piccole cose che minano leggermente l’esperienza di gioco.

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Commento Finale

Tirando le somme possiamo dire che è sicuramente una nuova esperienza quella che Hidden Agenda propone. Non tanto per la narrazione, che è tipica dei film investigativi americani, ma per il modus in cui va giocata. Come abbiamo già anticipato, il lato più bello è quello di scoprire il mistero che avvolge il gioco da soli, visto che la modalità competizione punta a tutt’altro. A noi è piaciuto l’esperimento PlayLink, quindi, ci sentiamo in dovere di consigliarvi l’acquisto dato anche il prezzo veramente basso a cui verrà venduto.

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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