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L.A. Noire Remastered – Recensione

Annunciato nel lontano 2006 come Esclusiva per Playstation 3, L.A. Noire ha subito uno sviluppo travagliato e colmo di ostacoli che ne hanno più volte minato il suo rilascio.

Il Team Bondi, Software House dietro la produzione dell’Opera, aveva in mente un progetto ambizioso per il titolo, ma eccessivamente dispendioso  per l’epoca tanto che Sony decise di interrompere i finanziamenti e perdere quindi l’Esclusività del gioco.

Gli sviluppatori poi passarono nelle mani di Take-Two Interactive (Corporation a cui fa capo anche Rockstar Games), che riuscì nell’intento di concludere il lavoro e portare il titolo anche su Xbox 360 e successivamente su Pc.

Nonostante una serie di intoppi e sfortunati eventi, L.A. Noire risultò un titolo solido, con una trama curata ed una straordinaria innovazione nel MotionScan dei volti, mai così realistici e ricchi di espressività prima di allora.

A 6 anni dalla sua uscita, Rockstar Games ripropone uno dei Videogiochi più controversi e inespressi della sua storia.

Hollywood Cop
La Seconda Guerra Mondiale alle spalle. Un’ America in ripresa. Los Angeles è una fucina di idee ed espressioni artistiche.
L’incipit narrativo di L.A. Noire è chiaro e ci mette nei panni di Cole Phelps, eroe e superstite di Guerra. Partendo dal basso Phelps si farà strada nella Polizia di Los Angeles, districandosi tra semplici problemi di ordine pubblico fino ad arrivare a misteriosi casi di omicidio, che vedranno coinvolte anche insospettabili figure pubbliche.

Il racconto del lavoro del Team Bondi risulta ancora oggi credibile e curato in ogni minimo dettaglio, con personaggi carismatici e interpretati egregiamente.
Alcuni casi sono più deboli di altri e presentano qualche sbavatura in più nella conduzione delle indagini oltre a presentare dei moventi esplicitamente forzati in determinati frangenti dell’avventura.

Nonostante i passi da gigante mossi in questa direzione, ogni interrogatorio mette in luce tutte le qualità del MotionScan utilizzato per il titolo; le espressioni facciali degli indagati sono sempre impeccabili e metteranno sicuramente in crisi coloro che proveranno il lavoro del Team Bondi per la prima volta.

La ricostruzione di Los Angeles è certosina ed ogni strada, vicolo ed Edificio Pubblico sono totalmente fedeli agli usi ed i costumi dell’Epoca, così come le linee di dialogo e le espressioni utilizzate dai Personaggi che incontreremo col proseguire della storia.

La presenza dei Quotidiani dell’Epoca, completamente opzionali, rappresenta poi la ciliegina sulla torta su una Narrazione semplicemente straordinaria. Ogni volta che ne troveremo uno infatti, verrà sbloccata una Cutscene legata ad una storia parallela alle vicende di Cole Phelps, eppure eccezionalmente intrecciata alla Storyline principale.

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Indaga, Arresta, Interroga, Repeat…
Il tallone d’Achille dell’intera Produzione, oggi ancor più che allora, rimane il Gameplay, ridotto ad una serie di casi nei quali dobbiamo viaggiare da una scena del crimine all’altra, scovare Indizi, effettuare Inseguimenti e sparatorie e ovviamente prendere parte agli interrogatori, vero cuore pulsante della componente ludica dell’opera.

A parte questi ultimi, quasi sempre incalzanti e stimolanti da affrontare, tutti gli altri elementi di gioco risultano lenti o insufficienti nelle meccaniche. Le sparatorie si riducono a stare fermi dietro un riparo e colpire i criminali al momento opportuno, mentre gli inseguimenti (a piedi o in auto) sono veramente troppo banali e basilari in quanto a complessità.

In alcuni casi saremo chiamati a sventare qualche rapina o fermare qualche ladruncolo di poco conto, in quelle che saranno di fatto le uniche attività collaterali del titolo. Infatti La Los Angeles di L.A. Noire è priva di qualsivoglia diversivo, in un “finto” Open World, che oltre alla monumentale ricostruzione della città, non ha praticamente nulla da offrire.

Per fortuna, a trainare il carro di tutta la produzione ci pensa l’eccelso impianto narrativo, in un misto di ricostruzioni storiche, storie personali e di un popolo, quello Americano, ancora fortemente scosso dal conflitto bellico, alla ricerca di una nuova e moderna identità.

La trama di L.A. Noire è complessa e matura, cupa e dai risvolti etici e sociali, che, proprio come l’Escalation del Protagonista nel corpo di Polizia di Los Angeles, vive di picchi altissimi, ma anche di una fase centrale che perde mordente e rischia di rovinare tutto, per poi decollare nell’emozionante fase finale.

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HollyWood in 4K
Il comparto tecnico di L.A. Noire non ha subito grossi stravolgimenti e Rockstar in questo si è limitata ad semplice compitino, portando la risoluzione agli ormai “indispensabili” 4K. Gli Sviluppatori non hanno riservato lo stesso trattamento al Framerate, ancora bloccato a 30. Le Texture sono sicuramente più nitide, anche se i numeri di poligoni e il sistema illuminazioni mostrano nettamente i segni dell’età.

Questa versione rimasterizzata è impreziosita di tutti i DLC rilasciati, che, oltre ad allungarne la longevità, offre alcuni spunti interessanti alla trama e potrebbe essere un incentivo per chi ha già giocato il titolo su Console di vecchia Generazione a tornare negli Stati Uniti di fine Anni ’40.

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Questa non è una Rapina
Nonostante i 7 anni di distanza dal rilascio mostrino tutte le cicatrici lasciate dal tempo, L.A. Noire è ancora oggi uno splendido esempio di come si scrive una storia ricca di pathos.

La splendida atmosfera e la fedele ricostruzione di una Los Angeles progressista e all’avanguardia del Secondo Dopoguerra, vi faranno chiudere un occhio su un Gameplay invecchiato male e una fase centrale che appiattisce il coinvolgimento, prima di spiccare un balzo felino verso l’eccellente conclusione.

Caldamente consigliato a tutti coloro che non hanno mai avuto modo di provare l’opera originale o che vogliono rivivere l’Epopea dell’ambiguo Eroe di Guerra Cole Phelps.

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Davide Dell'Edera

Avventuriero nostalgico ed appassionato di Cinema e Serie TV. Amo i Videogames a 360°, con una spiccata predilezione per le trame articolate e i dialoghi ben scritti.

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