Pokémon Ultra Sole & Ultra Luna – Recensione

Puntuale come un tedesco, anche quest’anno Pokémon arriva sulla console portatile per eccellenza di mamma Nintendo. Non è passato molto tempo da quando il brand ha festeggiato il suo ventesimo compleanno, segnando un traguardo importante nell’industria videoludica. Quello che ci ritroviamo tra le mani non è propriamente classificabile come un vero e nuovo capitolo, visto che non è altro che una evoluzione ed un “what if” al livello narrativo del Pokémon uscito l’anno scorso, ovvero Sole e Luna. Era riuscito a convincerci con questo cambiamento radicale alla saga, lasciandoci molto speranzosi per il futuro della serie, ma stavolta sarà altrettanto così?

Si tratta di un What If?

Il titolo prende vita con una sequenza di fuga di una certa ragazza bionda – che chi ha giocato Sole e Luna conoscerà – per poi fiondarci direttamente con il nostro personaggio e la sua personalizzazione. Anche su questo frangente è rimasto invariato, le opzioni di customizzazione sono veramente ridotte all’osso, ne avevo tra l’altro parlato pure l’anno scorso sul fatto che ci saremmo aspettati un po’ di libertà in più per quanto riguarda l’immedesimazione. La procedura iniziale è la medesima, un incontro voluto dal destino ci segnerà completamente, inoltre saremo chiamati a compiere il giro delle isole a sfidare i vari Kahuna e le sette prove che i loro adepti ci propineranno lungo il corso della storia.

Anche gli starter sono quelli che abbiamo avuto l’anno scorso, ovvero: Rowlet, Litten e Popplio. Bisogna dire che non è tutto “identico”, capiterà ogni tanto di imbatterci in nuove cut-scene e situazioni diverse da come le ricordavamo, ma purtroppo – specialmente nelle fasi iniziali – queste sono ridotte all’osso se non quasi inesistenti, costringendo il giocatore che ha già giocato l’anno scorso la produzione senza il suffisso “Ultra” a scontrarsi con una ripetitività di fondo che ostruisce il godimento del titolo. Anche la longevità ne risente, conoscendo già le aree e il modus operandi della trama, facilmente raggiungeremo la fine in circa venticinque ore o meno.

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Novità dall’end-game

Il dubbio – giustificato – è dove stanno le novità. Le principali novità delle produzione risiedono tutte sulla quantità dei Pokémon, stavolta con una vastità mai vista all’interno di un titolo della serie. Altro sta nell’End-Game, ricco stavolta di contenuti adatti anche ad un pubblico elitista, che mantiene così l’attenzione e la giocabilità alta per un gran target di utenza. Certo, pure il nuovo leggendario che si chiama Necrozma riesce a richiamare a sé una schiera di fan interessati a questo nuovo “essere”, ma noi non vi anticipiamo nulla. Parliamoci chiaro, ma la vera chicca di questo Ultra Sole ed Ultra Luna è la presenza del Rainbow Rocket. Per chi non lo sapesse non è altro che un gruppo comandato da Giovanni del Team Rocket, dove ha radunato tutti i capi team delle varie generazioni di Pokémon e noi avremo il compito di affrontarli tutti. La storia che ruota attorno a questa novità è tra quelle più interessanti, per certi versi forse anche più di quella principale.

Graficamente sembra esser stata fatta una pulizia generale, visto che i modelli sembrano risultare meno seghettati vittime da un Anti-Aliasing quasi inesistente. Le Cut-Scene cinematografiche sono piacevoli da vedere, specialmente perché sono accompagnate da un sonoro sempre molto allegro ed accattivante, che richiamano le calde spiagge hawaiane nel quale ci ritroveremo. Peccato per una cura dei dettagli veramente molto marginale, alcuni ambienti risultano spogli, ma sopratutto con texture mal piazzate.

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Qualità tecnica

Nonostante quanto accennato poc’anzi, il buon Pokémon Ultra Sole e Ultra Luna rimane stabile per quanto riguarda il frame rate, non abbiamo mai riscontrato dei cali vertiginosi o che potessero intaccare minimamente l’esperienza di gioco. Piccolo appunto importante è che abbiamo notato che certe volte l’applicazione – nel nostro caso la versione digitale del gioco – tende a crashare nelle situazioni concitate, noi ci auguriamo che questo problema possa essere ovviato da una patch.

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Commento Finale

Siamo giunti finalmente alle conclusioni di questo atteso capitolo. Partiamo dal presupposto che il titolo, nonostante le promesse non proprio mantenute, c’ha convito in parte. Ci aspettavamo sicuramente molto più contenuti, ma anche così è riuscito a raggiungere il suo intento. Il nostro disappunto è solo sulle poche novità introdotte dalla storia, visto che si proponeva come un “What If” di un universo alternativo. Fortunatamente l’end-game è variegato e ricco di contenuti, riuscendo ad intrattenere chi gioca per tantissime ore senza stancarsi. Noi ci auguriamo di poter mettere le mani l’anno prossimo su un capitolo inedito, ma per il momento concludiamo dicendo che anche quest’anno il titolo annuale di Pokémon è valido.

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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