Destiny 2 – Espansione I: La Maledizione di Osiride – Recensione

Sono passati ormai poco più di tre mesi da quando abbiamo accolto tra le nostre braccia l’ultima fatica di Bungie nonché il sequel diretto del tanto amato Destiny. Il contenuto che andremo ad analizzare quest’oggi era già stato leakato a poche settimane dall’uscita del gioco, ma finalmente quest’oggi possiamo provarlo con mano e non solo soffermarci a leggere ciò che ha da proporre. Abbiamo impiegato qualche giorno prima di dire la nostra sulla Maledizione di Osiride, visto che la mole dei contenuti non è esigua, ma allo stesso tempo neanche troppo vasta. La nostra scure è pronta per dire la sua su questo pacchetto d’espansione.

Parliamoci chiaro, la storia di Destiny non è mai stata tra le più genuine ed originali, anche qua non si fa eccezione. Gli sviluppatori hanno scelto il pianeta di Mercurio visto che è tra quelli più misteriosi e discussi tra la Community del gioco, nonché colonia dei tediosi Vex. Il tutto prende inizio quando un portale fa la sua comparsa nel pianeta, vista l’emergenza Ikora ci chiederà di andare ad indagare e capire perché il pianeta è in pieno trambusto. Poco dopo tempo faremo la conoscenza del personaggio chiave di questa espansione, Osiride che è accompagnato dal suo fedele spettro Sagira. Per chi non lo sapesse, Osiride è il maestro della stregona Ikora Rey, nonché colei che ci affibbia proprio questo incarico.

La storia si fa carico di qualche scena cinematografica d’effetto, insieme a diverse sparatorie appaganti, un po’ come quelle che abbiamo già visto nella campagna principale. A malincuore bisogna dire che la narrazione si limita solo a ciò che abbiamo detto prima, data anche la longevità non proprio ottimale che si attesta tra le due e tre ore per portare a termine la campagna principale. L’area di Mercurio è abbastanza ristretta, tra l’altro non abbiamo neanche la possibilità di poter usare l’astore, a nostro avviso questa scelta è dovuto al fatto di non rendere la mappa ancor più piccola di quanto lo è già. Uno dei luoghi che torna è il Faro, che abbiamo già visto sul primo capitolo della serie.

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Nell’End-Game abbiamo diversi contenuti, primo fra tutti La Foresta Infinita, che ogni volta che accederemo a questa ci ritroveremo una mappa generata diversamente. All’interno di quest’area confluiscono diverse razze di nemici, tra caduti, vex, Cabal etc. Ad ogni fine segmento ci ritroveremo davanti a un nemico dalla stazza più grande che una volta sconfitto ci permetterà di proseguire oltre. Come abbiamo già anticipato, questa nuova “Area” è predominata da un generatore casuale, che a conti fatti non riesce ad eccellere visto che ci ritroveremo spesso gli stessi pattern. A lungo andare possiamo confermarvi che diventa abbastanza tedioso spendere tempo all’interno di questa nuova feature. Nel crogiolo sono state aggiunte tre mappe, che nonostante esteticamente siano accettabili, al livello di contenuti non sono altro che una goccia all’interno di una grossa giara.

Raccogliere materiali in modalità come crogiolo o nel PvE può essere cosa assai utile per farci forgirare delle armi da Fratello Vance. Il processo di farming è veramente lungo ed alle volte pure tedioso, riducendosi alle solite mansioni senza un minimo di varietà. Per quanto potente sia l’equipaggiamento forgiato, non ripaga pienamente le ore spese per farlo. Per le armature bisogna sempre affidarsi al fato, anche perché l’unica maniera per ottenere oggetti validi nel minor tempo è solo attraverso le microtransazioni, utilizzando la moneta che abbiamo già intravisto nella recensione del gioco base di Destiny 2. Una feature che è stata aggiunta è quella della personalizzazione delle armature dal punto estetico, applicando diversi pattern decorativi.

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Tirando le somme sui contenuti che ha offerto questa Maledizione di Osiride, possiamo dire di non essere stati pienamente soddisfatti, purtroppo il costo non ripaga il giocatore. Il principale problema è quella di una campagna fin troppo piatta e veramente corta, accompagnato poi da un end-game che si riduce alla fine sempre alle stesse mansioni di farming. L’unico punto positivo è forse il carisma di alcuni nuovi personaggi e le armature nuove – esteticamente parlando -. Secondo noi Bungie deve osare di più con la prossima espansione se vuole conquistare la fiducia del suo pubblico. Per il momento da parte nostra è una promozione con la sufficienza.

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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