Siamo al terzo anno consecutivo che Bandai Namco ci getta dentro la mischia dei mostri digitali con Digimon. E’ innegabile, fa sempre piacere parlare di questo storico brand, che da sempre è stato in perenne lotta con la controparte PokéMon, creando due schieramenti. Quello che andremo ad analizzare è un secondo capitolo, perché della serie di Cyber Sleuth esiste già un titolo, uscito sia su PlayStation 4, che su PlayStation Vita, proprio come in questo caso con Hacker’s Memory. Partiamo dal presupposto che è stato fatto un dietrofront rispetto a Digimon World: Next Order, ovvero la localizzazione Italiana non è presente, lasciando spazio solo ai testi inglesi con doppiaggio annesso. I ragazzi di Media. Vision saranno riusciti a sfornare un titolo valido che possa attrarre a se tutta la fan-base dello storico brand anni ’90?  Vi lasciamo alla nostra recensione per scoprirlo.

Come potete intuire già dal sottotitolo “Hacker’s Memory”, la produzione ruota tutto attorno a un gruppo di hacker che si suddividono in diversi schieramenti. Il mondo è in costante evoluzione e nel caso di questo capitolo è progredito così tanto da dare vita a una realtà virtuale chiamata Eden, la quale è accessibile attraverso a un visore – che ricorda stranamente il PlayStation VR, chissà come mai! -. All’interno dell’Eden non è tutto rose e fiori, visto che diversi hacker minacciano l’identità dei più deboli, inoltre è presente una zona simile al Deep Web, dove avvengono scambi illegali di Digital Monster.

Il protagonista, Keisuke Amazawa, si ritroverà coinvolto in un furto di identità, ovvero la sua, rendendolo così una “Minaccia” alla società odierna, soggetto così a pregiudizi pure all’interno del suo stesso istituto. Appunto per questo si convincerà a seguito di un evento particolare a unirsi a un gruppo di Hacker votati al bene, in modo da liberare l’Eden dalla sporcizia che mina il bene comune. Narrativamente parlando la storia scorre piuttosto bene, ma purtroppo non è priva di cliché tipici del genere, strascicandosi verso una fine forzata e da una monotonia di situazioni che diventando piuttosto frustanti. Il gioco però mostra i propri muscoli con le personalità dei singoli personaggi, caratterizzandoli piuttosto bene, questo anche per quanto riguarda gli npc di meno importanza. Se avete giocato il primo Cyber Sleuth dovete sapere che diverse situazioni vi sembreranno familiari e la frustrazione potrebbe rivelarsi più pressante rispetto a chi non ha mai toccato un titolo della serie.

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I luoghi che visiteremo hanno un andazzo piuttosto altalenante a causa di alcune mappe piuttosto prive di “inventiva”, dove basterà seguire la strada per arrivare all’obiettivo. E’ vero, nell’Eden sono presenti delle Zone un po’ più articolate, ma al livello di Design ci riduciamo sempre alle solite Texture, creando un senso di “già visto” piuttosto fastidioso a lungo andare, lasciando il giocatore privo di stupore. Per quanto riguarda il gameplay abbiamo diverse lodi da spendere. Come avviene con PokéMon, possiamo portarci dietro un quantitativo prestabilito di Digimon, ma per catturarli dovremo affrontarli e scansionarli fino ad arrivare al cento per cento della percentuale richiesta. Qui entra in gioco anche un fattore tattico grazie alla Digievoluzione e De-evoluzioni, che permettono di assumere dei valori favorevoli in base a ciò che ci verrà proposto a schermo, valutando i pro e i contro delle due tipologie di evoluzioni. Per gli amanti delle missioni secondarie questo è il titolo perfetto, ne sono presenti a quantità industriali e molti di questi ci conferiranno oggetti utili o denaro da investire.

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La colonna sonora spicca subito, alcune tracce sono state ripescate dal precedente capitolo, ma nonostante ciò, fa sempre piacere riascoltarle. Il doppiaggio dei personaggi che ci accompagneranno è sempre di ottima fattura, anzi, siamo a vette superiori di quelle che ci aspettavamo. Il comparto grafico non fa gridare al miracolo, si tratta di quello di Cyber Sleuth con una leggera ripulita ed una profondità di campo maggiore, ci saremmo aspettati di vedere in azione quello di Digimon World: Next Order piuttosto che riciclare un motore datato, dato l’impatto visivo migliore.

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Per quanto il gioco sia buono e si lascia giocare senza troppi problemi, ci saremmo aspettati di più da Media. Vision che ha svolto un lavoro molto marginale sul lato tecnico, riciclando del materiale dal suo vecchio progetto. Certo, il titolo non è da bocciare, ma nonostante ciò ci auguriamo che il voto che stiamo conferendo sia uno stimolo a fare meglio con un possibile prossimo capitolo del circolo Cyber Sleuth. Concludendo, consigliamo Digimon Story: Cyber Sleuth – Hacker’s Memory principalmente ai fan del brand, in secondo luogo a chi è alla ricerca di un JRPG un po’ diverso dal solito.

Digimon Story: Cyber Sleuth - Hackers Memory
La trama si lascia seguire ma...Tanti Digimon da collezionareColonna sonora che si lascia ascoltareMolte ore di gameplay ma intaccate...
....cade in cliché piuttosto banali....da una ripetitività piuttosto marcata
7.5Voto
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