Il suo annuncio è stato inaspettato, ci siamo ritrovati tutti lì a fissare quel corto trailer pensando di vedere un qualcosa di irreale e impossibile. Perché sì, Shadow of the Colossus con la nuova veste grafica è qualcosa che nessuno si sarebbe mai immaginato di vedere, proprio perché si tratta di un Remake. A dirigere il timone poi ci stanno dei grandi geni, sviluppatori che hanno da sempre dimostrato di essere nei maestri nel rimettere a nuovo le produzioni del passato, parliamo proprio dei Bluepoint Games. Quello che gli sviluppatori avevano in mente era quello di donare sì una vecchia perla del passato ai nostalgici, ma principalmente far conoscere questa produzione di spicco di Fumito Ueda ai più giovani che si sono avvicinati al gaming in un periodo distante ormai da Shadow of the Colossus.

Il tutto parte dal sacrificio

Il tutto inizia con un filmato di apertura con sottofondo misterioso ad accompagnare la scena introduttiva. Quello che vediamo è un giovane ragazzo di nome Wander, che in groppa al suo fedele destriero Agro si addentra dentro ai boschi, per poi arrivare in un lungo ponte di pietra che si collega a un imponente tempio. Con sé il giovane porta una ragazza avvolta in un mantello di nome Mono. Giunto al Sacrario del Culto, Wander si ritroverà a parlare con un entità superiore chiamato Dormin, il quale chiede di riportare in vita la ragazza che è stata sacrificata per via del suo destino maledetto. L’entità che inizialmente è riluttante poiché la richiesta viene da un essere mortale, cambia idea quando vede la spada che il giovane porta con sé, la cosiddetta: Antica Spada.

Proprio qui si stabilisce un patto tra Wander e i Dormin, quello di distruggere tutti e sedici i colossi, ma sacrificando parte di sé alla sconfitta di ognuno, ovviamente il premio è la resurrezione dell’anima della ragazza. La storia è molto astratta, avremo poche occasioni di intravedere qualche flashback e ricevere qualche informazione in più, ma questo dona al racconto un aspetto molto poetico. Per chi lo ha giocato lo sa già, ma il finale è un punto narrativo elevato come sceneggiatura e impatto verso il giocatore, una scena che tutt’oggi si lascia amare. Quello che Fumito Ueda trasmette è un messaggio importante, come ben sappiamo ognuno dei suoi giochi lascia sempre qualcosa di fondo e Shadow of the Colossus non fa eccezione, ma di questo aspetto non vogliamo anticiparvi nulla, dovrete essere voi a scoprirlo.

I Colossi imponenti

Come avrete già intuito, il nostro compito sarà quello di abbattere i sedici e imponenti colossi che compongono le vaste terre maledette dove ci troviamo. Per raggiungere la nostra “preda” usufruiremo del fidato Agro e della spada antica, quest’ultima ci indicherà alla presenza del sole attraverso il riflesso, la strada da seguire, non sempre molto chiara, ma appunto per questo serve anche un po’ di astuzia da parte del giocatore. Solitamente per raggiungere un Colosso percorreremo aree diverse e percorsi piuttosto pieni di impedimenti, il tutto è possibile grazie a un level design di alta classe, che nel remake si lascia apprezzare ancor di più lasciando a bocca aperta con degli scorci visivi di tutto rispetto.

Le battaglie con i boss non sono semplici, proprio perché ognuno avrà una strategia diversa, il cui primo passo è sempre quello di capire qual è il punto debole e come è possibile raggiungerlo. Per diminuire la salute dovremo infilzare con la nostra spada questi punti illuminati, che segnano dove dovremo colpire per effettuare del danno. Ovviamente dovremo scalare questi Colossi e dovremo sempre tener d’occhio la stamina, una volta esaurita la nostra scalata sarà stata vana e finiremo inesorabilmente a terra, probabilmente in un doloroso game over. Capire come agire non è sempre facile, alcune volte richiederà diversi tentativi, perché magari una determinata idea non si rivela essere quella giusta, a causa di Colossi con più punti di “appoggio”. Quando avremo battuto un boss, della materia nera ci infilzerà facendoci sputare del sangue nero per poi ricondurci al Sacrario del Culto, dove i Dormin ci daranno degli indizi sulla nuova preda da mietere.

Visivamente ammaliante

Al livello grafico è stato fatto un vero miracolo, ci ritroviamo davanti delle ambientazioni totalmente ricostruite da zero, che surclassano il gioco originale senza troppa fatica. Il motore grafico impiegato è veramente ottimo, specialmente nella vegetazione che risulta dinamica e reagisce al vento, donando una visione unica. Come abbiamo anticipato, non sarà cosa rara ritrovarsi ad ammirare un paesaggio all’interno di Shadow of the Colossus o di abusare della modalità foto per immortalare qualcosa di unico e da condividere sui Social. Noi abbiamo giocato il gioco sia nella versione Cinematica – che permette di giocare a una risoluzione maggiore, ma con un framerate bloccato a 30FPS – che in quella Performance – il gioco punta ai 60 FPS -, entrambi perfettamente funzionali. I modelli poligonali sono stati anch’essi messi a nuovo ovviamente, ma alcuni risultato fin troppo “spigolosi” almeno per quanto riguarda quelli umani, per i colossi non abbiamo nulla di cui lamentarci, la loro resa grafica è stupefacente. La colonna sonora resta imbattibile, sempre perfetta in ogni situazione, riuscendo anche ad emozionare il giocatore nelle situazioni più importanti. Il doppiaggio è tale e quale a quello del gioco originale, ottimo e sempre molto ben chiaro, ma come ben saprete, la lingua parlata non è una vera lingua, ma è stata inventata per il videogioco.

Commento Finale

Il nostro viaggio è giunto alla fine, abbiamo abbattuto nuovamente tutti i colossi e siamo giunti ai titoli di coda del gioco, ma anche alle somme finali di questa recensione. Il lavoro dei Bluepoint Games è veramente incriticabile su quasi tutto, tralasciando qualche bug di troppo nelle movenze e alcuni problemi con la reattività di Agro, ci ritroviamo difronte a un vero capolavoro, reso finalmente ancor più bello da un motore grafico di tutto rispetto. Questa è l’occasione giusta per scoprire o riscoprire delle emozioni profonde, lasciandosi trasportare da questa poetica storia di Shadow of the Colossus. L’acquisto è assolutamente consigliato.

Shadow of the Colossus
Ancor tutt'oggi la narrazione è impeccabileGli scorci visivi sono veramente uniciI Colossi sono maestosi La soundtrack è perfetta in ogni situazione
Alcuni comandi sono poco reattiviQualche Bug
9Voto
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