Rumiko Takahashi colpisce ancora, sta volta con la sua nuova opera: Rinne. Questa per tante sfaccettature richiama notevolmente manga per cui l’autrice è conosciuta, quali per esempio Lamù, Ranma ½ e soprattutto, in questo caso specifico, Inuyasha. Come le precedenti citate, anche Rinne ha ricevuto nel corso degli anni un adattamento animato, che ha permesso ai più di conoscerlo e apprezzarlo, aiutando anche le vendite del cartaceo nel nostro paese. In Italia è Edizione Star Comics a occuparsi della pubblicazione, sin dall’aprile 2011, arrivando a oggi con l’uscita del trentatreesimo volume, sui quaranta totali usciti nel paese del Sol Levante.

Siete pronti a scoprire se l’autrice è riuscita ancora una volta a regalarci un’opera da ricordare?

La storia gira attorno a un giovane ragazzo di nome Rinne Rokudo, uno semi-shinigami, questo per i motivi che verranno esposti nei primi volumi, dai capelli rossi che aiuta gli spiriti rimasti legati a questioni irrisolte a raggiungere il Nirvana, in modo tale da potersi poi reincarnare. Ad accompagnarlo nel ruolo di co-protagonista c’è una sua compagna di classe, Sakura Mamiya, una ragazza munita di un dono speciale, ossia quello che gli consente di vedere gli spiriti sin da quando era bambina, dove, mentre era con la nonna in montagna, scomparve per alcuni giorni in seguito all’incontro con una misteriosa signora.

Il loro “fortuito” incontro sembra voluto dal destino, dato che a lungo andare i fili che collegano i due ragazzi tenderanno ad intrecciarsi sempre di più, nel mentre che il “loro lavoro” di consentire agli spiriti bloccati di trapassare continua volume dopo volume, con l’arrivo costante di nuovi personaggi, in tipico stile Rumiko Takahashi, pronti a immischiarsi nelle loro faccende, lavorative e non.

Come discusso abbondantemente, il fulcro di tutto è il rapporto tra i due protagonisti, come avviene anche in Inuyasha, dove il caso vuole che si formi una coppia, che poi andrà a consolidarsi per tutto il corso dell’opera, con un costante rapporto di amore/odio, concretizzato da svariati litigi, che puntano a strappare una risata al lettore, a volte riuscendoci, altre meno. Proprio questa, forse eccessiva, assonanza da queste due opere può star storcere il naso, dato che, nonostante si parli comunque di manga qualitativamente notevole, non possiamo goderci del tutto quella sensazione di “novità assoluta”, che solitamente ci pervade ad ogni nuova lettura. Bene o male, che si ami o si odi, è lo stile conclamato dell’autrice, capace di risaltare sopra qualsiasi cosa, come se fosse a tratti una presenza ingombrante, oscurando quello che è il nome del manga a favore del suo.

Detto questo, Rinne è un manga leggero e molto scorrevole da leggere, capace di regalare spunti più e meno interessanti, a tratti divertente, altre volte costellato d’azione, il solito mix che anche questa volta sembra funzionare, ma il come e quanto spetta solo al gusto soggettivo di chi vorrà dagli un occasione, non è così remota la possibilità che alcuni lo ameranno, mentre altri totalmente l’opposto.

Come in ogni sua opera, è impossibile non notare il tratto che costantemente tende a ripetersi, rendendo molti dei suoi personaggi simili anche a distanza di svariati anni. Questo fatto può essere ritenuto allo stesso tempo sia positivo, che negativo, dato che nel primo caso rende l’opera immediatamente riconoscibile, con la possibilità di venire ricordata più facilmente dai lettori negli anni a venire; mentre riguardo il secondo caso rende meno accentuato l’effetto novità, nonostante si parli spesso di un manga completamente differente dai precedenti.

Tralasciando questo fattore, che riteniamo comunque molto importante per un’analisi completa, il tratto rimane molto piacevole da vedere, ben definito e sicuramente molto caratterizzante, che non va troppo nei dettagli e particolari, ma riesce a colpire il lettore in ogni suo aspetto.

Da lodare anche il lavoro di Edizione Star Comics, capace nuovamente di metterci a disposizione dei volumi di buonissima qualità, seppur essendo nella sua edizione base, con una carta resistente ed in grado a sufficienza di trattenere l’inchiostro, copertina solida ed un buonissimo livello di traduzione.

 

In conclusione

Rinne è a tutti gli effetti un’opera molto interessante, di cui siamo molto incuriositi su come andrà a concludersi, per verificare del tutto se sarà in grado di rimediare ad alcune piccolezze che hanno contraddistinto i manga passati, andando ad intaccare la loro qualità. Nello specifico quello che riguarda una trama dispersiva, che tende a lasciare vuoti quasi incolmabili. Per ora, arrivati al volume 33, possiamo ritenerci soddisfatti di coma questa viene raccontata, notando tantissime somiglianze con altre sue opere come Inuyasha, prendendo come esempio il rapporto tra i protagonisti, oltre al già citato disegno che, come in ogni occasione, ripropone uno stile unico che contraddistingue Rumiko Takahashi, che può di conseguenza piacere o meno, a seconda del mero gusto personale.

In conclusione ci sentiamo di considerare Rinne un must per gli amanti dell’autrice, trovando la sua impronta indelebile ad ogni pagina del manga, mentre per chi non ama questo stile è meglio si rivolga altrove.

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