Dopo un’iniziale attesa, ecco finalmente The Long Reach, horror/thriller con un pizzico di puzzle, frutto di Painted Black Games e del distributore Merge Games, che ricorderemo anche per The Count Lucanor.

Probabilmente alcuni lo avranno riconosciuto per via del vecchio Steam Greenlight, dove aveva fatto la sua prima comparsa come progetto, con il relativo sito. Passiamo subito ai dettagli!

Storia

La nostra avventura inizia in maniera piuttosto bizzarra, ci ritroveremo catapultati da un normalissimo negozio a una misteriosa struttura senza alcuna informazione in merito.

In una storia di questo genere cessano di operare i meccanismi logici e razionali che guidano il nostro pensiero, come constatabile dai primi attimi di gioco. The Long Reach infatti, origina da un particolare programma che consente la condivisione di esperienze, ma, in seguito a un malfunzionamento…

…i sogni e gli incubi possono mischiarsi con la realtà, senza bisogno di dormire! Tutte queste allucinazioni sono frutto del subconscio e condurranno eventualmente alla pazzia delle persone stesse.

Il setting del gioco non è un mondo apocalittico o una qualche dimensione distante dalla nostra realtà quotidiana, ma al contrario è ambientato nel New Hampshire, in una città fittizia di nome Baervox.

Nell’intrecciarsi della narrazione si colloca il fattore molto importante dei dialoghi, avremo infatti una vasta scelta nella gamma di risposte disponibili. Di volta in volta, potremo rispondere a “modo nostro”, per dare un tono diverso alla conversazione, anche se, spesso e volentieri queste scelte sono ininfluenti ai fini della trama.

Non ci troveremo di fronte la solita storia lineare e organica, è necessario seguire la logica deviata che ci viene offerta.

The Long Reach dialoghi

The Long Reach Baervox

Gameplay

A prima vista The Long Reach non ha nulla di apparentemente particolare o innovativo, i comandi si presentano piuttosto semplici. Correre, interagire con gli oggetti e l’inventario ed utilizzare la nostra torcia portatile sono le nostre uniche azioni a disposizione infatti.

Tratto invece già distintivo è la maggiore interazione con l’ambiente esterno, non ci saranno proposti i soliti puzzle, ma un creativo uso di ciò che ci circonda. Non pensate nemmeno di analizzare frettolosamente un’area, potreste perdere molti oggetti necessari!

Viene maggiormente ricompensata la capacità di pensare fuori dagli schemi, piuttosto che la logica convenzionale a cui siamo abituati.

Essendo la trama basata sul mondo onirico, non mancano certamente i mostri degli incubi! Anzi, più opportuno parlare di umani-zombie, contro i quali non potremo combattere, se tenete alla vostra pelle vi consigliamo di starne alla larga!

Particolare attenzione è dedicata a questi ultimi, rappresentati in tutta la loro follia e disperazione, non mancano i riferimenti al loro retroscena e alla loro vita.

Il lato gameplay si presenta quindi più attento al rapporto ambientale e interattivo, assenti invece i combattimenti. Tuttavia, l’incapacità di difendersi conferisce maggiore senso allo stile horror/thriller.

The Long Reach items

 Qualche informazione sull’estetica

La caratteristica pixel art fa la sua apparizione anche in questo titolo, spesso deformata e riusata per creare scenari suggestivi e provocanti al tempo stesso. La alterata percezione che accompagna la nostra avventura è espressa dalle scene sconvolgenti a cui assisteremo, sicuramente non cose che esperiamo tutti i giorni.

Numerosi e intelligenti gli strumenti sparsi nel gioco, alcuni di essi camuffati bene sullo sfondo rendendo difficile la loro localizzazione. Ciò nonostante, la tinta fornita dallo sfondo si mischia bene con gli oggetti, creando un senso di continuità e a volte di forte contrasto, pure a livello logico.

Le ambientazioni sono variegate e non privilegiano mai l’oscurità alla luce, ragion per cui, si ha un’alternanza fra le due dimensioni luministiche. Non può esistere uno scenario cupo senza un saggio uso del suo opposto, la luce.

The Long Reach darkness and light

Comparto sonoro

Onestamente The Long Reach stupisce in quanto a comparto sonoro, la musica è abbastanza adatta per lo stile grafico, rendendo reale l’atmosfera onirica ed effimera. Cupa e spesso profonda, non smette mai di stancare il giocatore con la sua varietà.

Consigliamo caldamente l’uso di cuffie per assaporarne le sfumature, specialmente i bassi.

 

Conclusione su The Long Reach

Un titolo necessario per i fan degli indie horror/thriller o delle parti puzzle in 2D. Alcune parti sci-fi sono ispirate a The Matrix, ma non mancano i riferimenti a titoli come  Lone Survivor, The Cave, Resident Evil, True Detective, Fargo e The Last Door.

La rigiocabilità può deludere, il gioco non richiede molte ore per essere finito e non presenza modalità extra. Alcuni potrebbero però ricominciarlo per avere una visione più chiara della trama o delle ambientazioni.

Il prezzo richiesto non è eccessivo, anche se ne consiglierei l’acquisto principalmente ai fan del genere in questione.

 

 

The Long Reach
Buon uso della pixel artAmbientazioni suggestiveOttimo comparto sonoro
La longevità non è proprio il massimoAlcuni potrebbero lamentare l'assenza della lingua italiana
8Voto
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