Dalla penna di Daisuke Ashihara nasce World Trigger, uno shonen di alta qualità pubblicato sulla rivista giapponese Weekly Shonen Jump a partite dal 2013 e arrivata in Italia nel 2015 grazie al lavoro di Star Comics. Il manga segue il genere “alla lettera”, impersonificazione i pregi e struttura, con Yuma Kuga e l’intero team come protagonista delle vicende.
In un genere che ha visto miriade di esponenti passarsi il testimone e cercare di far scendere dal trono capolavori del calibro di Dragon Ball, One Piece e Naruto, riuscirà World Trigger ad avere quel minimo di qualità e diversità in grado di farlo risaltare, rimanendo impressi nella mente dei lettori?

Le vicende partono con la lente di ingrandimento verso ciò che accade a Mikado City, cittadina terrestre sopravvissuta alla distruzione da parte dei Neighbor, una razza aliena che dal nulla cominciò a distruggere ogni cosa che l’umanità aveva costruito, operando anche numerosi rapimenti. Per resistere a tutto ciò e garantire la salvezza del popolo terrestre nasce la Border, un agenzia formata da guerrieri dotati di Trigger: questo non è altro che un potere, sotto forma di energia chiamata Trion presente in ogni essere vivente, contenuto all’interno di dispositivi, in grado di sterminare gli invasori. Esistono varie tipologie di Trigger, ma la più temuta, da ambo gli schieramenti, rimane il Black Trigger, in grado di fare la differenza e scatenare un potere difficilmente eguagliabile.

A possederlo è proprio il nostro protagonista, un Neighbor dalle sembianze umanoidi di nome Yuma Kuga che, dopo la morte del padre, arriva nella cittadina in cerca di un amico di suo padre. La prima persona che incontra è Osamu Mikumo, membro di basso rango della Border e studente di una delle scuole locali, che si troverà in quel momento attaccata da uno dei soldati Trion.
Dopo la battaglia i due cominceranno a legare, vedendo i loro destini sempre più connessi nella battaglia contro i Neighbor e non solo.

La trama scorre lineare, con una minima dose di colpi di scena, ma un clima di suspance sempre presente a ogni scontro, in modo tale da non sapere, fino in fondo, quale potrebbe essere il suo esito. Come da anticipato nella prefazione, segue molto i binari classici degli Shonen, facendo partire i nostri eroi dal fondo della classificazione, fino a farli via via scalare, vedendo aumentare la loro esperienza e soprattutto capacità bellica. Questa struttura, per quanto già vista in svariate salse e non più innovativa, risulta tutto sommato solida, in grado di appassionare gli amanti del genere con una trama tanto classica, quanto particolare nella sua interezza, vedendo la presenza di un potere ancora tutto da scoprire e dall’enorme potenziale.
Inoltre anche i personaggi presenti fino a questo momento, ossia il volume dodici uscito in Italia durante il mese di Febbraio, risultano essere ben caratterizzati e unici a modo loro, i più ricorrenti nello specifico, in grado di rimanere ben impressi nelle nostre menti sia come caratterizzazione fisica, che riguardo le loro abilità, tutte uniche anche nel loro Side Effect. Questo nello specifico è un’abilità innata di tutti i possessori di Trigger, in grado di fare la differenza e caratterizzare maggiormente i personaggi raffigurati, vedendo la presenza di varianti realmente uniche e devastanti, dalle più alle meno utili in combattimento.

Riguardo il disegno, siamo rimasti impressionati da quanta precisione l’autore abbia messo su ogni tavola, rendendo i combattimenti unici e mai confusionari, per quanto i poteri raffigurati, oltre al numero di persone e nemici, siano di natura caotica e decisamente abbondante. Inoltre anche il tratto con cui i singoli personaggi sono realizzati è pulito e preciso, tale da impressionare e farci osservare più nel dettaglio tutte le sfaccettature con cui ognuno di loro è stato riprodotto, per cercare di carpire quanto più possibile ancora prima di leggere i dialoghi.
Star Comics come sempre riesce a fare un ottimo lavoro, con una traduzione quasi impeccabile e una grande stampa, riuscendo nel suo essere tanto economica, quanto soddisfacente al tatto.

In conclusione

World Trigger nella sua semplicità riesce a colpire e appassionare, siamo decisamente curiosi di come le avventure di Yuma e compagni evolveranno col passare dei volumi, per vedere se qualche colpo di scena o complicazione è pronto a saltare fuori da un momento all’altro. Per ora siamo soddisfatti di come tutto è raccontato e soprattutto della qualità dei disegni, in grado di far risaltare i combattimenti, punto focale dell’opera e genere in generale.
Detto questo ci sentiamo di consigliarlo a coloro che sono appassionati di Shonen, sicuro non ne rimarranno delusi!

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