Assassin’s Creed Rogue Remastered – Recensione

Lo ricordiamo tutti quel mese di Novembre del 2014, dove Ubisoft mise al mondo non uno, ma ben due Assassin’s Creed in un solo anno. Questo perché con l’avvento delle nuove console, la casa Francese si apprestava a pubblicare il “vero” capitolo Next-Gen della serie con Assassin’s Creed Unity, ma allo stesso tempo, non si sentiva di lasciare ancora a bocca asciutta quelli che son stati i fan della vecchia generazione e che non avevano fatto il salto con le ormai ben note PlayStation 4 e Xbox One. Appunto per questo nacque l’idea di rilasciare Assassin’s Creed Rogue, che si proponeva come un terzo capitolo della serie ambientato in America. Le idee che era presenti in questo capitolo non erano affatto male, infatti fu recepito dalla critica e dai fan in modo abbastanza positivo, difatti quest’oggi, Ubisoft ha deciso di riproporlo ma per la generazione corrente con un annuncio, in modo da permettere a tutti di poter godere di questa produzione. Noi non potevamo farci scappare l’occasione di analizzare questa rimasterizzazione, quindi vi lasciamo alla nostra recensione di Assassin’s Creed Rogue Remastered.

“Ho giurato di sostenere i principi del credo. Di tenere la mia lama lontana dalla carne degli innocenti e di non compromettere mai la confraternita degli Assassini. Sono stato un maledetto stupido.”

Il punto forte è la prospettiva della storia di questo capitolo, perché impersoneremo un personaggio che inizialmente apparterrà al credo degli assassini, ma non appena supereremo quella fase che comunemente chiamiamo “Prologo”, quest’ultimo entrerà a far parte del credo Templare, difatti è questa la caratteristica principale della trama. Il giovane Shay Patrick Cormac è il centro di tutto, nonché protagonista delle vicende, che si ritroverà a possedere anche una sua ciurma in una nave che si chiama Morrigan, il nome si rifà a una leggenda famosa. Durante la sua permanenza nel credo degli Assassini, Shay essendo un tipo curioso e che segue il suo istinto, apprenderà che tutto ciò che ha sempre creduto non è totalmente giusto, poiché l’obiettivo del maestro Achille è fuorviante e punta principalmente alla “distruzione” di massa per scovare i luoghi dei precursori.

Il giovane non si lascia trascinare in questa folle brama di potere, quindi decide di ribellarsi e porre fine a questa storia che punta alla distruzione del mondo intero. Ma il tutto non andrà nel verso in cui Shay sperava, poiché braccato dai vecchi compagni finirà per cadere da un precipizio, ritrovandosi dopo molto tempo a casa di alcuni gentili ospiti che l’hanno salvato. Da qui partirà la vera storia di Assassin’s Creed Rogue, una narrazione che ci porta ad esplorare la visione che i templari hanno e come cercano di contrastare gli Assassini. Ci permette di riflettere questa trama, perché a ben pensarci i due hanno quasi lo stesso scopo, ma il modus operandi è differente, giusto o sbagliato è solo una questione di prospettiva.

La folle brama del presente

Abbiamo in questo capitolo una parte nel presente, la struttura è la medesima di quella di Assassin’s Creed IV: Black Flag. Non vedremo mai in volto il nostro personaggio e lo useremo con una visuale in prima persona. Il tutto è svolto all’interno dell’Abstergo Industries, noi non siamo altro che uno dei “volontari” che stanno rivivendo i loro ricordi per lavoro, alla ricerca di informazioni per uno dei capi dell’industria. In queste fasi avremo modo di apprendere alcuni dettagli sul presente e su alcune prospettive dei templari. Sicuramente è piacevole da “giocare”, ma non osa più di tanto, si tratta solo di un apprendimento al livello narrativo con zero giocabilità. Pesando la qualità della storia in entrambi i lati, ci troviamo un prodotto di qualità, perché i personaggi che influiscono nella storia di Rogue si lasciano amare ma allo stesso tempo sono ricchi di dettagli. La prospettiva che offrono è piacevole, poiché non era mai capitato in altri capitoli e arricchiscono il piatto della conoscenza del giocatore, rivelando anche dei retroscena del passato. Per portare a termine solamente la storia principale noi abbiamo impiegato ben dieci ore, una longevità media che mantiene un livello qualitativo piuttosto alto per tutta la sua durata, forse l’unico difetto risiede nel finale del presente, ma di questo non vi anticipiamo nulla per evitare di far spoiler indesiderati.

Struttura un po’ impolverata?

Parlando del Gameplay del gioco, ci ritroviamo lo stesso Engine utilizzato su Assassin’s Creed IV: Black Flag, ovvero la base classica della serie ma con una serie di feature non indifferenti. Se avete giocato da poco Assassin’s Creed Origins vi sentirete spaesati, ma fortunatamente è facile riprendere in mano la situazione e riadattarsi alla struttura classica della saga. Le attività nel mondo di gioco non mancano, potremo andare ad esplorare le isole che ci circondano con la nostra nave o conquistare gli avamposti occupati dagli assassini. Tra le tante attività tornano quelli di restauro, per rendere il territorio migliore e con un profitto soddisfacente per le nostre tasche. Bisogna far notare che le battaglie navali in questo capitolo sono resi in maniera più spettacolare rispetto al quarto capitolo, perché oltre i potenziamenti più vasti, sono presenti tanti tipologie di navi d’affrontare e il tutto reso da una struttura divertente e solida.

Graficamente appagante

A livello estetico è stato fatto un ottimo lavoro di rimasterizzazione, abbiamo un occlusione ambientale che salta all’occhio, oltre che una modellazione poligonale ben studiata. Gli scenari risultati curati, certamente non mancano qualche texture fin troppo sbiadita, ma nonostante tutto il lavoro nel complesso risulta godibile. Durante la navigazione si avvertirà spesso quella sensazione di ripetitività grafica, purtroppo non vi è stata una grande varietà grafica nel componimento. Se dobbiamo paragonare questa versione ad un altra, possiamo dire che si tratta sicuramente di quella per PC ma con qualche miglioria in più. Fortunatamente nel frame rate abbiamo una base solida, non abbiamo avvertito nessun calo neanche nelle fasi più caotiche con molti nemici a schermo.

Il doppiaggio in Italiano è ottimo, come sempre d’altronde, abbiamo nel cast voci come Alessandro Germano e Claudio Moneta, storici doppiatori che c’hanno da sempre accompagnato in più opere. Altretanto possiamo dire della colonna sonora, sempre molto evocativa e piacevole d’ascoltare, il tutto accompagnato da alcuni componimenti storici della serie. Se dobbiamo trovare un difetto al comparto audio è che certe volte le OST subiscono un taglio brusco nel taglio tra una scena all’altra.

Commento Finale

Giungendo alle conclusioni di questa Remastered possiamo sicuramente affermare che il prodotto di Ubisoft Sofia è tornato in tutto il suo splendore. E’ stato fatto un lavoro magistrale per quanto riguarda il lato estetico, anche se alcune cose sono rimaste un po’ meno curate. La storia ancor tutt’oggi è uno dei punti forti, perché ci propone una prospettiva diversa e interessante, che arricchisce la cultura del videogiocatore sulla storia templare. Il difetto che intacca di più è il gameplay, specialmente durante gli scontri possiamo avvertire quella sensazione meccaninosa che la saga si è portata appresso per troppo tempo. Nonostante tutto, ci sentiamo in dovere di consigliarvelo, specialmente se non avete avuto mai modo di giocarlo ai temp. Ottimo lavoro Ubisoft, Assassin’s Creed Rogue Remastered è promosso!

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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