Devil May Cry HD Collection – Recensione

Quando si parla di Devil May Cry è inevitabile stamparsi un grosso sorriso in faccia, perché sì, questa è stata una di quelle saghe che hanno riempito l’anima di molti videogiocatori tra PlayStation 2 e PlayStation 3. Come tutti ben sappiamo, il primo capitolo è nato per caso, perché doveva essere un nuovo videogioco dedicato a Resident Evil, ma visto la direzione che si stava prendendo si è optato per sviluppare una nuova ed emozionante IP. Dietro al primo capitolo c’era la geniale mente di Hideaki Kamiya, ora maggiormente conosciuto per essere il padre di Bayonetta, ma noi lo ricordiamo anche per quel piccolo gioiello chiamato Okami. La Capcom a distanza di sei anni dal rilascio della versione rimasterizzata su PlayStation 3 e Xbox 360 ci riprova, rilascia un ennesima versione in alta definizione per le console odierne e PC. Sappiamo tutti che l’edizione di sei anni fa non era proprio eccellente, peccava di difetti significativi, quindi, noi abbiamo imbracciato il pad nella speranza che il team di sviluppo abbia fatto ammenda dai propri errori commessi ad allora.

Un Diavolo non sempre in HD

La prima schermata che ci verrà proposta sarà quella della scelta dei titoli, con un aggiunta che era presente pure sulla scorsa generazione, una galleria di immagini. Il menù è in pieno stile Devil May Cry, ma nonostante questa si intravede qualche incertezza nelle idee, con un leggero abuso del comando “Traccia” di Photoshop sui render di Dante. Avviato uno dei titoli ci imbattiamo subito in uno dei problemi che non è stato risolto, ovvero quello della risoluzione. Tutti i menù di gioco sono rimasti in 4:3, ma fortunatamente questo non accade durante le sessioni di gioco che puntano ai 16:9. Ci saremmo aspettati quanto meno che il suddetto problema fosse risolto, visto che fu una delle critiche mosse sei anni fa alla collection per PlayStation 3 e Xbox 360.

Oltre ai sessanta frame per secondo che agevolano il gameplay, non è presente alcun altra miglioria grafica, non abbiamo neanche la possibilità di godere dei titoli in una risoluzione superiore, quindi non sfruttano né l’hardware di PlayStation 4 Pro né quello di Xbox One X. Per quanto le texture sembrano essere state rimesse a nuovo, è innegabile che si tratti di un porting veramente molto pigro, dove le uniche migliorie sono nel framerate, specialmente se paragonato a remastered adoperate da team come i Bluepoint Games, che di recente ha messo in una nuova luce Shadow of the Colosuss con un lavoro magistrale.

Nel male alberga sempre il bene

Se per un attimo tralasciamo il disastroso comparto tecnico che c’ha lasciato con l’amaro in bocca, dal lato buono della collezione abbiamo tre titoli che ancro oggi si fanno amare. La narrazione risulta ancor oggi godibile e questo è sicuramente l’occasione giusta per recuperare i tre titoli ad una spesa minima, specialmente per chi non ha mai affrontato le avventure di Dante e compagnia bella. L’innalzo del framerate ha sicuramente giovato al titolo, specialmente per quanto riguarda il primo capitolo che su PlayStation 2 non godeva di un ottima stabilità e siamo stati sempre penalizzati nel goderci appieno il gioco.

Purtroppo ci tocca dire che pure l’audio, specialmente nei primi due capitoli, risultano molto scadenti, almeno per quanto riguarda il doppiaggio. Il più delle volte assisteremo a suoni veramente molto cupi e in bassa qualità. Il problema delle Cut-Scene non si sofferma purtroppo solo ai 4:3 drastici, ma anche a una qualità video veramente scadente in alcune cut-scene, come se quest’ultimo fosse a 144p in certi frangenti, non riuscendo bene a capire cosa stia succedendo in quel momento. Purtroppo non possiamo dire che Capcom non era a conoscenza di questi problemi prima del rilascio, perché sono i medesimi che affliggevano la versione che abbiamo testato ben sei anni fa, quindi bisogna dirlo, questo è in tutto e per tutto un porting privo di passione, messo sul mercato solo per aumentare i profitti dell’azienda usando il buon nome che Devil May Cry si è costruito in questi anni.

Let’s Rock!

Come già anticipato poc’anzi, l’unico lato della medaglia positivo è avere tutti e tre i capitoli in un solo disco e a portata di mano senza dover ricollegare un’altra console di generazione passata. Nonostante i difetti, il divertimento che offre il gioco è unico e ineguagliabile nel suo genere, il tutto amalgamato da una colonna sonora che ancor oggi mette quell’adrenalina a cui c’eravamo affezionati tempo fa. Certo, ancora oggi il secondo capitolo resta il punto debole della saga, ma fortunatamente vengono in soccorso e a sorreggere il fratello debole il terzo capitolo e il primo, due capolavori che non tramonteranno mai.

Commento Finale

Purtroppo ci tocca dirlo, la Remastered di Devil May Cry non è stato il prodotto che ci aspettavamo, ma sopratutto auguravamo di vedere. Il porting di Capcom è privo d’impegno, molto svogliato e con l’unica miglioria del framerate. Il pacchetto che è stato messo in vendita è consigliato ai fan sfegatati della serie che non possono fare a meno di avere il titolo o a chi non ha mai affrontato le avventure di Dante, al resto del pubblico ci sentiamo in dovere di guardare oltre o al massimo attendere un calo di prezzo.

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Federico Molino

Federico Molino

http://GameIndustry.it

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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