Da sempre la serie Atelier è stata tra quelle meno conosciute a dispetto di nomi blasonati quali sono Star Ocean o il celebre Final Fantasy. La Gust è approdata nuovamente su PlayStation 4 – e questa volta per la prima volta su Nintendo Switch – con una nuova trilogia chiamata “Alchemist of the Mysterious”, noi siamo qui per analizzare l’ultimo capitolo di questa trilogia. Visto che è arrivato per la prima volta sulla nuova bambina di Nintendo, abbiamo deciso che il nostro viaggio con Lydie e Suelle andava affrontato con quest’ultima console. Questo Atelier Lydie & Suelle: The Alchemists and the Mysterious Paintings è l’ultimo capitolo di questo filone narrativo, ma non solo, è anche il capitolo che celebra i vent’anni del franchise. Ci siamo messi di buona volontà e abbiamo affrontato nuovamente i colori accesi dello sviluppatore Gust e la sua magica alchimia

Il Duo protagonista

La storia è piuttosto semplice, ma efficace, il tutto gira attorno alle due sorelle Lydie e Suelle che insieme al padre, rimasto vedevo, portano avanti un antico atelier. L’obiettivo delle due ragazze – nonché protagoniste del gioco – è quello di riportare questa struttura agli antichi splendori, rendendolo il miglior atelier di alchimia di tutto il regno. Per fare ciò dovranno vedersela con una serie di richieste non proprio semplici, il più delle volte sarà richiesto di abbattere dei mostri fuori dal regno. Visto che gli Atelier vengono classificati in base ad un rango, le due ragazzine puntano al migliore, ovvero il grado S.

Nonostante le premesse da cliché, la storia scorre piuttosto bene nonostante si sente il peso di una mancata “originalità” da un bel po’ di tempo nella serie. La cosa positiva è la longevità, dato che questa è veramente corposa e ricca di elementi che portano al giocatore ad essere occupato per un quantitativo di ore molto elevato. A fare la comparsa in questo capitolo vi sono alcuni personaggi storici, piacevoli presenze, ma che siamo abituati a vederli comparire di tanto in tanto in alcuni capitoli della serie.

La Base di un vecchio Atelier?

Il Gameplay di base è quello dei capitoli precedenti, ma ci sono alcune migliorie che rendono il tutto molto più godibile. Il problema principale però risiede nella varietà, purtroppo i mostri tendono a ripetersi e il più delle volte non conferiscono al giocatore un vero senso di sfida. Se tutto ciò non fosse già abbastanza deplorevole, abbiamo una mappa di gioco piuttosto povera di dettagli, alcuni ambienti ci son sembrati riciclati da Atelier Sophie. A venire in manforte a questo elemento sono presenti dei dipinti nel quale le due sorelle potranno “entrare” ed esplorare nuovi mondi, leggermente più variegati a quelli che la serie c’ha da sempre abituato.

Il sistema di battaglia è classico, rimarca perfettamente la struttura da gioco di ruolo giapponese in una miscela più delicata. Come abbiamo anticipato, questo non ha un vero supporto a causa di una difficoltà non proprio appagante, che riesce veramente di rado a dare soddisfazione al giocatore. Bisogna però ammettere che la serie punta quasi sempre su tutt’altri aspetti, come per lo appunto quello dell’alchimia. In questo capitolo non si è fatto molto per renderlo più accessibile a un pubblico meno esperto, perché già dalle prime ore anche al giocatore più esperto della serie gli si parano delle difficoltà nell’utilizzo del calderone.

Le Note son sempre dolci!

La colonna sonora è sempre uno dei punti più alti al quale punta Gust. Le noti dolci di Atelier Lydie e Suelle: The Alchemists and the Mysterious Paintings rientrano nella medie dalla saga, anche se nel filmato di apertura ci saremmo aspettati un qualcosa di più serio, all’altezza di capitoli come Atelier Shallie: Alchemists of the Dusk Sea. Il Doppiaggio Giapponese è ottimo, come saprete, il titolo non dispone di un cast di doppiatori inglese, ma almeno quelli in lingua orientale sono all’altezza dell’espressività delle due giovani ragazze. Il Sonoro in sostanza è un elemento importante in questo capitolo – come d’altronde anche negli altri lo è stato -, fa guadagnare alla produzione dei punti in positivo.

Come vi abbiamo anticipato, abbiamo giocato la versione per Nintendo Switch, ma purtroppo l’esito non è stato quello che ci aspettavamo. Partiamo dalla nota più dolorosa, ovvero il framerate, il quale non è stabile quasi mai. A causa di questo problema risulta il più delle volte frustante esplorare la città o luoghi dove sono presenti molti elementi a schermo. Questo è solo uno dei problemi, l’altro risiede nel comparto grafico veramente povero, il quale non giustifica i cali di framerate poc’anzi citati. Abbiamo avuto modo di fare un confronto con la versione per PlayStation 4, dove il titolo funziona perfettamente senza nessun calo, quindi siamo arrivati alla conclusione che il porting fatto per la console di Nintendo è stato fatto in fretta e furia senza troppi test. Il nostro augurio è che al più presto venga rilasciata una patch correttiva.

Commento Finale

Giungendo alla conclusione di questa trilogia, ci siamo accorti che la serie Atelier riesce a lasciare sempre un segno con ogni suo capitolo. A noi questa nuova avventura è piaciuta, purtroppo sente il peso degli anni e di una mancata “Originalità”. La cosa peggiore è che non è possibile godere appieno del titolo su una console promettente come quella di Nintendo Switch, quindi il nostro consiglio è quello di puntare al titolo solo se volete giocarlo su PlayStation 4, questo almeno fino a quando non sarà rilasciata una patch correttiva.

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Atelier Lydie & Suelle: The Alchemists and the Mysterious Paintings
La storia si lascia seguire nonostante...La colonna sonora si lascia come sempre apprezzareCi son piaciute molto le due nuove protagonisteI mondi nei dipinti sono stati piacevoli
...non sia il massimo dell'originalitàLa versione per Nintendo Switch è afflitta da gravi problemiL'Engine grafico ha bisogno di una svecchiataAlcuni ambienti ci son sembrati riciclati da vecchi capitoli della serie
7Voto
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