Ni No Kuni ai tempi fu una grande sorpresa, un fulmine a ciel sereno in grado di far innamorare una mole enorme di videogiocatori appassionati di JRPG, visto la sua atmosfera fiabesca, grazie al grandissimo lavoro di collaborazione dello studio Ghibli, oltre che un sistema di gioco solido e divertente.

In questo sequel Level-5 prova a bissare il colpaccio stravolgendo le carte in tavola, rivedendo interamente ciò che era, ma mantenendo, sempre grazie all’aiuto di alcuni ex membri dello studio nipponico, un’altissima qualità a livello di disegno e stile.

Saranno riusciti a soddisfare delle così alte aspettative ?

La costruzione di un nuovo Regno

Siamo centinaia di anni dopo le vicende di Ni No Kuni, dove vengono narrate le gesta di Evan, giovane Re di Gatmandù sfrattato dalla sua casa a causa del tradimento di Ratoleon, colui che poco tempo prima aveva provocato la morte del padre e precedente Re in seguito a un perpetuo avvelenamento, mascherato da malattia. A guidare il giovane, dopo una serie di catastrofici eventi, è Roland, uomo arrivato misteriosamente da un altro mondo in cui vestiva le veci di presidente, pronto a mettere al suo servizio la sua grande esperienza.

Il sogno di Evan è quello di costruire un regno in cui tutti possano vivere felici e per farlo comincia il suo lungo viaggio, nel tentativo di mettere tutti i paesi d’accordo sotto la stessa bandiera, passando per incontri molto importanti e perdite dolorose, con una determinazione sempre crescente per rendere possibile l’impossibile.

Alti e bassi narrativi

Uno degli aspetti che più viene valutato quando si tratta opere di questo tipo è la narrazione. In questo caso Ni No Kuni 2 riesce a soddisfare, ma soltanto in parte, visto che per quanto la trama in se scorra linearmente convincendoci positivamente, la carenza di personaggi realmente carismatici, in grado di rimanere impressi, non aiuta a renderla memorabile.

A questo aggiungiamo uno stile che abbiamo già visto molteplici volte in passato, una struttura già ampiamente consolidata dove vediamo la nascita di un eroe dopo un mare di difficoltà, avendo però la fortuna di viverla sin dal suo inizio, godendocela passo per passo.

Detto questo dobbiamo ammettere che alcuni spunti li abbiamo ritenuti decisamente interessanti, molto tendenti al classico stile JRPG, il che potrebbe fare la felicità dei grandi fan del genere, dato che troverebbero indiscutibilmente pane per i propri denti.

Costruiamo il nostro regno!

Uno degli aspetti più interessanti del titolo è il “Kingdom Building”, dove svilupperemo la nostra Eostaria in svariati aspetti, per renderlo uno dei migliori regni mai esistiti. Nello specifico possiamo costruire una svariata serie di edifici, precisando che ogni luogo ha la sua costruzione predefinita senza quindi alcuna personalizzazione possibile, per incrementare la produzione di risorse, ma soprattutto aiutarci nel corso dell’avventura riguardo l’ottenere equipaggiamenti sempre di qualità, oltre a quest principali che vanno direttamente a intrecciarsi con gli edifici costruiti.

Una possibilità, benché minima, di personalizzazione riguarda chi mettere a “comando” delle varie costruzioni, per facilitare la ricerca di determinate tecnologie o la produzione di risorse, invogliandoci, qualora notassimo possa esserci particolarmente utile, a potenziarla al livello successivo, ottimizzandola e sbloccando nuove possibilità di ricerca.

Alla fine risulta essere uno strumento fondamentale per il proseguo della nostra avventura, sia in senso puramente legato alla risoluzione delle quest, che per essere sempre in pari, in termini di magie, equipaggiamento e gestione dell’esercito, con quello che il proseguimento della trama ci richiede, in modo tale da incorrere nel minor numero di problemi possibili.

È un peccato che il grado di personalizzazione sia radente lo zero, per quanto abbiamo una certa libertà nel scegliere cosa e quando potenziare o costruire una determinata struttura, però c’è la forte sensazione di seguire binari prestabiliti, dove non è effettivamente la nostra bravura a determinare quanto Eostaria possa diventare grande, quanto il naturale proseguimento del gioco stesso.

Tutto in tempo reale

Una delle parti che più ha visto stravolgimenti è il sistema di gioco, che ora possiamo notare essere diviso in più parti, per essere il più vario e divertente possibile. Da un lato abbiamo delle battaglie non più a turni, bensì action con la possibilità di utilizzare abilità e magie, che strizza l’occhio abbondantemente al mondo degli Hack and Slash, dall’altro invece la classica esplorazione dei JRPG, con una visuale dall’alto dove noi saremo in versione Chibi per vagare nel mondo alla ricerca di tesori e con il classico encounter dei nemici che tanto ben conosciamo.

A questo aggiungiamo l’esplorazione delle aree specifiche tornando in visuale da battaglia, potendo però visitare tutte le aree che la mappa ci rende disponibili, utilizzando i Cioffi, piccole creature dotate di poteri che ci aiuteranno nel corso del gioco, per raggiungere punti altrimenti non visitabili.

Infine c’è la Battaglia Campale, in cui il tutto verrà trasformato in una sorta di strategico per sconfiggere in grande quantitativo di nemici e assaltare una determinata zona, come se fossimo effettivamente a capo di un esercito. Nello specifico avremo a disposizione determinate unità scelte prima dello scontro, potendo visualizzare la nostra forza e quella dell’avversario, tenendo conto che ogni unità ha debolezze e punti forti (il classico sistema Carta-Forbice-Sasso), potendo “roteare” le forze mediante la pressione di R1 e L1 (nella versione PlayStation 4) per gestire al meglio l’esercito durante lo scontro, in modo da scegliere che battaglione affrontare e con chi. Inoltre è possibile utilizzare dei boost momentanei, come per esempio la furia o il Comando Reale, oppure chiamare rinforzi per rimpolpare i ranghi sguarniti in seguito agli scontri, tutto spendendo i punti forza dell’esercito.

Insomma abbiamo in un singolo titolo un ampio ventaglio di gameplay, tutti molto curati e divertenti, dall’action più movimentato, alla strategia più ragionata, passando per l’esplorazione e soprattutto per le prove sparse per il gioco, in cui dovremo risolvere enigmi in modo tale da poter proseguire.

Inoltre sono presenti alcuni fondamenti del genere RPG, come la struttura dell’equipaggiamento dei personaggi, divisi per armi corpo a corpo (tre intercambiabili velocemente in combattimento, per adattarci alla tipologia di nemici che avremo di fronte), arma a distanza, armature e accessori, potendo inoltre scegliere, prima di entrare in battaglia, che personaggio impersonare della squadra, lasciando gli altri sotto il controllo della CPU.

Uno stile sempre impeccabile

È innegabile vedere la mano di alcuni ex membri dello Studio Ghibli, che in prima “persona” non si è occupato questa volta del lato stilistico del progetto, avendo davanti agli occhi, per nostra fortuna, un prodotto ispirato e ricco di ambientazioni meravigliose. A supportare il tutto c’è un motore grafico solidissimo, con un cell shading che risalta ogni singolo design all’ennesima potenza, rendendo l’esperienza unica e soddisfacente.

Ora soffermiamoci riguardo la solidità di questo motore grafico, analizzando un tasto sempre molto complesso come quello del frame rate. Ni No Kuni 2 sotto questo aspetto non va aspramente criticato, dato che nel complesso riesce a regalare una certa solidità, facilitando il divertimento e la corretta esperienza video ludica, ma sotto certi aspetti risulta a tratti incerto, nello specifico durante le fasi esplorative del mondo in modalità Chibi. Se infatti, durante i combattimenti non notiamo un preoccupare numero di problemi, quando viaggeremo per le regioni non sarà sporadico avvertire una certa pesantezza delle animazioni, quasi come se l’ottimizzazione di quelle parti non fosse stata curata al massimo. (NB. Ci teniamo a precisare che il titolo è stato provato in versione Digitale, mediante l’uso di una PlayStation 4 PRO)

Ni No Kuni 2

In conclusione

Ni No Kuni 2: Il Destino di un Regno è un’avventura particolare e stimolante in ogni sua parte, condita da un lato tecnico ispirato e un gameplay vario, oltre che essere tremendamente divertente. Come ogni titolo di questo tipo, può raccogliere consensi o meno a seconda di come si interpreta il sistema di gioco, ma a nostro avviso Level-5 è riuscito a portare nelle nostre case un prodotto meritevole di lode e che va assolutamente giocato. Sia per tutti gli amanti del JPRG, che non, visto che il suo essere contenitore di generi può essere gradito a un parco di videogiocatori decisamente elevato, il tutto accompagnato da una interessante e piacevole da seguire, seppur non costellata di personaggi altamente memorabili. Per cui se non lo avete ancora preso, correte a recuperarlo, non ve ne pentirete!

Siete interessati al prodotto? Allora potete trovarlo proprio qua!

Ni No Kuni 2: Il Destino di un Regno
Gameplay vario e completoCombattimenti divertentiModalità Kingdom Building molto interessanteDesign ispirato
Personaggi non memorabiliSarebbe stato intrigante avere una personalizzazione del regno maggiore
8.8Voto
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