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Omensight – Recensione

Quest’oggi abbiamo avuto modo di mettere le mani da un titolo diverso dal solito, curato da persone che hanno già avuto a che fare in questo settore, nella fattispecie con la loro creatura Stories: The Path of Destinies, che ha visto il suo debutto nell’aprile del duemilasedici, anche conosciuto per essere uno dei giochi che fu incluso nella Instant Game Collection del PlayStation Plus. La loro nuova produzione chiamata Omensight ha tutte le carte in regola per essere un titolo ancor più valido, si propone come un genere atipico e dalle meccaniche Action calibrate. Sono in molti che attendono questo titolo, noi per l’occasione abbiamo voluto recensirvi il prodotto in base all’esperienza che abbiamo avuto modo di vivere in anteprima.

L’Araldo disceso in Terra

Tutto gira attorno al mondo di Urralia, il quale è dominato da diversi conflitti dovuti a motivi politici. Il problema principale che il mondo ha raggiunto la sua fine, visto che durante l’ultima notte di vita di Urralia, il mondo esplode per mano di un Dio Oscuro chiamato Voden. A soccorso del mondo interviene l’Araldo ovvero la protagonista del gioco -, il quale dovrà rivivere più volte l’ultimo giorno di vita del mondo, cercando di capire cos’è successo e svelare il motivo di questa catastrofe, inoltre dovrà trovare un rimedio. Il fulcro però gira tutto attorno all’assassinio della Sacerdotessa-senza-Dio di nome Vera, la quale ci darà un primo Hint sulle tracce da seguire.

Omensight

Il potere dell’essere luminoso

Il nodo narrativo si snoda attraverso a dei ricordi chiamati Omensight, una sorta di ricordo che è possibile trasferire ai personaggi chiave, in modo da intraprendere una nuova pista narrativa e cercare nuovi indizi su quel che è successo a Urralia, ma sopratutto alla sacerdotessa-senza-dio. All’interno della storia avremo modo di intraprendere delle scelte, queste ci condurranno sempre in nuove piste, in modo da cercare gli indizi per comporre questo grande Puzzle. Il problema principale della narrazione è che dovremo ripercorrere sempre i soliti luoghi, che a lungo andare diventano monotoni, ma purtroppo per fini narrativi la storia deve adagiarsi solo su quei luoghi. I personaggi principali sono tutti molto buoni, anche se uno di questi viene in pratica messo in risalto solo per la prima ora di gioco per poi rimanere lì, abbandonata nel nonnulla.

Omensight

Un’indagine non proprio originale

Per quanto la storia sia piacevole da seguire, non sarà cosa poco comune riscontrare un leggero senso di ripetitività – come abbiamo accennato uno dei motivi è l’ambientazione sempre uguale -, questo perché saremo chiamati a rivivere le stesse scene aggiungendo un pizzico di variante dovuti agli Omensight. La durata del gioco si attesta intorno alle sette – otto ore, che è possibile aumentare se si vuole esplorare completamente la lore di gioco, collezionando quelli che sono i ricordi del passato, visto che alcuni di questi sarà possibile prenderli solo dopo aver ottenuto tutti i potenziamenti per sbloccare le porte – cosa che accadrà quasi verso la fine della storia -. Completata la storia, non ci sarà un punto di ritorno pre-finale, ripartiremo le indagini da capo, appunto per questo consigliamo a tutti coloro che vogliono platinarlo di non avanzare verso il finale – il gioco ci avviserà quando saremo arrivato al punto di non ritorno -.

Omensight

La forza divina

Il gameplay è un ibrido tra quello che possiamo definire un hack ‘n slash e un action game, aggiungendo al cumulo le basi dei mystery game. I combattimenti sono sempre favolosi, abbiamo ben due tasti per gli attacchi, uno per effettuare delle combo leggere e l’altro per quelle più pesanti, prevalentemente quest’ultimi serviranno per spezzare la guardia ai nemici con il simbolo a scudo, che indicano una protezione maggiore verso gli attacchi normali. Il nostro Araldo è potenziabile, all’interno di quel che è l’hub principale pre-investigazioni è possibile trovare due statue: la prima servirà per aumentare il livello attraverso l’esperienza acquisita nei combattimenti e nei punteggi di fine indagine, mentre l’altra, serve per investire l’ambra – nonché moneta di gioco – che troveremo all’interno di scrigni o vasi nel mondo di gioco, il quale ci permetterà di acquistare i potenziamenti e nuove mosse devastanti. E’ vero, non abbiamo un albero vero e proprio delle abilità, ma la struttura semplice e compatta dei potenziamenti è funzionale, inoltre, le mosse che andremo a sbloccare sono sempre molto utili, alcune di queste sono devastanti se combinate nel tempismo giusto.

Inizialmente il titolo partirà con una difficoltà piuttosto semplice, lasciandosi giocare senza troppi problemi. Avanzando però, ci accorgeremo come i nemici siano più violenti e come questi aumenteranno nel numero. I Boss presenti sono tutti ottimi stilisticamente parlando, ma non possiamo dire lo stesso della loro difficoltà, la maggior parte di loro andranno al tappeto dopo una manciata di colpi ben assestati.

Omensight

Una produzione dallo stile accattivante

Stilisticamente è funzionale, abbiamo una grafica simil-celshading creata con l’Unreal Engine che riesce a donare dei modelli poligonali convincenti, ma non troppo complicati. Le ambientazioni presenti sono ammiccanti, il problema risiede però sul loro numero esiguo, portando la ripetitività visiva a livelli esponenziali. Il doppiaggio Inglese è di ottima fattura, le voci sono sempre azzeccate, stessa cosa possiamo dire della colonna sonora che è piacevole all’ascolto, in particolar modo il tema finale. Nonostante sia gradita la presenza della traduzione italiana, questa presenta fin troppi errori grammaticali, partendo da una punteggiatura non proprio convincente, fino ad arrivare a delle linee non tradotte.

Omensight

Commento Finale

Siamo felici di aver messo le mani su Omensight in anteprima per potervi offrire questa recensione. L’esperienza è stata piacevole, ci siamo divertiti per tutta la durata e abbiamo appurato che si tratta di una produzione con del potenziale. Purtroppo non è esente da difetti, la ripetitività gioca un ruolo pesante nel titolo, senza contare che la traduzione italiana non è proprio il massimo. Nonostante tutto ci sentiamo in dovere di consigliarvi Omensight, se siete alla ricerca di un qualcosa di particolare questo è quello che potrebbe far per voi.

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Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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