La casa editrice Edizioni Star Comics negli ultimi anni ha pubblicato molte opere di Kei Sanbe, la prima fu Erased mentre la seconda La Culla dei Demoni – ancor tutt’ora in pubblicazione -, entrambe sono state analizzate con degli articoli sul nostro sito, riscontrando un discreto successo sia tra le visualizzazioni, che nei voti. All’annuncio dell’arrivo de L’isola dei bambini Dimenticati non potevano che essere felici, anche perché si tratta di una delle opere che più ha lasciato discutere tra le community per la sua crudezza e per il suo modo diretto di interfacciarsi con il lettore. Noi abbiamo avuto tra le mani i primi due volumi della serie, vi anticipiamo che sarà priva di spoiler, faremo solo un accenno sulla trama per poi analizzarla dal lato tecnico. Vi auguriamo una buona lettura e vi invitiamo ad approfondire l’autore anche con le sue due opere citate in precedenza nel caso non le conosciate.

bambini dimenticati

La trama parte in maniera spedita, introducendoci quel che è il Campus Hozuki, un luogo situato in un isola sperduta tra i vasti mari del Giappone. In sostanza si tratta di uno pseudo orfanotrofio dove i bambini vengono mandati a causa delle loro vicissitudini, visto che non hanno un posto dove andare. All’apparenza sembra tutto tranquillo, un posto accogliente e con dei professori molto disponibili, ma dall’altra facciata si presentano dei fitti misteri fin dalle prime pagine. La narrazione ruota attorno al protagonista Kokoro Suzuhara e la sua sorellina Yume, quest’ultima afflitta da una cecità permanente. I due troveranno subito dei buoni compagni, inoltre, riescono a integrarsi facilmente nella società e a relazionarsi con quelli che i compagni definiscono “non affidabili docenti”.

Bambini Dimenticati

Il mistero è predominato dalla scoperta di quel che è accaduto ai bambini che son scomparsi, queste nozioni vengono date da dei compagni di classe del protagonista, i quali formano una sorta di club segretamente evidenziato da una sorta di braccialetto. Le malefatte sembrano essere soggette alle perverse idee dei docenti, nel quale Kei Sanbe vuole trasmettere che non sempre bisogna fidarsi da figure di spicco come quelle degli Insegnanti, i quali dovrebbero proteggere i propri studenti, essendo delle figure nell’idea comune di riferimento e di protezione. I brutali sapori dell’isola dei bambini dimenticati è possibile assaporarli fin dall’inizio, il tutto costellato da scene che mettono una certa suspance, un racconto che lascia sempre con l’attenzione alta.

bambini dimenticati

L’autore, Kei Sanbe, è solito a raccontare delle storie mature e con un messaggio di fondo, in quest’opera è riuscito a trasmettere dei messaggi duri, ma allo stesso tempo d’impatto. All’interno della storia vi è una volontà di scavare a fondo nella psicologia umana, questo è possibile apprenderlo da scene come quelle del professore che spia e tenta di stuprare la professoressa – tranquilli non è spoiler, tralasciando che accade nelle prime pagine -., o comunque ad atti brutali come la caccia agli studenti, dove questi poveri bambini si troveranno a scappare essendo quasi identificati come delle prede alla mercé dei cacciatori, ovvero i professori.

La penna dell’autore è come un marchio di fabbrica, si riesce facilmente a riconoscere il tratto di Kei Sanbe anche in mezzo a cento autori. Questo perché usa un disegno facilmente riconoscibile, alcuni dei personaggi sono simili a quelle delle sue altre opere, ad esempio: il protagonista delle vicende de L’isola dei bambini Dimenticati è simile a Satoru Fujinuma di Erased da bambino, ma allo stesso tempo è una versione bambinesca del protagonista della Culla dei Demoni. Tralasciando il disegno riconoscibile, in quest’opera abbiamo delle scene più spinte e di nudo come seni in bella vista. Le ambientazioni sul quale si poggia la narrazione sono tutte variegate, ma le più belle restano quelle dentro l’orfanotrofio, molto curate e ricche di dettagli. L’unico rimprovero che abbiamo forse è quello che dei personaggi meno simili ad altre opere non avrebbero guastato per nulla.

Bambini Dimenticati

Commento Finale

Al momento L’isola dei bambini Dimenticati ci sta piacendo, ha delle idee molto interessanti e si lascia seguire senza troppi problemi. Siamo curiosi di come proseguiranno le vicende di Kokoro e la sua sorellina Yume. Per il momento è promossa come opera, ma ne ritorneremo a parlare nei prossimi mesi con l’uscita dei nuovi volumi per vedere insieme se questa qualità proseguirà con una certa regolarità.

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