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Dragon’s Crown Pro – Recensione

Dopo una lunga attesa, possiamo finalmente goderci Dragon’s Crown Pro, remastered del celeberrimo gioco originariamente rilasciato su PS3 e PS Vita. Come molti sapranno, il gioco era diventato praticamente introvabile in formato fisico! Vanillaware e Atlus hanno ben pensato di darci una seconda chance, questa volta con il beneficio del 4K ed un audio migliorato.

Il gioco appartiene a una gloriosa triade di giochi a scorrimento laterale, composta dal titolo in questione assieme ai più vecchi Odin Sphere e Muramasa. Infatti, anche essi hanno ricevuto ulteriori release su altre piattaforme.

Nel caso specifico, è raro trovare un beat’em up così coinvolgente ed allo stesso tempo fedele col genere di appartenenza, oramai relegato a qualche indie o gioco di nicchia. Molto sentita anche l’influenza di Dungeons and Dragon’s Tower of Doom, gioco Capcom del 1993 che ha definito le basi per questo titolo.

In questa recensione parleremo anche di Dragon’s Crown in generale, non soltanto della remastered. Se vi interessa, è stato recentemente rilasciato un simpatico live action su Dragon’s Crown Pro!

Sinossi ed ambientazione di Dragon’s Crown Pro

Sebbene il titolo abbia una trama molto marginale e si basi principalmente sul gameplay, effettivamente è presente un filo conduttore. Inizialmente, il focus dell’avventura sarà molto vago, per poi concentrarsi su questioni di corte e sulla tanto ambita Corona, da cui prende nome il gioco.

Si sente la forte influenza del clima fantasy medievale, come ben visibile dalla città di Hydeland e dai magnifici luoghi che la caratterizzano. Vanillaware è riuscita a combinare il lato stilistico molto fantasy ed enfatizzato con la componente nostalgica del giocatore, non pochi si sentiranno a proprio agio con un’avventura del genere.

Dragon's Crown Pro Sorceress
Non è mai stato così bello il fuoco in 4K

Anche se l’ambientazione si discosta totalmente dallo stile di Muramasa, esempio unico, e sia più vicina a Odin Sphere, ma al tempo stesso distante, Dragons’s Crown si presenta come il più fantasy e nostalgico della triade, sebbene sia stato l’ultimo in ordine cronologico di uscita!

Particolare menzione ad alcune ambientazioni della capitale, come il Castello o anche la Chiesa, essendo luoghi particolarmente caratteristici e ben realizzati esteticamente. Per quanto riguarda invece i livelli di gioco, potremo gustarci diverse ambientazioni e soprattutto moltissimi dettagli per i fan più maniacali.

Purtroppo la trama non brilla per originalità, dato che è abbastanza lineare e ci sballottolerà da un punto all’altro della mappa. Nonostante ciò, reputiamo che per il genere che rappresenta non sia un elemento importantissimo quanto altri! Ragion per cui, preferiamo analizzare con maggiore cura il lato stilistico, il comparto audio e l’immancabile gameplay!

Lato stilistico

Una delle prime cose cose che salta all’occhio è proprio la scelta stilistica particolare, tipica di un gioco a scorrimento laterale comunque. Spesso siamo abituati a vedere modelli eccessivamente realistici o tendenti al verosimile, cosa non necessaria visto il clima fantastico e pittoresco delle ambientazioni rappresentate. In questo caso però, siamo di fronte ad una rappresentazione ortodossa dello stile fantasy, esagerata nei personaggi e nelle forme, basti pensare alle prosperose figure femminili o paladini eccessivamente virili.

Dragon's Crown Pro cast
Il cast di Dragon’s Crown Pro

Un approccio diverso incentrato più sul realismo stonerebbe, Dragon’s Crown ci dimostra ancora una volta che non sempre la grafica debba avere la meglio sullo stile adottato. A condire il tutto, questa nuova remastered presenta una bellissima grafica 4K, aggiunta sicuramente gradita che evidenzia ancora di più l’ottimo lavoro svolto da Vanillaware.

Dragon's Crown Pro

George Kamitani, capo dello studio di produzione di Vanillaware, ha anche spiegato anni addietro il perché di questi personaggi eccessivamente esagerati. Per rendere più memorabili i disegni e anche gli attori del gioco, ha ben pensato di disegnarli in maniera più ortodossa e stravagante. L’originalità delle figure risiede proprio in questo stile eccessivamente esagerato e talvolta buffo, ma mai ridondante. Persino i classici mostri che affronteremo tratti da un normale RPG saranno dotati di questa “unicità” che rende tale stile unico.

Dragon's Crown Pro Sorceress
Fin troppo “unico”

Comparto audio ed orchestra

Anche qui, ottimo lavoro svolto a livello sonoro, le musiche si prestano bene alle ambientazioni e sono coerenti al genere. Vanillaware non delude mai quando si tratta di musiche, in questo caso più classicheggianti ed epiche rispetto a quelle orientali viste su Muramasa o addirittura anche più rilassanti di Odin Sphere.

Dragon's Crown Pro battaglia

La novità più importante da segnalare sta nel fatto che l’intera soundtrack del titolo è stata registrata di nuovo dal leggendario compositore Hitoshi Sakimoto con un’orchestra dal vivo. Infatti, la nuova versione permette di assaporare maggiormente le sfumature sonore e di focalizzarsi anche sui minimi dettagli. La cosa che ci ha stupito maggiormente sono proprio gli strumenti musicali adottati e come risaltino particolarmente nel complesso!

Qualora voleste un’esperienza più simile all’originale, potete sempre decidere di riprodurre le tracce originali.

Gameplay e mischia

In un gioco del calibro di Dragon’s Crown il gameplay ricopre una parte preponderante, visto che l’intero gioco gravita attorno ad esso. Difficile restringere questo titolo ad un solo genere, ma possiamo certamente affermare che combina diverse componenti in maniera efficace. Se da un lato abbiamo elementi RPG e ruolistici in generale, dall’altro notiamo subito una componente beat’em up, arcade e hack’n slash. Come lo si voglia definire, questo gioco a scorrimento laterale si conferma come uno dei migliori del suo genere.

Sin dai primi attimi di gioco verremo immersi nell’azione, dopo avere scelto la classe del nostro avatar. Avremo a disposizione diverse opzioni e classi, dalla magia alle spade e molto altro, con relative indicazioni sulla difficoltà di utilizzo. Personalmente, abbiamo trovato alcune classi fisiche abbastanza ripetitive rispetto ad altre, ad esempio il Wizard.

Dragon's Crown Pro boss

I comandi si presentano abbastanza intuitivi, dalle schivate agli attacchi nulla di particolarmente strano da segnalare. L’uso degli oggetti come in Odin Sphere è limitato ad un tempo di attesa, anche se sicuramente si fa un uso minore di essi a differenza dell’altro titolo.

Avendo già parlato del lato artistico e sonoro si sarà già intuito che il gameplay sia una delizia per gli occhi e l’udito, gli stessi attacchi e il doppiaggio sono di alto livello. Purtroppo, nonostante la molta cura riposta nei dettagli sonori e visivi, il campo di battaglia sarà spesso paragonabile ad una bolgia. Spesso e volentieri ci confonderemo nel delirio della battaglia e avremo non poche difficoltà ad orientarci o schivare.

Serve una mano?

Il nostro avatar non sarà il solo a combattere, infatti verremo anche assistiti da numerosi NPC resuscitabili trovando le rispettive ossa nei dungeon. Una volta trovate, potremo portarle in chiesa per riportare in vita i guerrieri e poi selezionarli dalla taverna della città. Esiste anche l’opportunità di preferire i propri amici agli NPC, combinando l’aspetto multiplayer con un elemento del gameplay.

Quest’ultima modalità è anche uno dei punti più divertenti di Dragon’s Crown Pro, proprio come nell’originale. Non disperate, potrete giocare con i vostri amici che già hanno il gioco su altre piattaforme! La presenza del cross-play è sicuramente gradita, di meno invece la condivisione dei trofei con le altre versioni più vecchie.

Dragon's Crown Pro campo multiplayer

La difficoltà, selezionabile per venire incontro a ogni fascia di giocatore, si presenta moderata per la sfida che la storia principale si propone di offrire. In realtà, la vera impresa viene dopo con i contenuti postgame, ma la campagna resta comunque di media difficoltà. Contando l’aiuto dei guerrieri (amici o NPC) e la possibilità di rigiocare i vecchi livelli, non è affatto complesso salire di livello in poco tempo.

Giocare in solo o con amici spetta solo a voi e al grado di sfida che desiderate affrontare.

Conclusioni su Dragon’s Crown Pro

Partiamo subito dicendo che un titolo del genere è abbastanza must per i fan dei giochi con uno stile artistico estremamente curato o comunque degli beat’em up. Sebbene sia una remastered e possiamo riscontrate notevoli migliori tecniche, non si può affermare lo stesso per i contenuti. Infatti, non è stato aggiunto nulla di extra rispetto alle versioni originali.

D’altro canto, la possibilità di giocare con gli amici che posseggono le versioni precedenti non è manco un difetto, ma la lista di trofei condivisa potrebbe esserlo per alcuni giocatori in cerca di trofei. Il prezzo non è affatto male per il prodotto, ma lo è comunque per una remastered del genere!

Dragon's Crown Pro

 

L’inclusione della lingua italiana può far piacere a molti fan, magari ai meno ferrati in lingua inglese. Detto ciò, per chi non lo avesse mai provato è un’occasione d’oro per mettere le mani su questo piccolo gioiellino Vanillaware! I fan di vecchia data sono invece avvisati, le sole migliorie tecniche non potrebbero bastare per giustificarne l’acquisto, tuttavia, il cross-play è anche un possibile incentivo.

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Marco Giordano

Grande fan dei generi di stampo orientale, predilige quasi ogni genere purché motivato da scelte estetiche o da una trama solida. Attratto non solo dal lato informatico dei videogiochi, ma anche dal loro aspetto stilistico ed economico.

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