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The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence – Recensione

Il fandisk che aggiunge dettagli sul titolo principale

Non è la prima volta che ci soffermiamo ad esaminare il genere delle Visual Novel, anche se raramente se ne parla in Italia. Nel dettaglio, una serie che ha origini nel non così lontano 2012 sta riuscendo a farsi valere poco a poco, parliamo di The House in Fata Morgana.

Premettiamo che la recensione di questo titolo include spoiler sul gioco principale, dato che è un prequel vero e proprio alla storia che conosciamo dal primo. Nonostante gli sviluppatori abbiano dichiarato che il gioco si regga da solo e sia giocabile anche senza il primo, sconsigliamo vivamente di seguire questo ordine.

Le caratteristiche principali sono lo stile gotico, mystery e anche elementi romance, ma molto altro che analizzeremo in questa sede. Non mancheranno colpi di scena o altro, ma a voi spetterà il compito di provarlo e dirci la vostra!

La localizzazione in lingua inglese è stata realizzata piuttosto bene, i principali problemi linguistici erano sorti inizialmente col titolo precedente in merito ad alcune scelte, ma in questo specifico caso il lavoro è stato agevolato dalla minore lunghezza del testo. Nonostante ciò, entrambi i due titoli presentano un’ottimo lavoro di traduzione e adattamento, cercando di restare più fedeli possibili a quanto proposto dalla versione originale.

Anche se a prima vista potrebbe non sembrare, si tratta di un gioco indie sviluppato da Novectacle, che non vi pentirete sicuramente di giocare! Se foste interessati all’acquisto del gioco precedente, rimandiamo al nostro articolo precedente, che vi illustrerà come acquistare la copia fisica, nel caso non voleste la copia digitale da Steam.

Avete già giocato l’altro e volete acquistare questo prequel che stiamo recensendo? Vi riportiamo il link Steam, dove potrete anche scegliere fra diversi bundle con le soundtrack originali! Qualora voleste invece il gioco ma non sulla vostra libreria Steam, rimandiamo al sito del publisher.

Sinossi della trama e dettagli

Per chi avesse giocato al primo la situazione sarà già familiare, per i giocatori appena arrivati ci saranno invece molte sorprese.

La storia parla delle vicende di una giovane ragazzina, ritenuta santa per via dei presunti effetti miracolosi del suo sangue. Purtroppo, si trova in schiavitù presso il signore del feudo, Lord Barnier, per motivi che scopriremo in seguito. Quando tutto sembra perduto e il suo padrone è sul punto di colpirla con la spada, interviene un misterioso ragazzo a salvarla. Da questo momento in poi, inizia la prima parentesi felice della mesta vita della santa.

The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence Jacopo e Gratien
Jacopo e Gratien

Come si nota, si ha un inizio in medias res, nulla di graduale o comodo, ma un brusco inizio che immette il giocatore da subito nella cruda realtà del tempo. Sin dai primi attimi, noteremo infatti che i personaggi non ci vengono introdotti subito, ma preferiscono farsi conoscere in maniera più indiretta.

Dopo la prima rivolta, la ragazzina viene prontamente scortata dal giovane salvatore di nome Jacopo in un posto più sicuro, dove potrà essere curata. Infatti, la santa presenta escoriazioni su tutto il corpo, specialmente sul viso, rovinato e tagliuzzato. Una volta che la ragazza è stata scortata al sicuro, i personaggi iniziano a rivelarsi e scopriamo più dettagli sulle loro identità.

Mentre la ragazzina tenta di ambientarsi alla sua nuova casa e ai nuovi volti, ci viene da subito riferito che è stata scortata dentro un bordello. Per sua fortuna, il suo salvatore è amico di una prostituta che gestisce il luogo, e decide di farla rimanere fino a quando si sarà ripresa del tutto. Con queste premesse, inizia la serie di vicissitudini che porterà persino il giocatore a ricredere su alcune cose.

Due protagonisti, una storia

Un’interessante caratteristica di questo prequel, è l’alternanza del punto di vista tra i due protagonisti, Morgana e Jacopo. Il fatto che vi siano due punti di vista e non di più o meno, influisce anche sulla narrazione, che si presenta molto scorrevole.

Il primo personaggio, Morgana, è caratterizzato da una forte diffidenza verso il prossimo, dovuta anche alle sue traumatiche esperienze di relazione col prossimo. Vive infatti di numerosi conflitti interiori che la convincono spesso ad abbandonarsi al destino, non reputandosi degna di vivere. Ma non sempre si sente giù di morale, infatti ha un forte senso del dovere religioso, sempre pronta a sacrificare i propri piacerei per compiere il verbo divino.

The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence Jacopo e Morgana
Jacopo applica l’unguento a Morgana

Durante il corso della storia, non crescerà solo fisicamente, ma anche a livello di caratterizzazione e mentalità. Dopo gli anni trascorsi in compagnia della nuova combriccola, inizierà a vedere il mondo sotto una prospettiva più radiosa e tipica di una ragazza della sua età.

Jacopo invece è il salvatore della ragazzina tenuta in schiavitù dal signore. La sua iniziale magnanimità ha permesso di mettere in salvo Morgana e liberarla dalle catene della sofferenza. Anche successivamente nel bordello Jacopo non smette mai di prendersene cura e di applicare un unguento per guarire il suo viso rovinato.

Anche il nostro secondo protagonista cambia moltissimo dopo gli eventi che si svolgeranno, infatti entrambi non saranno più gli stessi.

Compagni di avventure e sventure

I protagonisti hanno senza dubbio un ruolo preponderante, ma ciò non leva spazio agli altri personaggi del cast. Come ogni buon racconto che si rispetti, anche le figure secondarie hanno il loro spazio per brillare, e si riveleranno anche loro dei protagonisti a tutti gli effetti.

Nella serie di The House in Fata Morgana, non si ha uno sbilanciato focus sui soli protagonisti, ma piuttosto una buona integrazione, valorizzando a pieno la caratterizzazione di ogni soggetto.

The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence cast
Ridere sempre, anche se la vita ci pone ostacoli!

Fra i personaggi che ci accompagneranno nella nostra avventura ricordiamo Gratien, visibile sin dai primi attimi di gioco durante la rivolta, e fedele amico di Jacopo. Successivamente incontreremo Maria, la prostituta nonché amica di infanzia di Jacopo, che offrirà spesso e volentieri conforto ai nostri protagonisti e non solo. Infine ricordiamo la dolce Ceren, da subito ragazzina pimpante e irrequieta, pronta ad alzare il morale dei suoi amici.

The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence Gratien
Gratien, braccio destro di Jacopo e guerriero numero uno!

Dobbiamo anche a loro l’evoluzione delle figure di Jacopo e Morgana, che si arricchiscono ulteriormente grazie alle interazioni con essi. Vedremo molte scene significative infatti, che sottolineano l’amarezza della guerra e persino l’incertezza del futuro o altre riflessioni più esistenziali.

Malgrado le iniziali note allegre, col progredire della storia assaporeremo tutte le sfumature di ognuno di questi personaggi, messi a dura prova dalla vita. La variazione del contesto in cui vivono e i traumi subiti vengono espressi bene dai loro comportamenti e dalle loro reazioni, assumendo così un’importanza che va ben oltre quelle di “supporter”.

Stile unico e ammaliante

Uno degli aspetti più importanti da valutare è anche il lato stilistico, che si presenta di altissimo livello. Sebbene si tratti di un gioco indie, le illustrazioni e gli artwork sono perfettamente coerenti col setting medievale e costituiscono anche un motivo per acquistare il gioco.

I disegni di Moyataro hanno quel tratto pittoresco, con colori pastellati e un saggio uso del chiaroscuro, nonché del contrasto luministico. Non noterete particolari differenze con i ritratti olio su tela, specialmente nei paesaggi che faranno da sfondo alla nostra avventura.

The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence Twitter
Illustrazione di Moyataro presa da Twitter

Gli artwork dei personaggi risentono fortemente dello stile adottato, specialmente a livello espressivo. Certamente in una Visual Novel di questo tipo si alternano immagini statiche con diverse espressioni facciali, ma riescono a convincere in ogni caso.

Interessante anche la scelta di alcuni outfit che creano perfettamente contrasto o armonia col carattere del personaggio e soprattutto sono adatti al periodo storico. Il setting medievale richiede vestiti consoni, come visibile anche dal notevole contrasto tra il nobile Lord Barnier e i paesani che vi si oppongono.  Spesso il proverbio “L’abito non fa il monaco” è errato, infatti come avremo modo di vedere, anche l’abbigliamento dice molto sui personaggi.

The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence Ceren
Un vero e proprio ritratto di Ceren

Abbandonando il discorso vestiario, anche le ambientazioni meritano una particolare attenzione. Spesso proprio come accade in letteratura o in arte, il paesaggio veicola anche un significato più profondo e legato a chi osserva e quindi esperisce, provando emozioni. Sono abbastanza frequenti i discorsi al tramonto o le fantasticherie dei due protagonisti sotto il cielo blu.

Comparto sonoro variegato

Nota dolente di The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence è la mancanza di musiche rispetto al primo titolo, che durando di più ha più occasioni per fare sfoggio del suo vasto repertorio musicale.

Nonostante ciò, le tracce che ci accompagneranno saranno molto significative e lasceranno sicuramente il segno. Le musiche più allegre che fanno da contorno a scene comiche non mancano, ma il ritmo sarà scandito da tracce altamente emotive o malinconiche.

The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence OST

All’inizio della nostra avventura potremo immergerci nel clima di rivolta e battaglia anche grazie alla colonna sonora, così come le scene più tristi o commoventi saranno comandate da quello stile drammatico, che si può manifestare in vario modo. La presenza di scene più action ha sicuramente influenzato anche la composizione, non a caso, l’episodio principale contiene più brani dinamici e concitati.

Nel corso della storia principale sentiremo musiche sicuramente più “vivaci” rispetto a quanto vedremo invece negli episodi extra, di cui tratteremo in seguito. Novectacle ha anche ingaggiato nuovi compositori, tra cui Mashima Cocoro, che si è occupato dell’episodio principale.

Yusuke Tsutsumi (Adrien Byrne se preferite) ha composto il tema principale, poi cantato da Gao. Quest’ultima, ha anche composto e cantato diverse canzoni in lingua inglese, sicuramente una novità rispetto al primo che vedeva invece una prevalenza del portoghese! The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence presenta anche alcuni remix dei brani di Yusuke Tsutsumi, ma non troppo differenti dall’originale.

L’assenza del compositore Mellok’n, responsabile di alcune tracce del primo titolo, si fa sentire abbastanza. Le nuove musiche seppur di buona fattura non riescono a raggiungere il livello tipico della serie.

Introspezione sulle OST

Abbiamo posto le basi sul comparto sonoro dell’opera, sarebbe più opportuno analizzarne anche qualche traccia specifica.

Menzioniamo subito la OST Lacrimosa, composta da Mozart in persona, infatti il brano è stato tratto dalla libreria dei capolavori della musica classica. Abbiamo anche brani che fanno uso di particolari strumenti musicali, Antony Raijekov e Smilingcynic hanno composto entrambi una traccia e hanno incluso l’utilizzo di pianoforti che ripetevano le stesse note.

Onlymeith ha composto invece una traccia caratterizzata da una distorsione del suono, per dare un senso di inquietudine ed ansia al giocatore. Fra gli strumenti adoperati possiamo sentire i tamburi e un violoncello, anche se quest’ultimo non risulta proprio ottimo nell’assolo finale.

Tematiche trattate in The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence

Il titolo si presenta ricco di tematiche e dettagli che possono anche essere facilmente sorvolati dai lettori meno attenti. Come rivelato dagli sviluppatori in una recente intervista, i temi di questo prequel sono diversi rispetto al gioco principale.

Se infatti nel primo l’alone di mistero e il tema dell’amore erano sicuramente centrali, in questo caso valori come l’amicizia, la famiglia e vizi come la corruzione, il potere e la violenza prendono il loro posto. L’intera trama si basa su una storia di progressiva corruzione, causata da una spirale incessante di violenza e sfiducia. Personaggi come Lord Barnier, reputati malvagi e corrotti fino al midollo, non ci sembreranno totalmente nel torto dopo averne compreso le ragioni.

La serie svolge anche un ottimo lavoro nel rapportare le tematiche al periodo storico, basti pensare alla continua lotta per il territorio e alla drammatica situazione dei bassifondi nelle città. I vessati abitanti delle zone meno agiate della città vivono nel costante timore del lord e di aumento delle imposte, situazione irrimediabile con i loro mezzi. A questa concezione di stasi sociale, si oppone invece Jacopo, dal forte senso di giustizia e coraggio, che muove la rivolta contro l’oppressore.

The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence Jacopo

Come in molti racconti, il giovane spesso volenteroso è anche irruento e poco saggio, portando così a compiere scelte sbagliate, anche se in buona fede. Le azioni del nostro eroe avranno infatti ripercussioni negative, dimostrando così l’inevitabilità del fato.

A fare da sfondo alla narrazione domina anche il tema della famiglia, con particolare riferimento a quella acquisita. Morgana stessa non ha mai avuto una vera e propria famiglia prima di venire al bordello, ma poco a poco, inizia ad accettare la sua nuova casa e con essa anche le persone dentro.

Morgana e Jacopo: verso un nuovo avvenire

I due protagonisti ci consentono di cogliere anche un altro aspetto della narrazione, ossia il costante confronto tra “mondo conosciuto” e ignoto. Jacopo promette a Morgana di farle vedere un mondo più vasto un giorno, anche se la ragazza non sembra gradire particolarmente l’offerta, perché… lo scoprirete giocando!

In realtà questo concetto non va interpretato solo in senso letterale, bensì in chiave metaforica. Entrambi i protagonisti hanno avuto un’esistenza combattuta, ricolma di sofferenze e delusioni, e sperano quindi che un giorni cessi il tutto e possano finalmente vivere in spensieratezza.

Tornando al discorso del setting storico, si può anche affermare che per l’epoca in cui ha luogo la storia, l’idea sopra esposta è abbastanza consona. Ricordiamo che stiamo parlando di un mondo ancora privo di telecomunicazioni o forme di tecnologia, governato ancora dalla forte influenza del clero e dalle superstizioni della gente. La possibilità di visitare nuovi ambienti implica anche un senso di liberazione dalle catene quotidiane a cui sono sottoposti, configurandosi come un sogno distante piuttosto che come un qualcosa di immediatamente raggiungibile.

Morgana crede di essere una santa grazie alle convinzioni che le sono state instillate sin dalla più giovane età. Al contrario, Jacopo non ha ricordi della sua infanzia ma prova un particolare interesse verso la santa; in fondo non sono poi così tanto diversi, sono accomunati da un forte desiderio di libertà.

Il potere porta alla rovina

Come menzionato in precedenza, il potere riveste un ruolo molto importante nella serie di The House in Fata Morgana, specialmente in questo titolo, dove è uno dei temi principali. Senza addentrarci in potenziali spoiler, durante il fluire della storia potremo notare il risvolto negativo che esercita il potere su alcuni personaggi.

La corruzione è originata proprio dalla posizione di superiorità ricoperta, che va mantenuta costantemente, costi quel che costi. Malgrado gli sforzi, assisteremo ad una progressiva rovina e desensibilizzazione, a cui nemmeno Jacopo potrà sottrarvisi.

Tale aspetto è collegato anche alle vicende di corte che descrive il gioco, e che caratterizzano l’intero setting. La netta separazione fra chi detiene il potere e chi lo subisce è già constatabile dall’inizio del gioco, quindi durante l’inizio della rivolta.

La storia ci insegna pure che la volontà di conseguire un risultato deve essere supportata da scelte giuste e oneste, cosa non sempre realizzabile. Un desiderio smodato può richiedere scelte o azioni poco limpide, che portano ad abbandonare la strada “corretta”, identificabile come quella cristiana del periodo storico.

La continua tensione verso il volere sempre di più porta a trascurare le cose veramente importanti per noi e a fare male a chi amiamo, accecando gli uomini che troppo vogliono.

Religione, superstizioni e desideri

La storia di The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence poggia sullo spirito religioso dell’epoca. In una società governata dall’autorità clericale e dalle superstizioni, Morgana si trova avvinghiata in un circolo vizioso di obblighi e doveri.

The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence maledizione
Morgana prega il Signore per punire i peccatori

In altri punti della storia sono anche presenti numerose credenze superstiziose e popolari, che conferiscono maggiore credibilità al setting. Nonostante tutto, vengono trattate anche tematiche piuttosto delicate e tabù, persino ai giorni d’oggi.

Nell’opera principale si aveva un maggiore insight su questo tipo di tematiche, ed anche in questo titolo ci viene proposta qualche riflessione su argomenti scottanti.

Interfaccia e lato tecnico

Uno degli aspetti più importanti in una Visual Novel è certamente la UI, dato che l’occhio vuole la sua parte anche per i menù. Come nel precedente titolo, The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence usa un interfaccia molto gotica e medievale, perfetta per essere memorabile.

Dal punto di vista prettamente tecnico, non si segnala nulla di particolare, se non che sono state mantenute quasi le stesse impostazioni presenti nel gioco precedente. Purtroppo manca la risoluzione Full HD, ma è possibile sceglierne di maggiori o anche minori. Irrilevante l’assenza del salvataggio e caricamento rapido, a causa della durata e dell’assenza di diramazioni della storia.

The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence UI
La tipica UI a candelabro della serie

A tal proposito, si presentano anche molte meno scelte rispetto al primo, non avremo diversi finali negativi ma un solo finale unico. Le poche scelte consentiteci sono più roleplay e filler, non inficiando quindi sul risultato finale.

Il textbox usato è uguale a quello usato nei flashback su The House in Fata Morgana, anche se in un episodio extra ne scorgiamo uno di tipo diverso. Mancano all’appello gli eyecatch del primo titolo, che facevano da intermezzo fra alcune scene, scandendo così il ritmo del capitolo. Infatti, Requiem non necessita di avere interruzioni o pause, segue un intreccio più denso ma allo stesso tempo più corto.

Discorso a parte il doppiaggio, si presenta totalmente assente ma non disperate, infatti non è per forza uno svantaggio. Molti giocatori ne preferiscono addirittura l’assenza in questo specifico caso, quindi come se fosse un libro animato, obiettivo non molto distante da quanto proposto dal genere.

Extra e tanto altro per poco!

The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence andrebbe considerato più come un’aggiunta che un titolo totalmente standalone, specialmente vista la sua stretta connessione con l’opera principale. Sin dall’inizio potremo fiondarci a leggere dei simpatici episodi extra che completano alcune vicende di The House in Fata Morgana, illustrandoci punti di vista differenti e anche storie mai raccontate.

The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence menù principale
Schermata iniziale al primo avvio

Dopo la fine dell’episodio principale e di questi episodi, ci saranno altre sorprese ad aspettarci, che non menzioniamo per non rovinarvi la sorpresa. Consigliamo di partire dalla storia principale, finirla e poi passare agli altri episodi, per sbloccarne infine di nuovi.

Per il prezzo richiesto, il gioco offre anche troppo! Certamente è necessario avere giocato l’altro titolo, ma la mole di contenuti condensata in 10-15 ore circa di gioco è abbastanza valida.

The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence Imeon
Chi sarà mai?

Fattura orientale, cuore occidentale

Abbiamo già parlato ampiamente dello stile sopra, ma è anche meglio soffermarci su un differente aspetto. The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence come il suo predecessore è ovviamente di origine giapponese, tuttavia, fa un ampio uso di riferimenti culturali occidentali.

Come intuibile, la storia si svolge in Europa, specificamente al confine tra Francia e Italia. Non mancano le finezze culturali dei rispettivi paesi, come visibile dalle ambientazioni ed in parte dall’abbigliamento medievale/europeo. Nel primo titolo i riferimenti erano molto più accentuati, invece nel prequel sono leggermente più mitigati.

The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence sotteranei
Sotteranei del castello

Non molto sopra vi abbiamo parlato delle tematiche trattate e di come si incastrino nel mosaico del setting, non a caso rispecchiano perfettamente una visione occidentale. Volendo fare un paragone letterario con lo stile gotico utilizzato in questo titolo, possiamo affermare che 2 personaggi ricalcano il modello dell’overreacher.

A primo impatto penseremmo di guardare un’opera senza dubbio occidentale! Al contrario, Moyataro riesce a replicare in maniera abbastanza fedele questo tipo di stile più gotico e pittoresco, che risalta molto il contrasto tra luce e oscurità.

Per chi se lo fosse chiesto, il nome della serie deriva proprio dalla stessa Morgana delle leggende arturiane, non a caso l’omonima protagonista è legata in modo indiretto alla magia. La serie inoltre ha tratto ispirazione dal film del maestro Satoshi Kon, Millenium Actress, dal film italiano La meglio gioventù e dai libri di Tanith Lee.

Lo stile gotico

The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence e l’altro titolo presentano caratteristiche comuni al romanzo gotico del periodo romantico.

Questa forma di romanzo nasce nel XVIII secolo come il prodotto dell’inequità sociale. Il principale concetto è quello di “Sublime“, riscontrabile nel terrore e negli aspetti soprannaturali della realtà. Gli aspetti più importanti di tale genere, che riscontriamo non a caso in questa splendida serie sono numerosi.

The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence castello
Dove tutto ebbe inizio…

La cura per il lato terrificante delle ambientazioni, l’uso di entità soprannaturali, la trama complessa e il costante senso di mistero che pervade la narrazione sono tutti elementi che possiamo riscontrare giocando! Non finiscono di certo qui le somiglianze, molte trame ricalcavano una sorta di scaletta caratterizzata dai seguenti elementi:

  • ambientazioni medievali, castelli possibilmente con sotteranei (il setting europeo del gioco non è un puro caso)
  • la ragazza innocente seviziata da un bruto
  • il bel ragazzo dai tratti scuri e i capelli castani dalle dubbie origini che salva la ragazza
  • il ruolo ambiguo del protagonista maschile, eroe o antieroe?
  • il doppio, non esiste una sola versione della stessa persona!
  • antitesi dei personaggi, ci sono figure contrapposte
  • presenza dell’overreacher, colui che vuole ambire a mete più alte

I lettori più informati sul genere gradiranno particolarmente queste sfumature più raffinate, che non sono sempre visibili ad una prima occhiata.

Tutto ha un inizio, ma anche una fine

Per concludere, The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence è un ottimo titolo, paragonato sia ad esponenti del genere Visual Novel indie e non. Lo stile, la musica (nonostante quella del primo sia molto meglio), il setting e i personaggi costituiscono i vari punti di forza su cui può far leva non solo questo titolo, ma l’intera serie.

Gli appassionati del genere non possono lasciarsi sfuggire un’occasione così ghiotta, anche se il gioco rimane ancora poco conosciuto, ma poco a poco sta crescendo in popolarità. I novizi o chi desidera affacciarsi al genere potrebbero trovare magari eccessivamente difficile iniziare con The House in Fata Morgana, visto l’ottimo livello di inglese che richiede, fra numerose espressioni in slang, termini obsoleti e finezze linguistiche di vario genere.

The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence Morgana e Mell

Fra gli elementi menzionati in precedenza, la spinta maggiore all’acquisto sarebbe lo stile, di cui abbiamo ampiamente parlato sopra. Le relazioni fra i personaggi sono anche più difficili da descrivere senza entrare nel regno degli spoiler, ma possiamo garantire che sono ben scritte.

I personaggi non presenti nel primo titolo sono stati un’aggiunta abbastanza gradevole, molto utili per il progredire della trama e dei protagonisti stessi. Molti dialoghi di The House in Fata Morgana facevano riferimento a scene del prequel, rileggendolo infatti, possiamo scorgere numerosi riferimenti a questo titolo.

Sebbene sia solo un prequel e necessiti la conoscenza dell’opera principale, The House in Fata Morgana: A Requiem for Innocence è riuscito a passare il test in maniera eccellente, ritagliando uno spazio importante nei cuori dei fan. E voi che state aspettando? Perché non correte a recuperare questa magnifica serie?

Riassumendo

The House in Fata Morgana si conferma come sempre uno dei migliori esponenti del suo genere. In particolare, Requiem of Innocence si propone di ampliare e arricchire il contenuto del titolo principale, il tutto ad un prezzo abbastanza competitivo.

Overall
9.4/10
9.4/10

Pros

Disegni e stile unici ed impeccabili

Contenuti rilevanti al godimento del titolo principale

Extra altamente interessanti

Personaggi indimenticabili e caratterizzati

Storia ben scritta e coerente

Buone musiche…

Cons

…ma peggiori rispetto a The House in Fata Morgana

Si poteva puntare di più sulla risoluzione

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Marco Giordano

Grande fan dei generi di stampo orientale, predilige quasi ogni genere purché motivato da scelte estetiche o da una trama solida. Attratto non solo dal lato informatico dei videogiochi, ma anche dal loro aspetto stilistico ed economico.
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