FeaturedRecensioni

Agony – Recensione

Agony si presenta come uno dei titoli più attesi di questa stagione, offrendosi come un possibile pilastro dei Survival Horror in prima persona, con un’ambientazione che punta ad essere emozionante e immersiva.

Questo gioco ha vinto una lunga battaglia proponendosi sul sito Kickstarter con una campagna di raccolta fondi per poterlo realizzare e portarlo sui nostri schermi.

La campagna è stata un grosso successo, superando l’iniziale obiettivo di 66.666 dollari di più del doppio. Qui di seguito vi lasciamo la possibilità di visitare la pagina Kickstarter del progetto con relativi traguardi raggiunti.

Avrà rispettato le nostre aspettative? Scopriamolo insieme in questa analisi del titolo, che abbiamo avuto modo di provare su Playstation 4!

Agony
Logo del titolo

Agony: Di cosa si tratta?

Agony è un gioco ambientato nell’Inferno sviluppato da Madmind Studio e distribuito da Koch Media, dove vestiremo i panni di un’anima tormentata in cerca di salvezza e senza memoria del proprio passato.

Il nostro compito sarà quello di vagare per questa landa di torture risolvendo enigmi e scampando dalle grinfie di demoni feroci, in modo da avvicinarci alla verità sul nostro passato e ad una soluzione per fuggire.

Parliamo di un titolo annunciato alcuni anni fa, che durante le sue fasi di sviluppo raccolse a poco a poco una fetta di pubblico sempre maggiore che aspettava con ansia la sua uscita, e quando finalmente venne annunciata la community scoppiò.

Il titolo si mostrò in più di un trailer dove fu possibile avere un assaggio delle sue ambientazioni suggestive e del funzionamento del suo gameplay.

Ecco di seguito il trailer ufficiale in lingua italiana:

 

Comincia la nostra “Highway to Hell”

Piccolo riferimento musicale a parte, cominciamo la nostra avventura infernale venendo a conoscenza di una figura divina all’interno dell’Inferno, la Dea Rossa.

Questa dea è la madre delle anime vagabonde, la salvezza che tutti cercano e la fonte di martirio che tutti aspirano a raggiungere.

Durante il nostro viaggio avremo modo più volte di udire la sua voce e di sentirne parlare dagli altri sfortunati viaggiatori che troveremo nel corso della nostra avventura, che ne parlano come fosse l’unica loro fonte di purificazione.

Il nostro istinto di sopravvivenza, i lamenti e le urla di gioia saranno gli unici elementi che ci guideranno, e seguirli sarà la chiave per immergersi in quest’ambientazione che basa tutto sulla suggestione uditiva e visiva.

Il sistema di gioco è molto basilare, permettendo di muoversi, correre e chinarsi. Per sfuggire ai numerosi pericoli di Agony, inoltre, sarà possibile trattenere il proprio respiro per ridurre le possibilità di essere scovati o possedere l’anima di un vagabondo ogni qualvolta ci capiterà di morire.

La morte è una parte importante del gioco, poiché onnipresente e a volte obbligatoria.

Gli enormi difetti di questo titolo

Agony è un titolo che come pochi di recente ha creato tantissima attesa, e in ugual misura ha saputo rovinarla e addirittura ribaltare completamente l’idea dei giocatori, risultando un gioco che purtroppo pecca su moltissimi aspetti.

Analizziamo assieme come mai il titolo, sebbene abbia un buon potenziale, non ha saputo sfruttare ciò che ha mostrato al pubblico.

Trama e ambientazione

C’è veramente poco da dire sulla trama di Agony, perché la presenza di nuovi scenari e di sviluppi di trama è praticamente inesistente.

Fin da subito avremo ben chiaro il nostro obiettivo e dovremo far di tutto per seguirlo passo passo all’interno del gioco, ma non avremo la fortuna di assistere a risvolti inaspettati, personaggi significativi o dettagli chiave. Tutto il titolo è narrato in maniera molto superficiale.

L’ambientazione dal canto suo è invece ben resa. Possiamo assistere a crudità di diverso genere e forma, ben studiate e molto fantasiose.

Un esempio di ambientazione ben resa è lo sfruttare i cadaveri dei dannati per creare strutture e muri di diversa forma e dimensione, che rendono molto bene nel contesto.

La sensazione di angoscia e ansia è soddisfacente, sebbene sia schiacciata dai molti difetti del gioco.

Gameplay

Questo titolo, se dovessimo riassumerlo con un titolo buffo, potrebbe diventare “Inferno Walking Simulator”. Meno buffo è il fatto che, effettivamente, è per molti aspetti proprio così.

Le possibilità a nostra disposizione sono veramente poche e ripetitive, e anche se il gioco conta un sistema di potenziamento con spesa di punti il risultato cambia veramente poco. Durante tutto il corso del gioco, sebbene le ambientazioni cambino, (e nemmeno di molto) le azioni che svolgeremo saranno sempre le medesime: esplorare, fuggire, morire e possedere anime.

Le meccaniche del gioco, inoltre, sebbene siano poche non vengono spesso spiegate in maniera esaustiva, complicando l’esperienza di gioco.

Il tutto sarebbe anche giustificato se queste poche cose fossero rese al meglio e usate intelligentemente, ma così non è stato.

La grafica

Questo titolo, puntando tutto sull’essere suggestivo e immersivo, dovrebbe splendere se si parla di dettagli grafici, textures e complessità delle sue mappe di gioco. Sfortunatamente per noi l’agonia raggiunge anche livelli grafici.

Textures molto “stiracchiate” e di bassa qualità, modelli veramente poco dettagliati ed effetti particellari mal sfruttati saranno i nostri peggiori nemici, uniti ad un carattere usato per i dialoghi veramente fastidioso e poco utile se si cerca di mantenere costanti le proprie diottrie.

Il gioco, usando un motore grafico potente come Unreal Engine 4, delude molto per il fatto che non abbia rilasciato una patch per Playstation 4 Pro e Xbox One X.

Sonoro

Il sonoro è forse l’unico aspetto di Agony che possa definirsi sufficiente. Suoni come urla di dolore, svisceramenti e altri suoni prodotti da ossa o versi animali sono ben resi, essendo stati giustamente realizzati apposta per il loro scopo, ossia renderci partecipi della sofferenza che si può patire in questo “inferno digitale”.

Il doppiaggio dei personaggi è di buona qualità, salvo qualche voce molto spesso riutilizzata per le anime vagabonde dell’Inferno, ma nel complesso è accettabile.

Giudizio finale

Agony ha creato tantissime aspettative, che purtroppo non sono state accontentate. Il gioco ha decisamente bisogno di miglioramenti su tutti i fronti, avendo veramente deluso i giocatori e avendo sprecato l’occasione di essere un potenziale pilastro dei Survival Horror.

Il fatto che il titolo sia dalla durata troppo breve (raggiungendo un totale complessivo di circa quattro o cinque ore di gioco) rende il tutto ancora meno giustificato, sapendo che il prezzo di listino si aggira al momento sui 40 euro.

Nella speranza che questo titolo riceva aggiornamenti che lo migliorino e gli rendano giustizia, il nostro giudizio rimane per ora molto negativo.

Una premessa però è stata rispettata: E’ stata un’Agonia.

 

Volete rimanere aggiornati su questo gioco e altri titoli? Registratevi sul nostro canale notizie su Telegram per potere rimanere sempre sulla cresta dell’onda per quanto riguarda anime, videogiochi, film e tanto altro!

[amazon_link asins=’B079D83CQS,B079D3NVRK’ template=’ProductCarousel’ store=’GameIndustry’ marketplace=’IT’ link_id=’f8eacbfd-6be5-11e8-b2c9-234995c07b29′]
Tags

Nicholas Adrati

Nicholas, ragazzo appassionato di Game Design e sonoro. Comincia il suo viaggio con Super Mario Bros 1 per Gameboy Advance, e da quel momento sta ancora marciando! Probabilmente sta ancora lodando Keiichi Okabe..

Lascia un commento

Close