Quando fu annunciato, riscosse l’attenzione di molti, poiché si trattava degli sviluppatori dell’ormai celebre Life is Strange. La cosa che lasciò molto discutere è che da un gioco principalmente basato sulla storia e sulle scelte, i giovani ragazzi di DONTNOD Entertainment passarono a un titolo che proponeva delle meccaniche da Role-Playing-Game. In origine il suo arrivo era previsto per Novembre del duemiladiciassette, ma a causa di un grave problema tecnico fu rimandato a data da destinarsi, per poi finalmente in seguito confermare la sua uscita per il cinque di giugno. Quest’oggi finalmente ci troviamo tra le mani quello che è Vampyr nella sua versione completa. Ci siamo fiondati in questa nuova e macabra avventura per scoprire cosa si cela dietro questa produzione tanto attesa e se è riuscita nell’intento di lasciare il segno come ha fatto il celebre titolo dei DONTNOD.

Un risveglio brusco

L’inizio del gioco è piuttosto spettacolare, dopo una serie di inquadrature che ci mostrano il mondo di gioco e ciò che sta accadendo, vedremo il nostro eroe Jonathan Reid che si rialza da un cumulo di cadaveri, il quale avverte un mutamento all’interno di sé. Ormai divenuto vampiro, ben presto dovrà affrontare una grave perdita, costringendolo a scappare e vagare alla ricerca delle risposte alle domande che tanto rimbombano all’interno della sua mente. La trama mette delle basi piuttosto interessanti fin dall’inizio, inoltre, il tutto è amalgamato dalla scelta causata dalla nostra natura: nutrirci di povere vittime innocenti o aiutare i deboli? – vi ricordiamo che Jonathan è un medico che ha prestato servizio militare -.

Vampyr

Quanto sei bella Londra?

Ad ammaliare non sono solo i tratti narrativi, ma le ambientazioni dove queste si adagiano, perché la Londra Vittoriana di Vampyr è realizzata in maniera impeccabile. Le ambientazioni calcano perfettamente l’epoca, traspirando da ogni angolo quell’architettura tipica. La mappa di gioco è molto vasta, questa si suddivide in aree che potremo esplorare e conoscere durante la storia principale del gioco. Ad arricchire la pietanza vengono incontro le missioni secondarie, piuttosto valide e che nascondono spesso delle sotto-trame appaganti.

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Il Sangue del peccato

Lo abbiamo anticipato poc’anzi, ma il nostro eroe è un Vampiro, appunto per questo avremo la possibilità di decidere se sfamarci di persone innocenti, ma questo non è tutto, avremo a disposizione un diagramma che possiamo consultare quando vogliamo per far crescere il quantitativo di “sangue” e status di ogni singolo personaggio secondario, in modo da renderlo più “grosso” e una volta divorato ottenere più esperienza possibile per livellare. Il livello del protagonista si basa sul numero di abilità ottenute, ogni abilità che impareremo farà progredire la barra di progresso del livello – che non è altro che il sangue che abbiamo risucchiato -. L’interazione con l’ambiente è importante, così come le scelte da fare durante i dialoghi, i quali giocano un ruolo importante per lo svolgimento delle missioni. Sulla questione delle scelte e sulle conseguenze che possiamo riscontrare in futuro, abbiamo notato una certa somiglianza con Life is Strange. Compiere le missioni secondarie è importante, specialmente per conoscere meglio certi personaggi che faranno la loro comparsa durante la quest principale, oltre ciò, aiutare le persone ci permetterà di avere dei vantaggi in determinate aree.

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Tecnicismi sanguinolenti

I comandi di gioco sono piuttosto semplici, abbiamo un tasto per attaccare e l’altro per schivare, il tutto accompagnato da una serie di abilità uniche che possiamo sfruttare con la barra del sangue. Per riempire la barra del sangue ci basterà risucchiare quest’ultimo dai nostri nemici, belve o umani che siano non ha importanza. A livello tecnico lo abbiamo trovato piuttosto fluido, anche se abbiamo riscontrato qualche rallentamento nelle fasi concitate, nonostante l’hardware che abbiamo utilizzato è quello della PlayStation 4 Pro. Altra nota negativa risiede nei caricamenti, piuttosto lunghi e non giustificabili, visto il comparto grafico che si adagia sulla media e che non tocca vette particolarmente alte, ma nonostante tutto si lascia “guardare”. Una delle cose che non ci sono andate proprio giù è l’impossibilità di poter saltare, rendendo certe fasi piuttosto macchinose. Purtroppo anche le fasi stealth non sono il massimo, il più delle volte si preferisce un approccio diretto a causa di alcuni limiti tecnici. Per quanto riguarda la difficoltà dobbiamo dire che siamo piuttosto soddisfatti, il livello di aggressività dei nemici è molto elevato e non sarà cosa comune finire a tappeto.

Il comparto audio è molto curato, specialmente per quanto riguarda la cadenza dei singoli doppiatori. La colonna sonora è riuscita a scavarsi un posto nel nostro cuore, specialmente quelle nelle situazioni un po’ più complesse. Ritornando a parlare del lato tecnico, oltre quei cali poc’anzi citati, l’unico problema che abbiamo riscontrato è che l’applicazione alle volte crashasse dal nulla, senza un apparente motivo.

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Commento Finale

Vampyr è sicuramente una produzione che merita l’attenzione di molti, anche se bisogna dire che non è esente da difetti significativi, anche se questi possono essere sicuramente limati grazie alle patch correttive future. La storia che ruota attorno a Jonathan è intrigante e piena di colpi di scena, state sicuro che non rimarrete insoddisfatti da questo punto di vista. Certo, a livello grafico si poteva puntare a qualcosina in più, ma bisogna anche far notare che DONTNOD Entertainment non ha un grande budget e per quel che ha fatto merita le lodi di tutti. In conclusione, per noi è un titolo promosso e ci auguriamo che le patch possano colmare quei piccoli difetti.

Vampyr
Una narrazione che si lascia seguireLa rete dei legami è piuttosto interessante come featureLa Londra vittoriana non è mai stata così bellaColonna sonora soddisfacente
Caricamenti piuttosto lunghiSono presenti diversi cali di framerate
8.5Voto
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