A distanza di quasi un anno dalla release sulle altre principali piattaforme di gioco sul mercato, Battle Chasers: Nightwar, RPG strategico a turni dal design molto particolare sviluppato da Airship Syndicate e distribuito da THQ Nordic, arriva su Nintendo Switch, pronto a dare il meglio di se visto la natura ibrida della console. E’ proprio questo a rendere tutto più interessante, avere un gioco di ruolo da poter giocare quando vogliamo e ovunque si voglia, avendo tra le mani un titolo ottimizzato per l’occasione e pronto a regalarci svariate ore di divertimento.

Il titolo sarà in grado di ritagliarsi il suo spazio in questo competitivo panorama videoludico?

La misteriosa presenza del Mana in un’isola sperduta

Le vicende girano attorno al nostro gruppo formato da cinque individui straordinari: Garrison, un’abile spadaccino, Calibretto, un war golem molto particolare e dall’intelligenza sorprendente, Red Monica, una ladra piratessa senza scrupoli e dal grande fascino, Knolan, un anziano saggio con grandi doti magiche e infine Gully, una giovane ragazza dotata di speciali guanti magici donatagli dal padre.

Durante il volo con la nave verso l’esplorazione di una misteriosa isola, dove si pensi possa esserci la presenza di Mana, vengono attaccati da un’immensa flotta nemica, obbligandoli a un atterraggio d’emergenza, separandosi inizialmente in cerca di salvezza. Da qui partirà la loro avventura in questa misteriosa terra, dominata dal terrore della sacerdotessa Destra, una minaccia molto pericolosa per la loro sopravvivenza e non solo.

Una struttura già vista, ma interessante

Come ogni buon RPG che si rispetti, abbiamo la possibilità di esplorare la zona circostante, ma con peculiarità interessanti. In primis abbiamo una visuale dall’alto, nella mappa del mondo, con la realizzazioni dei protagonisti in maniera più stilizzati, quasi simili a delle piccole gif e saremo limitati nei movimenti da dei percorsi predefiniti, in cui sceglieremo quello a noi più congeniale. Ogni quadratino che raggiungeremo potrà essere vuoto, oppure contenere un evento per noi negativo o positivo: nel primo caso avremo dei nemici, di diversa entità, pronti ad attenderci, mentre il secondo è per lo più rappresentato da tesori. A tutto questo aggiungiamo la presenza di portali, in grado di trasportarci velocemente presso gli altri attivati nella mappa, oltre ai dungeon, a volte secondari da completare, altre invece necessari per il proseguimento verso la meta designata.

Nel caso affrontassimo uno scontro con dei nemici, avremo un caricamento abbastanza corposo che ci catapulterà in una schermata in pseudo 3D con il nostro party e gli avversari di turno, avviando così lo scontro, di cui parleremo maggiormente in seguito. Invece all’interno dei dungeon vedremo un’ulteriore cambiamento della telecamera e modalità di esplorazione, passando a una visuale isometrica più ravvicinata e soprattutto una totale libertà di movimento, accompagnata dalla possibilità di cambiare personaggio attivo, oltre all’utilizzare le sue abilità. Quest’ultime sono di vario tipo e possono aiutarci sensibilmente nella sopravvivenza, come per esempio cure per il party, oppure la possibilità di effettuare degli scatti, fondamentale per la risoluzione di alcuni “enigmi”, anche se è obiettivamente esagerato definirli tali.

Il resto della struttura è sostanzialmente vista e rivista, ma per questo dannatamente solida, con il craft per la costruzione di pozioni, il ritrovamento dell’armamentario tramite NPC o loot per la mappa, assegnazione di punti abilità nel modo che preferiamo e via discorrendo. Insomma tutto il necessario per consentirci un’avventura completa e gestione a nostro piacimento del nostro party, scegliendo sempre quale dei cinque protagonisti portare attivamente con noi, per un gruppo formato da massimo tre elementi.

Uno gameplay solido e collaudato

Come accennato poc’anzi, Battle Chasers è all’insegna del “Old, but Gold“, dove tante meccaniche e la struttura in generale è collaudata da decenni di sviluppo dei capisaldi del genere RPG, in questo il Battle System non fa minimamente eccezione. Abbiamo i tanto amati e odiati turni, dove la rapidità dei personaggi fa la differenza su quando attaccare, oltre che sul quanto, dato che quelli molto rapidi potrebbero colpire più volte prima della risposta avversaria.

A disposizione nello specifico abbiamo attacchi di natura fisica, senza l’utilizzo di mana o sovraccarico, che approfondiremo tra poco e delle abilità, che invece li sfruttano, avendo esiti particolari a discapito della velocità di caricamento. A questi si aggiunge l’attacco Ultra, caricabile durante lo scontro a seconda dei colpi incassati e dati, permettendo a uno dei personaggi a nostra scelta di scagliare un’abilità speciale dal sicuro effetto positivo per noi, che sia un buff, oppure direttamente un attacco diretto al nemico.

Ritorniamo un passo indietro e parliamo del sovraccarico. Le abilità possono essere utilizzate spendendo mana, oppure questi particolari punti, che vengono generati unicamente in combattimento e soltanto in quello stesso, senza portarli avanti durante i successivi. E’ possibile ottenerli solamente colpendo con gli attacchi base i nemici e rappresentano a tutti gli effetti un metodo molto utile, oltre che interessante, per ottimizzare l’utilizzo di mana per il corso dei dungeon più ostici.

A tutto quello che abbiamo finora citato, ci aggiungiamo la presenza di buff e de-buff, oltre alla presenza di scudi per assorbire il danno. Insomma, a tutti gli effetti siamo di fronte al classico degli RPG, il che non è un male, anzi, era da molto che non mettevamo le mani su un titolo di questo tipo.

Design particolare e accattivante

Lo stile di quest’opera è sempre stato ritenuto molto particolare e osservandolo svariate ore sul nostro schermo targato Nintendo, dove i colori vengono risaltati maggiormente, siamo rimasti decisamente soddisfatti, restando svariati minuti a ogni sessioni a osservare quelle che erano le ambientazioni circostanti, oltre al design delle sprite. Ogni cosa è curata nel dettaglio, unica e soprattutto interessante, spingendo il videogiocatore ad aprire la schermata di un oggetto per vedere che effetto abbia, proprio perché intrigato dal suo disegno. Anche qui però abbiamo qualcosa da ridire, soprattutto per il riutilizzo spasmodico di quelli dedicati all’equipaggiamento; riproposti praticamente in serie, a mo di attacco dei cloni, con la sola differenza della rarità, raffigurata dallo sfondo del quadratino.

Altra nota stonata che abbiamo riscontrato durante il proseguimento della nostra avventura è sicuramente il frame rate, non sempre all’altezza durante la fase di esplorazione libera, che accompagnato dai caricamenti epocali per ogni combattimento, soprattutto i primi di ogni sessione, possono ledere sensibilmente all’esperienza di gioco, soprattutto per i videogiocatori che prediligono fluidità e immediatezza d’azione.

Riguardo il sonoro invece nulla da ridire, ci sono piaciute tutte le track che gli sviluppatori ci hanno proposto, da quelle dell’esplorazioni, ai combattimenti, tutto ben realizzato e soddisfacente.

In conclusione

Siamo arrivati al termine di questa analisi sul buonissimo Battle Chasers: Nightwar, che riesce sicuramente a dire la sua in questa sua “nuova” veste, approdando su una console come Nintendo Switch, ricca di spunti interessanti e pronta a sposare la natura del titolo. Per tutta la durata dell’avventura, pari a circa trenta ore, ci siamo abbondantemente divertiti, respirando quella che è l’essenza del gioco di ruolo a turni, meccaniche tanto apprezzate dai puristi del genere, assieme a un design veramente particolare e accattivante.

Quindi, per noi è assolutamente promosso e potrebbe essere un buonissimo acquisto per tutti i possessori della console di casa Nintendo, saprà intrattenervi al meglio!

 

Battle Chasers: Nightwar
Solido e divertentePersonaggi interessantiComponente RPG ben realizzataDesign ispirato
Frame Rate non sempre all'altezzaLe Sprite tendono a ripetersi troppo spessoTrama qualitativamente altalenante
8Voto
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