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Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy (Nintendo Switch) – Recensione

Non è ancora passato completamente un anno da quando la versione rimasterizzata della trilogia dedicata a Crash è approdata in esclusiva su PlayStation 4. Inutile dire che è quest’ultima ha riscontrato un successo sia nelle vendite, che nella giuria da parte dei videogiocatori e da parte della critica. Il lavoro che Vicarious Visions ha effettuato è encomiabile, vista la minuziosa attenzione ai minimi dettagli che compongono le origini della saga ideata da Naughty Dog, ai tempi che furono sotto la pubblicazione di Universal Studios. Sulla stessa fascia d’onda di recente, Activision ha annunciato la trilogia dedicata al Draghetto Spyro. Comunque, a distanza – come detto poco fa – di meno un anno, siamo qui di nuovo a parlare della stessa trilogia rimasterizzata o meglio, riportata completamente a nuovo, ma stavolta lo facciamo su Nintendo Switch. Ebbene sì, sembra strano, ma Crash si è spostato dalla piattaforma di Sony per approdare anche sull’altro colosso nipponico – ma non solo, visto che nella stessa data è uscita la versione per Xbox One e PC -. L’unica effettiva novità è la presenza di un livello bonus su Crash 3: Warped, disponibile anche per i giocatori PlayStation 4 tramite DLC gratuito. Non vogliamo perderci in altre chiacchiere inutili, vi auguriamo una buona lettura in compagnia di Crash!

L’isola della pazzia

Il primo Crash propone una trama molto semplice, dove il Dr. Neo Cortex è intenzionato a conquistare il mondo in compagnia del suo fidato socio il Dr. Nitrus Brio. Durante un esperimento su un Bandicoot, quest’ultimo fugge, mettendo a sottosopra i piani del malefico dottore. Nonostante lui sia riuscito a fuggire, la sua ragazza di nome Tawna viene rapita, costringendolo così alla ricerca di quest’ultima per poterla liberare.

La nostra avventura si svolge tutta nell’isola Insanity, che dopo che avremo completato il primo livello, ci permetterà di avanzare in una mappa strutturata a tappe, quasi come nel gioco dell’oca per fare un esempio pratico. La mappa è composta non solo da livelli normali, ma anche da boss, i quali non risultano particolarmente difficili. Nonostante siano passati tanti anni, la difficoltà del primo Crash è veramente elevata se consideriamo gli standard odierni dello stesso genere. A condire di più il piatto ci pensa il famoso livello Stormy Ascent, scenario che fu tagliato – ma era presente su disco – nel primo capitolo sulla primissima PlayStation, a causa della sua difficoltà troppo elevata rispetto al pubblico a cui si faceva riferimento. Nel caso della versione per Nintendo Switch, il livello non dovrà essere scaricato dall’apposito Store, ma è già presente sulla cartuccia di gioco.

La Ribalta dei cattivi

Per quanto riguarda il secondo capitolo, ci ritroveremo a riprendere la storia da dove l’avevamo lasciata, con Cortex ancora ostinato a conquistare il mondo, ma con l’ausilio dei cristalli, facendo affidamento al buon Bandicoot, cercando di persuaderlo. La caratteristica principale del secondo capitolo è come avviene la scelta dei livelli, visto che avremo una sorta di Hub principale dove sono presenti dei portali. In questo caso ci siamo distanziati di molto dalla struttura del primo capitolo, visto che ogni “area completata” ci farà cambiare piano, donandoci un altro set di livelli sempre nella medesima struttura poc’anzi citata. Altra Feature che contraddistingue il secondo capitolo è la presenza di veicoli e livelli diversi dal solito, oltretutto, la difficoltà non è allo stesso livello, poiché vi è stato un “downgrade” in modo da adattare il titolo a un pubblico maggiore. Nonostante ciò, l’esperienza è sempre unica e divertente, non mancano le sfida e si lascia giocare fino alla fine in maniera impeccabile.

Il Terzo Capitolo vede l’entrata in scena del fratello malvagio di Aku Aku, il cui nome è Uka Uka. Quest’ultimo si schiererà dalla parte di Cortex, per aiutarlo nel suo compito. I piani della maschera malvagia non si distanziano molto da quello del Dottore, ma quest’ultimo – visti i fallimenti di Cortex – decide di affidargli dei servitori a lui fedeli e di cui si fida. Anche qui non abbiamo una trama brillante, ma resta sempre lì, di fondo e che si lascia seguire, rendendo il giocatore sempre partecipe.

Il terzo tentativo è quello giusto

La peculiarità di Crash Bandicoot 3: Warped è la varietà dei livelli, sono presenti scenari di ogni tipo e di ogni genere. Tra quelli storici ricordiamo quelli in moto. In questo capitolo avremo modo di sbloccare di poteri che ci agevoleranno nello svolgimento dei livelli – il nostro preferito è il famoso Bazooka raffigurato nella cover originale del gioco -.. La longevità di questo capitolo è forse quella più “vasta”, inoltre vede l’aggiunta di un livello inedito e originale, mai visto prima. Nonostante l’idea sia interessante, il nuovo scenario risulta di “già visto”, ma almeno riesce a donare una difficoltà piuttosto appagante. Questo contenuto è disponibile già sulla cartuccia nella versione Nintendo Switch, mentre i giocatori PlayStation 4, potranno scaricare il contenuto direttamente dal PlayStation Store.

Ibrido che funziona

A livello tecnico su Nintendo Switch si comporta piuttosto bene. Iniziando dalla modalità portatile, l’unico difetto che abbiamo riscontrato è nei movimenti più “bruschi”, sembra che il motion blur sia troppo eccessivo e questo può causare un motion sickness non indifferente alle persone più “deboli” a riguardo. Per quanto riguarda in modalità fissa, nelle prime fasi abbiamo visto una perdita di Framerate, nonostante questi fortunatamente non siano molto presenti durante le fasi di gioco. Un difetto che si porta appresso dalle altre versioni è quello di un input lag di fondo abbastanza fastidioso, specialmente se si giocare il titolo con l’analog. Nonostante qualche piccola incertezza, il porting sull’ibrida di Nintendo non ha nulla da invidiare a quella del colosso nipponico di Sony.

Il comparto audio è piuttosto godibile anche in modalità portatile, la cassa che compone la Switch riesce a emettere un suono molto chiaro e gradevole all’udito, rendendo la giocabilità buona anche in ambienti più “chiassosi”. La colonna sonora è quella di sempre, epica e altisonante in più fasi che da sempre ha caratterizzato quel Bandicoot che chiamiamo Crash.

Commento Finale

E’ innegabile, fa strano vedere un titolo come questo su una piattaforma diversa da quella dove è nato, ma i tempi cambiano. La trilogia dedicata a Crash è riuscita a fare nuovamente breccia nel nostro cuore, donandoci una versione ibrida, che possiamo portare ovunque andiamo, di ottima qualità. Dobbiamo dirlo, Vicarious Visions e Activision hanno svolto un lavoro magistrale, non è facile adattarsi a una nuova console in così poco tempo. Complimenti.

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Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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