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The Lost Child – Recensione

Eccoci tornati, questa volta con un GDR dungeon crawler dalle tematiche paranormali e investigative, pieno di elementi interessanti ispirati ad altri titoli famosi.

Stiamo parlando di The Lost Child, titolo prodotto dallo studio Kadokawa Games e nato dal desiderio di espansione del creatore di El Shaddai: Ascension of the Metatron, che fondò il gruppo Crim.

The Lost Child venne annunciato ufficialmente nel 2017 sul settimanale Famitsu, rivelando che si sarebbe ambientato nell’universo di El Shaddai e distribuito su Playstation 4 e Playstation Vita. In seguito, anche annunciato per Nintendo Switch nel Febbraio 2018.

The Lost Child
Logo del titolo

Cos’è The Lost Child

Come abbiamo suggerito in precedenza, stiamo parlando di un titolo GDR con meccaniche da Dungeon Crawler, dove una tematica costante sarà l’occulto e l’investigazione.

Il titolo è uscito solo in lingua giapponese e inglese rispettivamente in Giappone, Nord America, Europa e Australia. Uscì a partire dal 24 Agosto 2017 in Giappone e poi un anno dopo partendo dal Nord America il 19 Giugno 2018.

The Lost Child si propone anche con edizioni Limited, ma sebbene siano presenti custodia e artwork, il gioco rimane solamente un contenuto in versione digitale.

The Lost Child
Schermata di The Lost Child

 

In viaggio per conto di Dio

Lucifel è un’entità misteriosa, che supera direttamente la quarta parete per raccontare a noi giocatori di una storia particolare, che ha visto un guerriero combattere per il bene del futuro. Quel guerriero altri non è che il protagonista di El Shaddai, Enoch.

In seguito all’aver portato a termine la sua missione divina, Enoch fu in grado di permettere a Dio di creare il pianeta Terra, e prima di morire si disperse in 72 frammenti. Uno di questi è caduto sulla Terra, e da esso partirà la nostra avventura.

La storia di The Lost Child si svolge in un universo dove Hayato, un ragazzo specializzato nell’ investigazione di fenomeni paranormali e occulti, si ritrova misteriosamente con una valigia tra le mani.

Questa valigia gli verrà consegnata da una ragazza misteriosa, che ad inizio gioco dovremo scovare grazie agli indizi dei cittadini. Una volta scoperto il contenuto di questa valigia, Hayato partirà in una missione divina assieme alla sua compagna Lua, un angelo del paradiso col compito di portare al termine della sua avventura il protagonista e tornare con sua sorella Balucia, la ragazza che ci ha donato la valigia misteriosa.

Esplorazione e combattimenti, un mix nostalgico

Questa volta abbiamo tra le mani un titolo che ha una forte base RPG vecchio stile, che mescola moltissimi elementi provenienti da titolo più conosciuti e li fonde per creare un sistema a sé stante.

La parte investigativa ci permetterà di accedere a diverse aree di gioco prese ad esempio da Shinjuku e Akihabara, in Giappone. Lo stile ricorda titoli investigativi come per esempio la saga di Ace Attorney, dove ci si muoverà in aree diverse e per proseguire nella trama si dovranno fare alcune domande ai passanti per ricavare indizi.

Ogni qualvolta sceglieremo di intraprendere le missioni di trama o missioni secondarie, al termine della parte investigativa avremo un dungeon da esplorare, che ci permetterà di osservare il lato dungeon crawler di questo titolo.

I dungeon da esplorare saranno proposti con visuale in prima persona, dove muoverci ci mostrerà la mappa avvicinarsi o allontanarsi, come se ci muovessimo seguendo delle caselle. Da qui cominciano a notarsi alcuni difetti, in quanto le textures delle mappe 3d durante l’esplorazione non hanno una buona qualità, che potrebbe quasi prestarsi per una console di vecchia generazione come Playstation 3.

Altro elemento chiave del titolo è il battle system, che fonde molti elementi noti e alcuni dimenticati da tempo.

Il combattimento ci mostrerà i nemici con un artwork disegnato di buona qualità ma parzialmente statico, in stile Shin Megami Tensei. I nemici semplici, così come i boss, avranno animazioni esterne come luci o effetti grafici, ma saranno sempre presentati come disegni statici o con piccole animazioni. Questo rende il tutto visivamente piatto, e crea un contrasto con il pieno stile 3d dei dungeon che potrebbe far storcere il naso a molti.

Essendo comunque un sistema di combattimento RPG, avremo elementi classici come i parametri di Salute e Mana, equipaggiamenti ed accessori. Una volta trovatici davanti ai nostri nemici, gli Astral, avremo la possibilità di sconfiggerli e possibilmente farceli alleati, utilizzando un’arma speciale chiamata Gandour.

Questa pistola ci permetterà di infliggere un colpo che se fatale per il nemico ci permetterà di aggregarlo tra i nostri compagni e formare un party sempre vario!

I nemici saranno moltissimi e a volte anche con design interessanti, e le loro diverse abilità si riveleranno molto utili sia per il combattimento che per l’esplorazione.

I nostri compagni inoltre, come visto in titolo del calibro di Pokémon e affini, potranno evolversi in diverse forme tramite livello o tramite oggetti specifici.

Una parte simpatica dell’esplorazione sarà quella legata agli scrigni nascosti nei vari dungeon, che per essere aperti richiederanno una prova di scassinamento, con le abilità giuste meno ostica e più accessibile.

Il lato grafico e sonoro

Sotto l’aspetto grafico, questo gioco è in grado di soddisfare dal punto di vista di disegni e delle cutscenes, che nel primo caso saranno disegnate con uno stile molto pulito e piacevole, mentre nel secondo avremo scene animate ben realizzate e con doppiaggio di buona qualità.

Rimanendo in tema di colonna sonora, il comparto audio è piuttosto anonimo, presentando musiche molto generiche e simili tra loro.

 

 

Un giudizio finale

The Lost Child è un dungeon crawler in vecchio stile, che potrebbe stupire alcuni nostalgici del genere e interessare per le meccaniche simili ad altri titoli famosi. Questo titolo ha creato un mix di molti elementi di grande impatto, ma non ha saputo raggiungere lo stesso livello degli originali.

La durata complessiva del gioco si aggira sulle 20 ore per una storia principale molto lineare ma con alcuni riferimenti biblici e religiosi interessanti, ma in grado di superare le 100 ore in caso si decidesse di darsi al completismo e superare la terribile sfida del dungeon a 99 piani.

Un sito ufficiale è disponibile per chi volesse consultarlo.

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Nicholas Adrati

Nicholas, ragazzo appassionato di Game Design e sonoro. Comincia il suo viaggio con Super Mario Bros 1 per Gameboy Advance, e da quel momento sta ancora marciando! Probabilmente sta ancora lodando Keiichi Okabe..

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