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Ushio e Tora Perfect Edition – Recensione

Questo mese abbiamo visto la conclusione di un grande classico, un graditissimo ritorno che Star Comics ci ha confezionato in un’impeccabile Perfect Edition. Stiamo parlando dell’eterno Ushio e Tora, uno dei capostipiti del genere, capace di segnare una generazione e di essere tutt’oggi, nonostante una narrazione decisamente più pesante, ma allo stesso tempo ricca, godibile in ogni sua parte, disegni inclusi.

Abbiamo avuto la fortuna, grazie all’editore perugino, di mettere le mani sopra tutti e venti i volumi usciti in questa speciale edizione, che raccoglie più tankobon in volumi decisamente più corposi e grandi, in ogni sua parte, donandogli un effetto particolare una volta riposto in libreria.

Dopo questa breve introduzione, ecco cosa nel pensiamo di questo grande ritorno nelle fumetterie del bel paese.

Un modo condiviso da Yokai e Umani

In un mondo dove vi è un precario equilibrio tra Umani e Yokai, entità alla quale nessuno credo fino a quando non è troppo tardi, viviamo le vicende del giovane Ushio Aotsuki, studente come tanti, ma dal carattere assai particolare, la cui viene viene sconvolta all’improvviso. Questo quando, aprendo la botola all’interno del tempio di famiglia mentre dormiva, intravede la figura di uno Yokai assai potente, figure di cui prima ignorava l’esistenza nonostante i racconti del padre, essendo poi obbligato a liberarlo per salvare delle amiche in pericolo. Per farlo, estrae dal suo corpo la Lancia della Bestia, arma leggendaria al centro delle vicende stracolma di potere, ma che richiede un prezzo da pagare assai alto.

Il demone viene chiamato da Ushio, Tora e da lì comincia il loro viaggio con l’eterna promessa da parte di quest’ultimo di divorarlo al momento opportuno, in un susseguirsi incessante di scontri con entità sempre più grandi e pericolose, nel tentativo di scoprire cosa è veramente accaduto a sua madre, addentrandosi all’interno di un mondo che sembrava non esistere veramente, percorrendo quello che è il suo destino già scritto.

Il capostipite di un grandioso genere

Ushio e Tora, narrativamente parlando, è decisamente pesante e ricco, il che sotto certi punti di sta è sia un bene, che un male. Per il primo caso parliamo di chi ama una trama carica di contenuti, ricca di aspetti psicologici circa i protagonisti e persone che incontrano nel loro cammino, oltre a un background precedente molto intrigato e tutto da scoprire. Però tutto questo lo possiamo definire allo stesso tempo un motivo in grado di frenare l’acquisto da parte di molti, essendo in conclusione un’opera quasi di nicchia.

Inoltre è interessante notare lo strappo improvviso dell’opera che parte da capitoli auto conclusivi, fino al momento in cui tutto comincia a distendersi per coltivare quella che è la plot principale, passando per un mondo di crudeltà e crudezza, dove i siparietti tra i protagonisti tentano di smorzare costantemente l’atmosfera cupa.

Uno dei punti di forza della narrazione è il ripescare a piene mani da una cultura, come quella giapponese, ricca di significato e soprattutto figure “mistiche”, mitologiche, facenti parte del credo e tradizioni popolari, andando a caricare la trama di una miriade di contenuti, oltre che soprattutto di un background pienamente credibile e realistico.

Ma non sono solo questi gli antagonisti, anzi, molti di loro sono creature dalla storia terribile, che va parzialmente a giustificare le loro azioni, o per lo meno le spiega, senza mai lasciare nulla al caso. Un esempio pratico consiste nei primi volumi nell’apparire di uno yokai che tende a scuoiare i corpi dei bambini che uccide, questo perché convinto, una volta “indossati”, di poter diventare anche lui un essere umano, rappresentando il suo morboso desiderio che muove la sua stessa esistenza.

È proprio questa oscurità di fondo a rendere affascinante l’opera, una sensazione che pochi esponenti sono riusciti negli anni a replicare, andando a dimostrare quanto effettivamente il genio e inventiva di Fujita siano imponenti.

A completare la nostra analisi circa la narrazione, che non vogliamo minimamente sporcare con spoiler per permettervi di godervelo al meglio, sono i colpi di scena e crescita costante di tutte le parti in causa, andando a vedere una maturazione costante di coloro che incontreranno i protagonista, oltre che loro stessi, rendendosi maggiormente conto di chi realmente sono e soprattutto di ciò che li circonda. Proprio l’imprevedibilità, non sapendo chi potrebbe rimanere o meno in vita,  è un plus di quest’opera, non lasciando mai nulla per scontato, superando di gran lunga tanti manga odierni, che peccano proprio di questo, finendo per deludere proprio sul finale, cosa che non accade minimamente qua.

Un disegno ancora di attualità

È strabiliate sotto certi punti di vista, di quanto il disegno sia ancora oggi, dopo oltre vent’anni dal primo rilascio, decisamente godibile e sotto certi aspetti – anche se molto “aggressivo” -, superiore ad altri esponenti del genere. Sia per quanto riguarda i volti, molto espressivi e dettagliati, capaci soprattutto di esprimere le sensazioni e carattere dei personaggi, che per le ambientazioni in generale, anche se meno curate rispetto ai precedenti.

Ovviamente non possiamo dire che il peso degli anni non si senta, relativo a come il tutto viene impresso nelle tavole, che sia la presentazione di una nuova location che il duo sta esplorando per la prima volta, oppure l’inizio di uno scontro, visto che il tutto si presenta talvolta in maniera caotica e non sempre comprensibile a primo sguardo. Tuttavia, come precisanti poc’anzi, la nostra sorpresa è stata tanta, come la soddisfazione di avere tra le mani qualcosa di godibile e intrigante, anche sotto questo punto di vista, oltre che per trama come discusso precedentemente.

Per quanto riguarda il lavoro di Star Comics, siamo molto soddisfatti, con un’opera ben ridefinita, anche se con una rilegatura non sempre impeccabile, accompagnato da una stampa veramente fantastica, per quanto concerne inchiostro e pagine a colori.

Una nota stonata, a nostro avviso, sta nella mancanza di uniformità nella composizione dei volumi, per quanto possiamo in parte comprendere la scelta dell’editore nel non troncare eccessivamente i singoli archi narrativi, fa storcere il naso vedere volumi completamente differenti tra loro nelle dimensioni, arrivando ad averne addirittura alcuni tre volte più grandi, o più piccoli, di altri.

In conclusione

C’è ben poco da dire, Ushio e Tora è a tutti gli effetti un’opera da avere, ai tempi resto impresso nei cuori di tanti appassionati del genere Shounen, diventando metro di paragone per tantissime opere successive, senza però mai impressionare come quella di Kazuhiro Fujita. Ancora oggi riesce a dire la sua, seppur con una pesantezza non indifferente e che potrebbe renderlo non adatto a tutti, avendo quasi del tutto assente quella sensazione, mista voglia, di leggere i volumi uno dietro l’altro, per la mole di contenuti e narrazione dell’autore. Nonostante questo è pienamente una pietra miliare del genere, soddisfacendoci proprio dove tanti grandi colossi odierni cadono fragorosamente, ossia nelle fasi finali, essendo di conseguenza un’opera che non può assolutamente mancare nella vostra collezione, specialmente in questa edizione tutta da gustare.

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Emanuele Cevoli

Amante di videogiochi e non solo, tutto quello che è informatico attira la sua attenzione, ma anche Anime e Manga non sono da meno. Sin da piccolo è abituato a giocare un po' di tutto, ma gli action-adventure la fanno da padrone.

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