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Red Faction Guerrilla Re-Mars-tered – Recensione

Se ci avessero detto che a distanza di quasi dieci anni saremmo tornati a parlare di Red Faction: Guerrilla, non c’avremmo creduto. Questo perché la serie è stata abbandonata poco dopo, con l’arrivo del seguito Red Faction: Armaggeddon, a causa delle scarse vendite. Dalla sua però bisogna dire, che il sequel puntava a una struttura atipica del gioco di cui oggi vi parliamo, poiché da un Third-Person open-world la serie si è spostata in un puro Third Person Shooter dalla dubbia qualità, poiché neanche la trama riusciva a brillare chissà come. Nonostante queste premesse, ai tempi il Guerrilla è riuscito a scuotere i nostri animi, grazie a una trama che funzionava nonostante non eccellesse e a un engine che permetteva di distruggere tutto – sì, proprio tutto -, appagando il nostro spirito più malvagio che punta alla distruzione del mondo – in questo caso di Marte -. Visto che THQ ci vuole riprovare – e chissà magari vuole tastare il terreno per un nuovo capitolo sulla scia di Guerrilla – anche noi siamo qui per vedere ciò che il titolo uscito quasi dieci anni fa ha da proporci in questa sua Re-mars-tered.

Marte, il pianeta rosso in rovina

Il tutto parte per colpa di una colonizzazione di Marte, poiché l’estrazione dei minerali da quest’ultimo era necessaria visto l’esaurimento nel globo terrestre. A causa di questi lavori molto fuori norma, i dipendenti venivano trattati in maniera poco decorosa, in condizioni pessime e trattati come se fossero dei schiavi, costretti a fare dei turni fuori dalla sopportazione umana. Questa situazione non stava bene, ma ULTOR non sembrava far peso alle lamentele dei suoi dipendenti. A causa di ciò nasce la Red Faction, un gruppo di ribelli che si rivoltano contro l’azienda, scatenando così l’intervento delle difese terrestri EDF che ne prende il controllo e sembra riportare un apparente pace all’interno del pianeta rosso. Purtroppo la pace durerà poco, poiché l’EDF farà di Marte la sua base operativa e per scopi ben poco buoni. Il nostro protagonista, Alec Mason, farà parte di questa ribellioni e lo scopo è quello di rendere il pianeta rosso finalmente una zona di pace, non costellata solo da dittatura rendendo la permanenza inaccettabile, inoltre è spinto dalla volontà di vendetta, visto che il fratello è morto a causa delle forze terrestri. Nonostante le ottime premesse, la storia andrà avanti un po’ a fatica, questo perché non abbiamo una narrazione costante a causa della componente open world che spesso ci spingerà ad abbandonare le questioni principali della storia.

Distruggi tutto!

Il gameplay è molto semplice, la distruzione è alla basa di tutto, visto che il nostro possente martello ha la facoltà di far esplodere tutte le strutture che gli si parano davanti. Nel nostro arsenale non mancano le bocche di fuoco, che ci permetteranno di difenderci dai soldati nemici, anche se bisogna ammettere che quest’ultime non risultano molto “godibili” a causa di un gun-play non proprio fluido. All’interno dell’area di gioco sono presenti ben sei settori, i quali dovranno essere liberati tramite i nostri sforzi di ribellione. Avendo sul luogo anche degli innocenti, dobbiamo stare attenti a non nuocere quest’ultimi in modo da non danneggiare la nostra reputazione contro l’EDF. Piu’ la nostra popolarità nel settore sarà alta e più aiuti riceveremo durante gli assalti. Di fondo il nostro obiettivo e le missioni trattano sempre la stessa cosa: la distruzione totale. Ci saranno volte che dovremo occuparci di edifici interi, mentre altre volte di piccoli stabilimenti o di annessi veicoli. Per spostarci potremo usare diversi mezzi, pure quelli che i nostri nemici usufruiscono per spostarsi da un area all’altra. La modalità di guida è molto “meccaninosa”, ma nonostante tutto non abbiamo riscontrato grossi problemi nei viaggi lunghi. La telecamera di Red Faction: Guerrila è più o meno quella di un Third Person Shooter, ma con inquadrature anche più distanti in modo da permetterci di adocchiare l’area circostante, vista la natura da open world.

Tecnicamente discutibile

Le terre che compongono Marte sono molto grandi, ma purtroppo di fondo si riesce ad avvertire una monotonia pressante, a causa di un design non troppo ispirato. Molti possono accusare questo al fatto che si tratta di un pianeta rosso, ma vi possiamo assicurare che con le strutture presenti in gioco si poteva far molto di più, anziché riutilizzare gli stessi modelli poligonali e spammarli. Fortunatamente il framerate di questa nuova versione è funzionale, abbiamo una fluidità unica che permette al giocatore di godersi ogni singola esplosione che innescherà. Il comparto grafico è stato messo in parte a nuovo, nonostante qualche incertezza negli ambienti, dove si vede che vi è stato un lavoro un po’ svogliato in più settori. Sinceramente ci saremmo aspettati di più da questo punto di vista, perché non vi è alcuna novità rispetto alla versione originale. E’ vero, ai tempi il gioco stupiva come grafica, ma quest’oggi dobbiamo fare un confronto con delle remastered di ottima qualità, il quale Red Faction: Guerrilla sfigura palesemente già dalle prime ore a confronto. Una cosa che c’ha lasciato un po’ stupiti è che la modalità multigiocatore è anche presente nella Remastered. Purtroppo non si tratta di una componente memorabile, anzi, già ai tempi non era molto frequentata nella sua versione originale, si faticava spesso a giocarci. Le modalità presenti risultano classiche e banali, molto ripetitive di fondo e che non appagano la rigiocabilità.

Per quanto riguarda il comparto audio non abbiamo alcuna lamentela, il doppiaggio risulta molto godibile, le voci sono ben scelte e il cast dei doppiatori è rimasto tale e quale a quello originale, non vi sono state modifiche da questo punto di vista. La colonna sonora di Guerrilla ha sempre avuto degli alti e bassi, alcune tracce risultano fuori luogo, mentre altre riescono a evidenziare il momento “memorabile”.

Commento Finale

In conclusione, abbiamo in parte gradito questo ritorno da parte di THQ, la volontà di riproporre alla generazione attuale Red Faction è encomiabile, ma purtroppo i difetti sono evidenti. Ci saremmo aspettati un lavoro di rimasterizzazione un pochettino più attento, perché graficamente non sono stati fatti miracoli ad eccezione della risoluzione e del framerate. La domanda è una: vale la pena acquistare dopo quasi dieci anni Red Faction: Guerrilla? La risposta è semplice, se siete alla ricerca di un gioco senza pretese, potrebbe far per voi, in caso contrario potreste storcere un po’ il naso, poiché il titolo sente il peso dei suoi anni. Il nostro augurio è quello che THQ volga lo sguardo verso il futuro e che puntì a riproporre il brand con un titolo inedito, anziché crogiolarsi sul passato.

 

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Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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