Un titolo dedicato a Hokuto no Ken era richiesto a gran voce, specialmente perché l’ultimo capitolo risaliva all’ormai lontano Febbraio del duemilatredici con Fist of the North Star: Ken’s Rage 2 sviluppato da Koei Tecmo Games. A prendere il timone in mano stavolta è il team che si è occupato in questi anni di Ryu Ga Gotoku – anche conosciuto dalle nostre parti con il nome di Yakuza, com’è possibile presagire dal nome Hokuto ga Gotokuda noi ora annunciato con il nome Fist of the North Star: Lost Paradise – è un titolo che si basa sull’engine della prima saga poc’anzi citata. All’annuncio ha incuriosito tutti questa scelta, anche perché si propone come un gioco “originale”, ma di questo ne entreremo in dettaglio nel vivo di questo provato. Noi abbiamo avuto modo di mettere in anteprima le mani sulla versione completa del gioco nella sua versione giapponese. Speriamo che gradirete quest’anteprima di quel che vi aspetterà ad Ottobre con Fist of the North Star: Lost Paradise.

La Leggenda per come non la conosciamo

Partiamo da una premessa piuttosto importante, prima vi abbiamo anticipato che si tratta di un gioco originale, questo sta a significare che il titolo non segue per quasi nulla la trama dell’opera che conosciamo, nonostante di fondo l’obiettivo è sempre quello. Narrativamente parlando si colloca da prima dello scontro contro Shin, per poi abbattere quest’ultimo scoprendo che la nostra amata Juliache come nel manga di Tetsuo Hara ne è alla ricerca il nostro beneamato eroe – è finita in una città che si fa chiamare Eden. Questo nuovo luogo si propone come un vero paradiso, poiché non vi è scarsità d’acqua e di risorse, cosa che il mondo in cui si ambienta Hokuto no Ken è all’ordine del giorno.

Hokuto ga Gotoku

La presenza di questa nuova città ci fa già capire come con la narrazione del manga o anime non c’entri nulla, inoltre vi è stata apportata qualche modifica anche ad alcuni scontri che possono ammiccare il filone principale. Un esempio è quando Kenshiro arriva da Shin, dove nella versione cartacea si ritrova a confrontarsi in primo luogo con Heart, uno degli scagnozzi di Shin, mentre nel gioco ci ritroveremo solo una schiera di nemici a sbarrarci la strada prima della grande battaglia. Nonostante ciò, il gioco presenta tanti personaggi storici, tra cui possiamo citare uno dei fratelli di Kenshiro, ovvero Toki.

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Il Dragone e l’Hokuto

Il combat system di fondo è quello di Yakuza, ma non ne segue prettamente tutte le meccaniche. Durante gli scontri avremo a disposizione le tecniche tipiche di Kenshiro, che seguono gli insegnamenti della scuola di Hokuto. Sferrare dei colpi rapidi ci permetterà di far azzerare la barra dei nemici rapidamente, ma sarà importante anche stordirli, appunto per questo sono presenti delle tecniche più pesanti e che rendono il personaggio più scoperto ad attacchi esterni. Se riusciamo a stordire i nemici avremo la possibilità di eseguire delle tecniche speciali, questi non sono altri che quelle che abbiamo avuto modo di assaporare nell’anime o nel manga, tutte le tecniche che compongono la scuola di Hokuto.

Hokuto ga Gotoku

Eseguire molte tecniche speciali è fondamentale, questo perché ci permette di caricare la barra della costellazione di Hokuto, che una volta completa, ci permetterà di scatenare l’immenso potere di Kenshiro, strappandosi così i vestiti dalla parte superiore – vi ricorda qualcosa? -. Effettivamente quest’ultima meccanica ricorda l’Heat di Yakuza, dove Kiryu scatena il suo potere una volta riempita l’apposita barra. Le tecniche speciali sono comandate da una serie di Quick Time Event, dove dovremo essere precisi a premere i tasti a schermo, in modo da essere più letali con il nostro nemico. L’albero della crescita delle abilità è praticamente quello che abbiamo visto da Yakuza Zero, diversi percorsi che sarà possibile ampliare ogni volta che accumuleremo punti. In combattimento è possibile usare delle tecniche speciali utilizzando determinati personaggi, ma non vogliamo entrare nel dettaglio di questa meccanica perché potrebbe rovinare la sorpresa a qualcuno.

Hokuto ga Gotoku

Eden città dalle mille possibilità?

Le attività secondarie sono molte, perché Eden è una città piuttosto vasta. Abbiamo avuto modo di testare il Casinò, il Bar e bazzicare in qualche negozio in modo da nutrire il nostro Kenshiro con determinati cibi o bevande, ci permettono di usufruire di alcuni boost unici. Tra le tante attività quella più di nota è in macchina, quest’ultima bisognerà ottenerla con la Storia, ma una volta sbloccata avremo a disposizione varie attività. Tra quelle più importanti vi sono le corse, dove a gareggiare con noi ci saranno i soliti teppisti che troviamo per strada, il percorso inoltre è spesso insidioso e mai costante, dove sono presenti item e boost per il nostro nitro. Con la nostra auto – che a più battute ci ricorda un po’ il bolide nero di Mad Max – ci permetterà di esplorare le terre all’esterno di Eden, permettendoci di visitare queste vaste terrene desolate e predominate dai predoni. Andare all’esterno è importante, perché sarà possibile svolgere delle attività secondarie che ci aiuteranno con la crescita del personaggio.

Hokuto ga Gotoku

Tornando a parlare della nuova cittadina, possiamo dire che l’abbiamo trovata molto simile strutturalmente a quelle che sono presenti nella saga di Yakuza. Quantomeno visivamente è piuttosto ammaliante e ricorda il pieno stile delle ambientazioni post apocalittiche, in questo caso in una situazione di “status” positivo, dove la povertà è quasi un utopia – o almeno all’apparenza -. I modelli poligonali non sono molto vari, inoltre il motore grafico usato non è il Dragon Engine ma bensì quello di Kiwami e Zero, che sente il peso dei suoi anni tecnicamente parlando. Nonostante tutto, visivamente è piacevole grazie allo stile Cel-Shading. Il gameplay dalla mano fattura di Ryu ga Gotoku è un punto a favore, anche se il titolo mette del suo e lo fa in una maniera interessante.

Hokuto ga Gotoku

Ehi, ma quello è Kiryu!

Vi è una piccola curiosità sul comparto audio, poiché a doppiare il nostro Kenshiro non è altro che il doppiatore di Kazuma Kiryu. Più volte gli sviluppatori hanno ribadito che questo non è altro che uno spin-off della saga del Dragone di Dojima, i riferimenti a quest’ultimo sono puramente voluti e anche per questo è stato deciso di usare la base di Yakuza. A marcare ancor di più questa cosa vi è il tema principale “Receive You“, utilizzato sul primo Yakuza e sull’annesso remake Kiwami, qui rimessa a nuova in uno stile più Hokuto.

Hokuto ga Gotoku

Commento Finale

Lo dobbiamo ammettere, Hokuto ga Gotoku ha fatto breccia nel nostro cuore che aspettava un ritorno del leggendario salvatore della scuola di Hokuto da molto tempo. Il capitolo che ci aspetterà a ottobre in Europa sembra promettere molto bene, poiché la base tecnica è ottima e la narrazione lancia degli spunti interessanti. Le terre attorno a Eden sono interessanti e vi è molto materiale da elaborare ed esplorare. Noi non vediamo l’ora di darvi il nostro giudizio con la versione Europea, ma per il momento per noi è promosso.

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