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Bugie d’Aprile – Recensione

Di opere particolari, soprattutto emozionanti, ne abbiamo analizzati a bizzeffe, ma niente è riuscito a colpirci come lo ha fatto Bugie d’Aprile, una lettura dalle noti dolci e amare allo stesso tempo, il tutto “composto” dalla leggiadra mano di Naoshi Arakawa. Bisogna dire che la fama è derivata principalmente dall’opera d’animazione, che di recente ha visto il suo debutto in via del tutto ufficiale attraverso l’emittente streaming Netflix, che si è occupato di portare Bugie d’Aprile doppiato nella lingua nostrana. I diritti della versione cartacea – quella di cui vi parleremo per lo appunto quest’oggi – sono stati acquisiti da Edizioni Star Comics, l’editore perugino che abbiamo scoperto negli ultimi anni non avere timori di affrontare delle sfide nuove con opere particolari come questa. Visto che c’è stata offerta la possibilità di poter dare il nostro giudizio sulla versione cartacea conclusasi da poco, ci siamo fiondati pure noi in una nuova “sfida”. Vi lasciamo al nostro parere sull’opera.

Le note silenziose

Il protagonista, Kosei Arima, un prodigio del pianoforte, che già in tenera età era conosciuto da molti e acclamato per la sua bravura, si ritrova a fronteggiare una difficoltà durissima per un musicista: quella di non sentire più la musica dovuto a un trauma. Il tutto è dovuto alla morte della madre, nonché sua mentore musicale, dopo la sua dipartita il giovane non riesce a sentire le note del piano, nonostante il suo udito non abbia alcun problema. Il tutto si riconduce al trauma infantile, la perdita, il dolore che attanagliano il protagonista lo portano a chiudersi in una bolla di panico, riconducendolo a delle esperienze malinconiche, ma soprattutto brutali.

Un aspetto delizioso della trama è come questa fase venga dipinta come una zona di non colore, dove Arima non riesce a vedere il mondo in maniera normale, ma il tutto è in “Black and White” con la vita che passa nella sua adagiata monotonia. In questo arco riusciremo a fare la conoscenza di Watari, ma soprattutto di Tsubaki, nonché sua vicina di casa con cui è cresciuto. Il vero focus della trama prende piede a causa di Kaori Miyazono, dove alla vista di quest’ultima, Arima riesce a sentire il suono della sua musica e illuminare quel mondo che ormai per lui era diventato “oscuro”. La ragazza sarà la causa del ritorno di fiamma del prodigio del pianoforte.

L’importanza del dolore

La vera storia parte da qui, affronteremo insieme al protagonista delle vicende che hanno delle note amare, ma soprattutto dolorose, ma non mancheranno i momenti di pura gioia. Quello che l’autore trasmette è d’impatto, pagina dopo pagina è possibile palpare il forte status emotivo di Arima e dei suoi compagni. All’interno della narrazione vengono citati e composti dai protagonisti pezzi storici, possiamo citare Chopin tra i più importanti, ma anche Mozart. La potenza dell’opera è palpabile fin dai primi volumi, ma il finale rende questo manga una quintessenza di purezza, esaltando come un raggio di sole un qualcosa di puro e magico, doloroso, che lascia un messaggio importante all’interno del lettore.

Localizzazione e disegni

Il titolo dell’opera ha un ruolo importante all’interno della storia raccontata, appunto per questo non comprendiamo la scelta di usare “Bugie” anziché “Bugia” nella versione italiana, dato che anche nella versione inglese questo viene chiamato Your Lie in April, come vedete la menzogna viene citata in singolare “Lie”. Il titolo giapponese Shigatsu wa kimi no uso è traducibile in italiano in “La tua menzogna nel mese di aprile”, riportando sempre al singolare la parola menzogna. Scelta che ha lasciato un qualche dubbio, ma possiamo almeno confermarvi che la traduzione all’interno dei volumi è ottima, così come il materiale utilizzato per la composizione dei volumi, i quali presentano una sovra-copertina.

Il tratto dell’autore è piuttosto unico, i personaggi non sono sempre molto dettagliati, ma quantomeno riesce a distinguersi dalla massa nel suo genere. La cosa più spettacolare risiede negli sfondi, sempre ben curati e con una cura per i dettagli strabiliante. Le copertine che compongono gli undici volumi presentano un Artwork meraviglioso da vedere, pure nella costina dei singoli volumi.

Commento Finale

L’opera di Naoshi Arakawa non dovrebbe mancare agli appassionati delle storie forti, con un messaggio di fondo e che a fine lettura lasciano un segno. La storia è diluita in undici volumi, tutti di ottima fattura. Come già abbiamo detto, il tratto del mangaka è altalenante, ma riesce a distinguersi dalla massa rendendo un prodotto unico le Bugie d’Aprile. Assolutamente consigliato l’acquisto.

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Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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