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Dead Cells – Recensione

Sostanzialmente Dead Cells non è altro che l’ennesimo metroidvania che viene proposto durante quest’anno sulle svariate piattaforme. Nonostante la premessa molto “comune”, il titolo ha molto da dire, inoltre è stato protagonista di lunghi lavori travagliati che ha visto la produzione passare per un periodo piuttosto lungo di Early Access su Steam. I ragazzi di Motion Twin hanno cercato di esprimere tutto il loro potenziale all’interno di Dead Cells, per offrire sì un titolo metroidvania valido, ma allo stesso tempo una ventata d’aria fresca facendo prestito di alcuni elementi che abbiamo visto spopolare tra i trend di quest’anno. Fondere i Rogue-like con i Metroidvania è sicuramente stata una scelta piuttosto ottima, anche se la prima potrebbe far storcere il naso ai giocatori meno pazienti e che hanno voglia di non impegnarsi più di tanto. Avendo avuto l’opportunità di poter mettere le mani in anteprima sul titolo, vi lasciamo alla nostra recensione per tutti i dettagli.

Tutto inizia dalla morte

Non abbiamo una trama di fondo, se non gli elementi che scoveremo durante le nostre incursioni nei luoghi oscuri del gioco. L’inizio vede il nostro protagonista risvegliarsi in un corpo senza testa, nel quale ci viene detto che siamo una creatura che ogni volta che tira le cuoia, finisce sempre in questa prigione, pronto per ripartire all’avventura. Continuando a proseguire per le varie aree faremo la conoscenza di svariati personaggi, ma narrativamente parlando non aggiungono nulla, se non qualche dettaglio lanciato in un baratro senza fondo.

Dead Cells recensione

Quello che in realtà il titolo vuole esprimere lo fa attraverso la componente tecnica, il quale ci mette fin da subito in difficoltà. Per partire avremo a disposizione una spada piuttosto malconcia, ma almeno avremo la possibilità di scegliere tra un arco base e uno scudo prima di uscire fuori dalle segrete nel quale siamo confinati. Un elemento importante è quello di esplorare alla ricerca del giusto equipaggiamento prima di passare a un area successiva, poiché i nemici hanno una progressione di difficoltà piuttosto frenetica. E’ inutile imparare la mappa a memoria, poiché ogni volta che creperemo alcune aree subiranno delle modifiche, specialmente le segrete, che sono quelle che vengono influenzate maggiormente. Inutile dirvi che spesso ci siamo ritrovati a bazzicare per una decina di minuti prima di trovare l’uscita, questo perché è stata posizionata in quella generazione, in un posto piuttosto angusto.

Dead Cells recensione

La moneta è importante, anche per un entità mezza-morta

Vi abbiamo accennato la presenza di altri giocatori non giocanti, questi si dividono in mercanti e potenziatori. In base alle sfere che otteremo dai nemici, avremo al possibilità di apprendere alcune abilità interessanti, come l’espandere delle nostre sacche per portare l’oro. Altra funzione che ha stuzzicato la nostra curiosità è quella dei perk, che è possibile acquisire tramite l’uso della moneta di gioco. Bisogna stare attenti a quando si spendono monete, perché come avrete ben capito, ad ogni morte perderemo tutto il l’equipaggiamento ottenuto e non vi sarà modo per recuperarlo, inoltre, anche le sfere raccolte post-passaggio dell’hub di potenziamento andranno perse. La morte è molto fastidiosa, questo è sicuro, ma qui in Dead Cells in particolar modo, poiché ci ritroveremo a partire dalla primissima area – per intenderci dove ci siamo svegliati a inizio gioco – e dovremo ripercorrere tutta la strada che abbiamo fatto senza la possibilità di aver alcun checkpoint, rendendo la sopravvivenza molto marcata.

Dead Cells recensione

L’esplorazione è un elemento fondamentale, il gioco nasconde diversi segreti, ma non è solo questo, ogni singolo documento presente ci darà degli indizi sui personaggi che abbiamo incontrato, uno dei tanti esempi è la guardia che incontriamo ad inizio avventura. Trovando i progetti, avremo la possibilità di poter forgiare delle armi, spendendo i giusti materiali richiesti. Il nostro martoriato eroe ha la possibilità di potersi curare con una boccetta, che ricaricheremo ogni qualvolta passeremo nell’hub d’intermezzo. Per muoverci da un area all’altra – ammesso che non siamo morti -, avremo a disposizione un teletrasporto che ci agevolerà il tutto, purtroppo se tireremo le cuoia, il nostro teletrasporto si azzererà.

Dead Cells recensione

Struttura che funziona

I livelli sono studiati a perfezione, son composte da molteplici trappole mortali che non ci agevoleranno particolarmente le nostre vicende. I nemici che compongono il cast di Dead Cells sono variegati e molto tosti da aggirare. Le abilità del nostro personaggio ci vengono incontro alle nostre esigenze, ma all’inizio bisognerà avere molta pazienza sia per padroneggiare i comandi che per avere un equipaggiamento degno per la nostra offensiva. La natura rogue-like è onnipresente, si può dire che il titolo si adagi principalmente su quello.

Al livello grafico non vi è nulla di negativo che si possa muovere verso Dead Cells, proprio perché lo stile è sublime, le mappe sono studiate a puntino e i personaggi risultano molto ispirati nelle loro forme. I rumori e le canzoni di sottofondo sono piacevoli, nulla di particolarmente elaborato, ma che si lascia apprezzare per la sua semplicità. Cosa piacevole è che il titolo non c’ha parato sulla nostra strada alcun problema tecnico, questo è dovuto a un lavoro di limatura durante l’Early Access di tutto rispetto.

Dead Cells recensione

Commento Finale

Concludendo, siamo rimasti molto soddisfatti dalla produzione di Motion Twin, un lavoro eccellente che ammalia nella sua semplicità. Si tratta di un genere di nicchia, che può spiccare e ammiccare solo con chi è fan dei metroidvania e dei rogue-like, mentre per chi non si è approcciato mai a questo genere, bisogna avere una certa pazienza per poter affrontare la suddetta avventura. Per il resto, riteniamo che Dead Cells sia un titolo molto valido, che vale il prezzo al quale verrà venduto, noi siamo molto soddisfatti dal duro lavoro svolto dai ragazzi di Motion Twin. Promosso!

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Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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