GamesRecensioniFeatured

The Inner World – Recensione

The Inner World è uno di quei titoli poco conosciuti che rischia di passare inosservato, in mezzo al mare di indie che coesistono all’interno degli store online. Tuttavia, sottovalutarlo sarebbe un grave errore: si tratta di un titolo curato, divertente e sorprendente, che merita davvero una chance di essere provato. Ma procediamo con ordine.

Sviluppato dai ragazzi tedeschi di Studio Fizbin, un piccolo team comprensivo di venti persone, una pianta e un cabinato di Street Fighter 2 (sì, sul serio), The Inner World fu concepito inizialmente come un progetto minore presso la Filmakademie Baden-Württemberg’s Institute of Animation nel 2010. Nell’estate dell’anno successivo, grazie alla ricezione di fondi da parte del MFG Baden-Württemberg, il team si riuniva ufficialmente sotto il nome con cui è conosciuto adesso, dando così la spinta definitiva al loro gioco.

Ora, dopo cinque anni dalla sua uscita originale, The Inner World approda su Nintendo Switch. Lo abbiamo provato alternando dock e modalità portatile e queste sono le nostre conclusioni.

La premessa

La trama di The Inner World parte da uno spunto interessante: il mondo in cui è ambientato, Asposia, è un buco situato in mezzo al suolo e tutta l’aria necessaria a respirare viene prodotta da tre fontane del vento, supervisionate da una serie di monaci. Tuttavia, un tragico giorno, il vento smette di spirare dalla maggior parte delle aperture.

Come se questo non fosse già abbastanza grave, proprio dalle fontane spuntano fuori una serie di creature serpentine, divinità del vento chiamate Basiliani, che cominciano a pietrificare chiunque abbia la sfortuna di trovarsene uno davanti. Quindici anni dopo, in mezzo al caos, alla devastazione e ai cadaveri pietrificati dei loro concittadini, gli Asposiani trovano riparo nella carismatica figura del monaco Conroy, che si erge a baluardo contro la furia delle divinità, dando inizio ad un vero e proprio regime basato sul terrore religioso che la gente nutre verso i Basiliani.

The Inner World
Le avventure più grandi cominciano nei modi più improbabili…

La trama

Il giocatore assume il controllo di Robert, figlio adottivo di Conroy e unico abitante di Asposia ad avere un naso a forma di flauto, a differenza dello standard striato. Da che ha memoria, Robert ha vissuto la sua intera vita rinchiuso nel palazzo del despota, lavorando per lui e subendone l’orrendo carattere e i soprusi. La situazione cambia, tuttavia, quando un piccione si intrufola nel palazzo, dopo una delle solite arringhe di Conroy al popolo. Il pennuto ruba il suo più prezioso tesoro, un piccolo pendente che si illumina se esposto al vento, portandoselo via. Robert, sentendosi in colpa per l’accaduto, si lancia all’inseguimento del volatile, mettendo piede nel mondo esterno per la prima volta e dando inizio ad un’avventura che cambierà radicalmente Asposia.

The Inner World
Poco dopo aver cominciato la nostra avventura, dovremo già soddisfare alcune richieste degli altri personaggi

Durante il suo viaggio, il giovane naso a flauto farà la conoscenza di una lunga serie di personaggi, uno più bizzarro e assurdo dell’altro: sadici ragazzini che torturano i propri animali domestici, bariste con un senso dell’umorismo particolarmente cinico, creature composte al 96% di veleno (che non perderanno occasione di ricordarcelo), canarini comandanti con indole militaresca e molti ancora.

Nonostante lo sviluppo della trama, superato l’interessante incipit, proceda lungo binari facilmente prevedibili, la caratterizzazione del cast è inattaccabile. Indipendentemente da chi ci troveremo davanti, non potremo fare a meno di affezionarci ai tipi strambi con cui ci fermeremo a parlare, rendendo ogni singolo partecipante del titolo indimenticabile, nel bene e nel male. In particolar modo Laura, la coprotagonista del titolo, si rivelerà estremamente ben sviluppata e accattivante.

Gli enigmi

The Inner World ripesca a piene mani dai sistemi di gioco che contraddistinguono le vecchie avventure grafiche: il personaggio che controlleremo, non necessariamente sempre Robert, si sposterà lungo una serie di scenari fissi (collegati tra loro da caricamenti decisamente troppo lunghi), con la possibilità di interagire con alcuni punti di interesse. Selezionando uno di questi punti, avremo fino a tre azioni disponibili: analizzare l’elemento in questione, per raccogliere informazioni utili; raccoglierlo e porlo nel nostro inventario, per utilizzarlo in un’altra area o mischiarlo ad un altro oggetto; infine, potremo utilizzare il punto di interesse, attivando vari effetti in base al contesto.

The Inner World
Laura si esibisce nella sua espressione preferita; la vedrete spesso, durante l’avventura

La quarta azione, parlare, sarà disponibile soltanto con altri personaggi senzienti o, in rari casi, con oggetti capaci di risponderci. Generalmente, per riuscire a procedere nel gioco, bisogna portare a termine un obiettivo principale che permette di sbloccare una nuova area, che consiste nell’individuare l’oggetto giusto da portare ad un dato personaggio, oppure ottenere la giusta combinazione da utilizzare su un certo punto di interesse.

Chiunque abbia già avuto a che fare con una delle avventure grafiche della LucasArts si sentirà subito a casa, ritrovando un feeling nostalgico difficilmente riproducibile. Tuttavia anche i novizi non avranno problemi: le aree esplorabili non saranno mai più di quattro contemporaneamente. All’interno di una singola zona, poi, avremo un numero piuttosto contenuto di elementi con cui interagire. Esiste, inoltre, la possibilità di evidenziare tutti i punti di interesse disponibili in un’area, così da poter subito individuare se ci è sfuggito qualcosa. Oltre a ciò, nel caso in cui finiremo col non saper dove sbattere la testa, il titolo presenta un sistema di aiuti progressivo che passerà dai semplici indizi a darci le vere e proprie soluzioni di ogni enigma.

Lo stile grafico

L’aspetto grafico di The Inner World è, insieme ai suoi buffi personaggi, uno dei punti di forza più solidi dell’intera produzione. Il gioco è interamente disegnato ed animato a mano, sia durante i filmati che nelle fasi di gioco. Se durante le seconde avremo una fluidità considerevole, ad esempio nei movimenti di Robert o nelle animazioni del resto del cast, le scene di intermezzo possiedono un fastidioso effetto a scatti, particolarmente evidente durante le prime scene e parzialmente corretto con quelle che si presenteranno dalla seconda metà del gioco in poi.

The Inner World
Il mondo di Asposia cela creature velenose nel corpo, nello spirito e soprattutto, nella lingua

Altro elemento fortemente a favore del titolo è il design dei personaggi. Esattamente come la loro personalità, ognuno di essi è unico e mai banale, con una tendenza ad un aspetto molto sopra le righe. Particolare attenzione poi è stata spesa nello studio dei fondali e delle zone di gioco, dove troveremo abbondanza elementi bizzarri. È bene, tuttavia, chiarire che il gioco riesce ad essere perfettamente coerente con qualsiasi cosa introduca. Non darà mai la sensazione di aver disegnato, ad esempio, un palazzo dalla forma arrotondata solo per il gusto di farlo. The Inner World riesce a creare una particolare, delicata armonia facendo uso di molti elementi visivi diversi contemporaneamente, senza mai scadere nel banale o nell’insensato fine a sé stesso.

Colonna sonora

La colona sonora di The Inner World è indubbiamente orecchiabile e accompagna perfettamente le varie sequenze di gioco, ma senza mai risaltare in modo eccessivo.
Se da un lato questo è da considerarsi un pregio, trattandosi di un gioco che fa del ragionare e della calma il suo perno, dall’altro avere delle melodie un poco più memorabili avrebbe certamente fatto piacere. L’eccezione a questa regola sono quelle poche canzoni che Robert suonerà col suo naso. Nelle fasi più avanzate di gioco, il suono utilizzato per queste sequenze è cristallino e le composizioni sono particolarmente ben riuscite. In ogni caso, siamo di fronte ad una serie di temi senza infamia e senza lode, che compiono il loro dovere egregiamente.

The Inner World
Il gioco non si limita a far ridere il giocatore, lasciando spazio a momenti anche molto toccanti

Per quanto riguarda il doppiaggio, sono disponibili esclusivamente due lingue: inglese e tedesco. Questo tuttavia non rappresenta un problema insormontabile, giacché non troveremo termini particolarmente aulici o complicati. Inoltre, il doppiaggio è di qualità veramente alta e curato particolarmente bene, quindi sarà sempre un piacere ascoltare i personaggi esprimersi.

Conclusioni su The Inner World

Ero partito molto prevenuto verso The Inner World e dietro a questo mio sentimento c’erano varie ragioni. La più importante è che avevo giocato un solo altro titolo che appartiene al suo stesso genere e per quanto mi fosse piaciuto, temevo che non sarebbe riuscito a convincermi.

Mi sono dovuto rapidamente ricredere: questo titolo è riuscito a catturarmi grazie alla sua atmosfera sopra le righe e unica nel suo genere, personaggi incredibilmente divertenti e un buon equilibrio nella difficoltà degli enigmi.

Il gameplay poco innovativo terrà lontani tutti coloro che le avventure grafiche non riescono a digerirle. Ma chi volesse esplorare questo genere o tornarci per nostalgia, resterà soddisfatto.

Il gioco è già uscito su PC, Playstation 4 e Xbox One. Può essere acquistato su Nintendo Switch a questo link.

Registratevi sul nostro canale notizie di Telegram per poter rimanere sempre aggiornati su questo gioco e altri titoli!

Tags
Vedi altro

Lee Filippo Maria

Classe '97, ha cominciato ad avvicinarsi ai videogiochi col primo Game Boy Color, restando poi tendenzialmente vicino a Nintendo. L' unica serie capace di rubargli il cuore è Monster Hunter e non rinuncia mai ad una sessione di caccia.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Guarda pure

Close
Close