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Call of Duty: Black Ops 4 – Provato

La buona e cara Activision c’ha permesso di dare uno sguardo ravvicinato al tanto discusso Call of Duty: Black Ops 4, che da quest’anno approccerà a sé solo un comparto dedicato pienamente al multigiocatore online.

Abbiamo potuto mettere le mani solo a quelle modalità classiche dedicate alla competizione, per Blackout avremo modo di testare il titolo nella suddetta modalità solamente da settembre in poi. Da quello che abbiamo provato, ci siamo potuti fare un idea su quello che ci aspetterà quando Call of Duty: Black Ops 4 arriverà sul mercato, vista la sua nuova struttura, ci siamo armati speranzosi di ritrovarci un titolo equilibrato e competitivo allo stesso tempo.

https://www.youtube.com/watch?v=ooyjaVdt-jA

Abbiamo dato inizio alle danze con la modalità Moshpit, che si basa sempre sulla cattura degli obiettivi ma con la variante delle vite. Avremo un quantitativo di vite che sarà condiviso con tutta la squadra, allo azzerare di queste, si finirà per incorrere nella sconfitta più totale. L’idea è molto interessante, perché mette una certa pressione sul videogiocatore, stando attento a come sfruttare la propria occasione di combattimento, evitando di sprecare una vita in un assalto poco calcolato.

Subito dopo siamo tornati a uno dei classici della serie: Cerca e Distruggi. La modalità è sempre molto equilibrata e richiede una certa concentrazione, possiamo dire che nel contesto di Call of Duty: Black Ops 4 è molto funzionale, grazie anche ai perk e le specialità di ogni personaggio che rendono l’approccio molto diverso e imprevedibile. Tra la selezione è presente pure Moshpit Deathmatch, una modalità che ci proietterà sia nel Deathmatch classico a squadre che con quello di Uccisione Confermata. Per poter vincere bisognerà portare sempre il contatore a 75 uccisioni, quindi non abbiamo gran modifiche da questo punto di vista.

La modalità che più c’è piaciuta è quella di Furto, dove avremo nella mappa una valigia con i soldi e dovremo portarla al punto d’estrazione. Nelle uccisioni vi è una variante, se veniamo gravemente feriti non moriremo all’istante, ma strisceremo come con il perk “Ultima Speranza”, in attesa di essere curati o che il nostro carnefice ci sferri il colpo di grazia. Le modalità sono molto numerose e variegati, possiamo confermarvi che abbiamo trovato la struttura piuttosto funzionale al netto di qualche incertezza che vi parleremo nelle prossime righe.

Le sei mappe sono piuttosto ben variegate, anche se per farci l’abitudine si impiega più tempo dei capitoli precedenti, questo è dovuto a una struttura completamente diversa dal solito. La varietà giova anche alle tattiche, perché con gli Specialisti è possibile effettuare combinazioni in base al terreno di gioco, scegliendo con cura con quale equipaggiamento partire. La scelta del personaggio è importante, perché ognuno possiede una specialità e un arma unica, con degli effetti particolari che vanno padroneggiati.

Oltretutto, abbiamo a disposizione una tecnica “finale” come accade su Destiny o Overwatch, una sorta di Ultimate che sprigiona una specialità unica una volta ricaricata la barra apposita. Il resto dell’equipaggiamento è personalizzabile da livello cinque in poi. Per imparare a usare bene un personaggio bisogna impiegare un bel po’ di tempo, perché bisogna capire i punti deboli e come sfruttare le giuste abilità al momento ideale. Inutile dire che è sicuramente un aggiunta che dona un po’ di freschezza alla serie, visto che quest’anno non abbiamo un singleplayer a colmare la longevità.

La scelta di sfruttare una struttura del genere, a nostro avviso, è che Treyarch vuole portare a sé ogni tipologia di videogiocatore competitivo, che sia un giocatore di Overwatch o da uno sparatutto un po’ più tattico come Counter-Strike: Global Offensive. L’offerta proposta nel piatto è molto variegata e se sfruttata bene può donare dei frutti positivi, un online piuttosto equilibrato per ogni videogiocatore, rendendo la competizione piacevole e appagante. Nell’esperienza nostra abbiamo riscontrato qualche bug, ma questo è dovuto al fatto che si tratta comunque di una Build non ancora completa, quindi qualche problema è passabile, ma possiamo confermarvi che quelli da noi riscontrati sono di natura non troppo grave.

Se dobbiamo essere pignoli, forse l’unico problema maggiore risiede nella struttura overlay della versione PlayStation 4 – da noi testata in una console PRO -, al premere del tasto PS o Share, il titolo impiega un po’ di tempo per poi susseguire un micro-lag di qualche secondo impedendo sia la cattura dello screenshot che l’entrata al menù principale della console, o se riesce, lo screen avviene in un punto diverso da quando abbiamo premuto il tasto e il menù si apre con un certo rallentamento che alle volte riesce a far crashare l’intera struttura. Altro problema che capitava spesso è quello delle Texture, quest’ultime impiegavano un po’ di tempo a caricare, ma non per la loro pesantezza, ma a quanto pare per un problema di comunicazione con il server. Quantomeno il framerate è piuttosto stabile, non abbiamo riscontrato problemi da questo punto di vista.

Commento Finale

Il nuovo titolo di Treyarch punta principalmente a chi da sempre ha amato il comparto multigiocatore della serie Call of Duty, visto che Black Ops 4 si è liberato da quella campagna principale che ormai da qualche anno veniva giocata da una fetta di giocatori minima se confrontati a quelli del competitivo. Bisogna farsene una ragione, la struttura è prettamente online e la scelta di Treyarch non ci sembra così folle, visto che il comparto multigiocatore c’è sembrato molto equilibrato e maturato per offrire una competizione ricca e soddisfacente. Noi non vediamo l’ora di mettere le mani sulla modalità Blackout, quindi, ben presto torneremo a parlare di Black Ops 4, per il momento ci riteniamo soddisfatti.

 

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Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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