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Iconoclasts – Recensione

Iconoclasts è un cosiddetto metroidvania creato da una piccola casa indipendente che rispecchia ed omaggia questo genere videoludico.

Joakim “Konjak” Sandberg è l’autore di Iconoclasts: voleva creare un gioco con le proprie forze, interamente da solo, e così è successo.

Con un lavoro di sviluppo di quasi dieci anni il gioco ha subito ritardi, cambi di nomi e continue modifiche.

Per un periodo di attesa così lungo, ne sarà valsa la pena? L’unico modo per scoprirlo è di analizzarlo accuratamente. Seguiteci in questa recensione e vediamo cosa ne pensiamo di Iconoclasts.

 

Il singolare mondo di Iconoclasts

Nonostante il gioco ci proietti in un mondo molto colorato e dalle musiche confortevoli e rilassanti, la storia di Iconoclasts è profonda e seria.

L’Avorio è un liquido, ed è la risorsa più importante del nostro pianeta. L’ordine religioso denominato One Concern regna dittorialmente, sfruttandone le fonti e richiedendone l’esclusivo utilizzo.

Nessun abitante può scegliere che mestiere svolgere, se non per ordine di One Concern e le persone che trasgrediranno gli ordini subiranno una Penitenza, ovvero una morte certa.

 

I trasgressori della legge verranno puniti con la Penitenza…

Robin, la protagonista ed eroina del gioco, è una giovane che svolge l’attività da meccanica in clandestinità, aiutando le persone degli insediamenti situati lontani dalla sicura e tranquilla città principale. Una volta che alcuni agenti dell’ordine scopriranno la sua attività illecita, Robin dovrà farsi strada fra i nemici per salvare se stessa e i nuovi alleati che troverà lungo il suo viaggio per la libertà, anche a costo di dover distruggere One Concern e i suoi agenti.

Il gioco sembra essere una denuncia complottista al nostro mondo consumista, e la caratterizzazione dei personaggi e le loro reazioni agli avvenimenti della storia raccontano di come la gente può reagire all’eccessiva oppressione.

Troppo lungo da leggere…

Senza ombra di dubbio la trama è interessante, ma molto dispersiva e intricata per un gioco improntato sull’azione. Spesso ci ritroveremo a leggere dialoghi troppo lunghi che ci spiegheranno cosa sta succedendo intorno a noi e cosa è successo in passato, confondendo la trama stessa e deconcentrandoci. Tutto sommato sarà interessante vedere ogni sfumatura del gioco e capire i motivi delle scelte del nostro team.

La ragazza iconoclasta in giro per il mondo

Iconoclasts ha un sistema di esplorazione con stanze a blocchi, dove alcune vie ci saranno precluse fino al ricevimento di un nuovo potenziamento. Per avanzare nella storia, spesso dovremo optare per un backtracking delle mappe precedentemente visitate per ricevere un powerup per poter raggiungere un punto prima inaccessibile.

Avanzando nel gioco avremo la possibilità di raccogliere “schemi” che ci permetteranno di equipaggiare delle abilità passive. Questi però non saranno necessarie per avanzare nella storia, ma saranno comunque molto utili per raccogliere altri powerup o materiali per completare il gioco al 100%.

Iconoclasts Recensione
Dovremo ingegnarci per riuscire a prendere tutti i materiali, ma non impazziremo mai…

Durante lo svolgimento della storia, potremo allearci con dei personaggi e formare un vero e proprio party. Questi nostri amici però, saranno controllati dal computer, e non ci sentiremo parte di una squadra, come il gioco invece vorrebbe darci l’impressione.

Solo in alcuni rarissimi casi potremo usare un personaggio del party, ma in questi brevi attimi non saremo trepidanti, questo perché non sarà uno stravolgimento del gameplay, ma semplicemente una necessità per procedere nella storia.

Un aspetto fortemente deludente è la pesante assenza di potenziamenti permanenti. A parte un quasi letterale paio di potenziamenti alla nostra chiave inglese o armi nuove, il gioco non soddisfa i più appassionati dei metroidvania. Non avendo un catalogo di collezionabili notevole, l’entusiasmo per l’esplorazione svanisce, lasciandoci l’amaro in bocca.

D’altra parte, le battaglie contro i boss – circa 20 – non saranno semplicemente un continuo sparare proiettili contro di lui, ma necessiteranno di strategie e meccaniche individuali per ognuno d’esso.

Passami una chiave inglese!

Andiamo a vedere i comandi del gioco:

  • grazie allo stick sinistro o al DPAD muoveremo Robin
  • con Y o R spareremo con la nostra arma, che se tenuto premuto potremo caricare per un colpo più potente
  • il tasto A o ZR servono ad utilizzare la chiave, se premuto colpiremo, tenendo premuto invece roteerà per un breve periodo
  • col tasto X cambieremo le armi a nostra disposizione
  • con B salteremo
  • ed infine con + apriremo il menù che ci permetterà di guardare la mappa del livello o di visualizzare gli oggetti che avremo raccolto

Purtroppo grazie ai pochi potenziamenti, il gameplay non varierà granché dall’inizio, rendendo il gioco molto lineare, e seppur non scontato, comunque troppo facile anche alla difficoltà maggiore.

Pixel art meccanica

Colorato e dettagliato al massimo, Iconoclasts è una perla grezza in pixel art.

La pixel art è un punto di forza delle produzioni di Joakim Sandberg. Il produttore stesso dichiara che per svolgere appieno dalla testa alla coda i suoi videogiochi non si vuole impegnare in grafica 3D, troppo complicata da attuare per una sola persona e per un progetto così vasto.

È da riconoscere il buon lavoro di Konjak per questo comparto. La grafica del gioco è molto piacevole agli occhi, grazie al buon uso di colori per dare profondità ai vasti scenari. Inoltre le animazioni di Robin e degli NPC è fluido, e seppur lo schermo non sarà mai troppo trafficato da elementi esterni, il gioco non subirà cali di framerate.

Armonia di ingranaggi

Poco da dire sulla colonna sonora e gli effetti sonori di Iconoclasts, che svolgono egregiamente il loro compito mescolandosi armoniosamente fra di loro. Sapevate che anche i chiptune e gli effetti sonori sono opera dello stesso Konjak?

Nella pacifica Blockrock ascolteremo piacevolmente ogni singolo passo di Robin, che non saranno fastidiosi come gli effetti sonori di altri pessimi giochi, accompagnato da una piacevole e frizzante musica. Ma con l’avvicinarsi dei cattivi l’allegria lascerà la stanza, sostituita da un effetto più cupo e noire.

Conclusioni

Iconoclasts è un gioco profondo, ma troppo dispersivo. È molto bello, colorato, con una colonna sonora azzeccata ed un gameplay immediato da padroneggiare, ma lascia perplessi su alcuni fronti.

Tuttavia consigliamo l’acquisto, anche per premiare il grande impegno di Konjak, che ha praticamente lavorato interamente da solo su questo progetto.

Iconoclasts è disponibile per PC su Steam o GOG, per PlayStation 4 e Nintendo Switch.

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Giovanni Panoga

Videogiocatore di non troppa vecchia data e appassionato di viaggi mal organizzati. Nel tempo libero lavora.

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