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Monster Hunter Generations Ultimate – Recensione

Il Monster Hunter definitivo!

Dopo una lunga attesa e vari scongiuri, arriva in Occidente Monster Hunter Generations Ultimate, titolo Capcom che propone di ampliare quanto visto con Monster Hunter Generations. Molti sono rimasti piuttosto delusi da quanto offerto da Generations, data l’assenza del Rango G ed altro che sicuramente allunga il già vasto endgame di Monster Hunter.

Seguendo il modello sempre adottato in Oriente, Capcom ha deciso di farci arrivare Generations sotto forma di due titoli separati, Monster Hunter Generations Ultimate migliora ed aggiunge moltissimo rispetto al predecessore.

Al giocatore è data anche la possibilità di trasferire i suoi dati di gioco da Generations a questo nuovo titolo, tramite una app.

Inizialmente per i giocatori di Monster Hunter: World non sarà affatto facile abituarsi ai comandi di questo titolo, che mantiene l’impostazione arcade classica. Invitiamo comunque tutti a provarlo, e vi guideremo passo dopo passo ai dettagli di questa magnifica perla che fortunatamente è giunta anche da noi!

Cosa cambia rispetto a Monster Hunter Generations?

Come accennato sopra, Monster Hunter Generations Ultimate non è altro che un’espansione e miglioramento del predecessore, che permette di rinnovare la formula degli stili e molto altro!

Per la precisione, il titolo è sbarcato in Oriente molto prima col nome di Monster Hunter Double Cross, ma non presenta sostanziali differenze. Sfortunatamente, i due titoli non possono interagire tra di loro, ma non c’è da stupirsi: è sempre stata una politica ricorrente per Capcom.

Fra i cambi più evidenti ricordiamo l’aggiunta di due nuovi stili, ribattezzati coi nomi di Valoroso e Alchemico, che si sommano ai quattro stili che già conosciamo bene. A dirla tutta, anche gli stili già presenti hanno subito dei ritocchi, in modo da rendere tutto più ottimale ed equilibrato ai fini del gameplay.

Il sogno proibito del Rango G si realizza pure, aumentando di davvero tanto la già esagerata longevità di Generations. Senza menzionare la presenza di nuove armi, armature, talismani e mostri introdotti per l’occasione, una cosa non da tutti i giochi.

Monster Hunter Generations Ultimate recensione solcacieli

Segnaliamo inoltre l’importante aggiunta del “Transmog” che consente di cambiare aspetto alla propria armatura, permettendo anche ai cosiddetti fashion hunter la possibilità di giocare con set più competitivi ma esteticamente peggiori!

Per noi occidentali un altro cambio interessante è costituito dal fatto che il gioco non approderà su Nintendo 3DS, ma solo su Nintendo Switch. Vedremo quindi un upgrade soddisfacente a 720p su portatile, sicuramente migliori dei 240p a cui eravamo abituati.

Lo stile Valoroso

Una delle maggiori novità di questo titolo è costituita dai due nuovi stili aggiunti, tra cui il Valoroso, che molti conosceranno invece come “Brave”. Nonostante gradissimo di più il nome originale, la sua forza rimane indiscussa, essendo un’ottima scelta per molte armi.

In parole povere, questo stile spinge il giocatore a non rinfoderare l’arma, ma al contrario a tenerla sguainata, per caricare un’apposita barra. Una volta caricata, entreremo in una modalità particolare, caratterizzata in base all’arma da nuove mosse o opzioni, in alcuni casi devastanti, come ad esempio su Spadone e soprattutto su Balestra pesante!

Impossibile dimenticare come sia possibile evitare gli attacchi frontali premendo Y, che permette di caricare la nostra barra difendendoci allo stesso tempo. Ovviamente potremo anche combinare attacchi normali a Y per caricare in fretta la barra, dato che lo scopo è entrare in modalità Valorosa il prima possibile.

Monster Hunter Generations Ultimate recensione valoroso

Non fatevi ingannare però, su molte armi si presenterà come una scelta subottimale, sacrificando a volte DPS (cioè danni). Invece, su armi come la Balestra pesante, avrete molta più mobilità e una capacità maggiore di infliggere danni, avendo anche la garanzia di una buona difesa da pericolosi attacchi frontali.

Con questo stile potete equipaggiare una sola Arte di Caccia. In molti casi perderete alcuni attacchi prima di entrare in modalità Valorosa, ma non vi riguarda se lo usate sulle armi giuste.

Lo stile Alchemico

Il secondo stile introdotto è Alchemico, caratterizzato da un sistema unico ed abbastanza bizzarro. Possiamo equipaggiare ben 3 arti di caccia, proprio come quello offensivo, ma presenta notevoli differenze.

Anche qui abbiamo una barra, che si riempie col passare del tempo o attaccando, e che possiamo impiegare per sintetizzare degli oggetti. Per la precisione, avremo accesso ad un barile che se scosso un certo numero di volte produrrà diversi oggetti speciali.

Monster Hunter Generations Ultimate recensione alchemico

Altra caratteristica unica è la possibilità di usare la Modalità SP su tutte e 3 le arti di caccia, cosa non possibile con gli altri stili!

I mostri aggiunti

Come in ogni nuovo Monster Hunter, la presenza di nuovi mostri è il minimo indispensabile per essere definito tale. Generations Ultimate stupisce e introduce il nuovo mostro flagship Valstrax ed altri che scoprirete più in là!

Monster Hunter Generations Ultimate recensione valstrax

Volti già conosciuti come il Malfestio, il Mizutsune, il Diablos, Astalos, Ceanataur e la Gammoth si ripresenteranno sotto nuove spoglie per darci ancora del filo da torcere, godendo di moveset diversi per mettere alla prova le nostre doti di caccia.

Monster Hunter Generations Ultimate recensione diablos valoroso

Modifiche alle armi ed agli stili

Per aggiustare qualcosa di squilibrato su Generations, Capcom ha ben pensato di rivedere i vecchi stili per migliorarne le meccaniche. Onestamente, i cambi effettuati si sono rivelati abbastanza azzeccati per dare equilibrio al gameplay.

Per esempio, lo stile Ombra su Spadone prima non era il massimo, poco versatile rispetto a Gilda, per via della difficile mira dopo la schivata. Tuttavia, su Generations Ultimate sarà perfettamente viabile e fluido, un’esperienza sicuramente migliore rispetto a prima!

Monster Hunter Generations Ultimate recensione stile ombra

Le novità non terminano, alcuni dettagli più tecnici sono stati cambiati, come ad esempio la forza dei nostri compagni Felyne o alcuni attacchi di tipologie di armi. Tutto questo per adattarsi anche alle nuove armi introdotte col Rango G!

Un’occhiata al gameplay

Il gameplay si presenta migliorato notevolmente rispetto ai predecessori, essendo l’evoluzione di un combat system che va avanti dal primo titolo. Tuttavia, i più titubanti saranno i giocatori di World, che saranno costretti a fare i conti con il normale sistema arcade che ha caratterizzato la serie.

La presenza degli stili conferisce molta varietà al gameplay, proprio come in Generations, anche se non a tutti potrebbe piacere questa impostazione. Nonostante ciò, lo stile Gilda può essere scelto per un’esperienza più fedele possibile ai vecchi titoli; scelta comunque sconsigliata per alcune armi, dati gli enormi vantaggi che offrono alcuni stili.

Monster Hunter Generations Ultimate recensione stili di caccia

Proprio come nel predecessore, sarà possibile giocare nei panni del Felyne (Cacciamiao) per alternare il cacciatore, ottenendo l’accesso a uno stile di gioco differente e simpatico.  Non mancano ovviamente aggiunte anche ai nostri amici Felyne, che escono migliorati rispetto a Generations.

La presenza dei due nuovi stili e di altre modifiche nelle meccaniche si sente eccome, anche grazie alla nuova modalità SP che dà nuovo valore al gioco cooperativo. Quest’ultima aggiunta permette di conferire bonus all’intero team in base allo stile usato da chi riceve il bonus, e per attivarla dovremo prima equipaggiare questa modalità ad un’arte di nostra scelta.

Per evitare situazioni sbilanciate, l’arte con tale modalità si caricherà più lentamente, motivo per cui un effettivo abuso della modalità SP può avvenire più facilmente con lo stile Alchemico, che può equipaggiarla a tutte e 3 le arti!

Concludiamo dicendo che ci sono 4 livelli di modalità SP, accessibili solo con stile Alchemico, ognuno con i suoi benefici e pregi.

Il lato tecnico

Fino ad ora siamo stati molto soddisfatti da questo titolo, però dobbiamo anche tenere conto di altri fattori. Dal punto di vista prettamente tecnico, vi sono diverse considerazioni da fare.

In primis, le texture sono di bassa fattura, ci aspettavamo un lavoro migliore, ma su Nintendo Switch risultano abbastanza vecchie e fuori luogo. In secondo luogo, l’ottimizzazione non è proprio delle migliori, ma il gioco resta pur sempre godibile e non abbiamo rilevato problemi seri.

Per chi se lo stesse chiedendo, il gioco va a 30 fps stabili e fissi, proprio come il suo corrispettivo per 3DS. Anche se avere 60 fps sia indubbiamente meglio, i 30 stabili sono migliori per sfruttare alcune meccaniche più avanzate nel gioco, come il MOI (Moment of Invincibility), che sarebbe composto dai frame di invincibilità che abbiamo in determinati frangenti.

Monster Hunter Generations Ultimate recensione diablos

Per quanto riguarda la risoluzione non ci lamentiamo, 720p in modalità portatile vanno abbastanza bene, e in modalità dock l’aumento di risoluzione ci ha soddisfatti. Per chi fosse curioso, sia Generations Ultimate che World utilizzano lo stesso motore grafico, cioè MT Framework, che è proprietario di Capcom.

La scelta di tale motore grafico va ricercata nel fatto che Capcom stessa ha preferito fare affidamento a risorse interne piuttosto che di terzi, garantendoci due prodotti ottimi.

Critico come sempre il consumo di batteria, ma non c’è da stupirsi, i giochi più esigenti impiegano processi più “pesanti”.

Collaborazioni e molto altro!

Monster Hunter può vantare come sempre una vasta gamma di collaborazioni con altre serie. Ad essere annunciata per prima, ricordiamo quella con The Legend of Zelda, che era stata resa disponibile pure in Giappone.

Sfortunatamente, non avremo accesso a tutte le collborazioni presenti nel Sol Levante, ma potremmo averne di nuove. Detto ciò, la ingente mole di DLC gratuiti influisce notevolmente sulla longevità del titolo, che è già spaventosa.

Un ripasso della storia di Monster Hunter

Passiamo brevemente in rassegna l’evoluzione di questa serie, partendo dai primi capitoli.

Il primo titolo è Monster Hunter (PS2) che molti conosceranno come l’emblema della serie, a partire dalla sua iconica copertina col Rathalos. In seguito, abbiamo assistito ad un remake su PSP, sotto il nome di Freedom, a cui sono seguiti altri 2 esponenti con la stessa dicitura, tra cui lo storico Freedom Unite.

Con Monster Hunter Tri assistiamo ad una rinascita della serie su Nintendo Wii, con le sue novità ma anche tanti difetti. Monster Hunter 3 Ultimate perfeziona quanto proposto dal predecessore e ci riesce abbastanza bene, approdando sia su 3DS che Wii U.

Monster Hunter Generations Ultimate recensione villaggio

A chiudere il ciclo dei giochi su Nintendo 3DS ci pensano il 4 Ultimate ed infine Generations, che introduce gli stili di caccia. Questi due ultimi titoli hanno fornito ottimi spunti per la serie e quindi anche per Generations Ultimate, che ne fa tesoro.

Sul versante opposto si colloca Monster Hunter: World, che abbandona molte delle vecchie meccaniche per aggiungerne di nuove e più “comode”. Senza dubbio la Quality of Life è stata migliorata di moltissimo grazie a sagge scelte di game design e programmazione, lasciandosi alle spalle alcune meccaniche più arcade.

Non fatevi ingannare da questo stile diverso, che vi potrebbe erroneamente ricordare altri titoli, poiché non è altro che il continuo divenire di uno stile arcade, sempre più tendente al realismo.

Su Generations Ultimate non avrete la stessa interazione con l’ambiente, ma sicuramente un’esperienza più lunga e molto più tecnica e complessa, anche grazie agli stili e alle arti di caccia.

Uno sguardo al passato, ma con la testa al presente

Sebbene molti giocatori di Monster Hunter: World si siano lamentati dell’eccessiva nostalgia che emana questo titolo, controbattiamo dicendo che in realtà è sia moderno che “nostalgico”.

Alla base del più noto titolo. cioè World, ci stanno molte meccaniche delle armi di Generations Ultimate, poi integrate e implementate in nuovi moveset. La presenza degli stili ha sicuramente aiutato a ridefinire le mosse di alcune armi, che necessitavano sicuramente di una bella rinfrescata.

Monster Hunter Generations Ultimate ha sì elementi old, ma allo stesso tempo contiene innovazioni che rendono il tutto più divertente e variegato.

Monster Hunter Generations Ultimate: l’esperienza completa che cercavamo?

Arriviamo alla fine di questa recensione con il verdetto finale, che fortunatamente possiamo esporre visto che il gioco è stato localizzato dopo un’estenuante attesa.

Le modifiche e le numerose aggiunte alla base del titolo, cioè Generations, hanno reso giustizia a questa digressione spin-off di Monster Hunter, snobbata per l’assenza di Rango G. I due nuovi stili e la modalità SP aggiungono un nuovo grado di sfida e un nuovo metodo per giocare, che sono sempre cosa ben graditain questa serie.

La transizione da Nintendo 3DS a Nintendo Switch non è avvenuta nel migliore dei modi, ma è certamente necessaria per segnare l’inizio di una nuova epoca. Giustifichiamo la HUD scadente e le texture deludenti come difetti di un normale porting da 3DS a Switch, visto che Monster Hunter Double Cross è uscito più di un anno fa.

Monster Hunter Generations Ultimate recensione missione compiuta

Se lo reputiamo il titolo definitivo della serie? Ogni Monster Hunter ha qualcosa da dire, però Generations Ultimate combina perfettamente il fascino arcade/retrò al fascino più moderno, creando un connubio perfetto all’interno della serie.

D’altronde, con la più grande varietà di mostri, nuovi stili e la possibilità di visitare i posti storici della serie sia in modalità portatile che fissa, cosa potremmo chiedere di più?

Ringrazio la Taverna del Cacciatore per il supporto dato ed anche la community di Monster Hunter Italian League, sempre partecipe e pronta a dare una mano.

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Marco Giordano

Grande fan dei generi di stampo orientale, predilige quasi ogni genere purché motivato da scelte estetiche o da una trama solida. Attratto non solo dal lato informatico dei videogiochi, ma anche dal loro aspetto stilistico ed economico.
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