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Shadow of the Tomb Raider – Recensione

E’ difficile dimenticare il duemilatredici, poiché è stato l’anno del rilancio di Tomb Raider su una piattaforma moderna, dopo l’arrivo dell’ormai Tomb Raider: Underworld che era già all’epoca invecchiato male. Il nuovo capitolo si è presentato fin dall’inizio come un reboot della serie, dove il nostro approccio non era con una Lara Croft esperta come eravamo stati abituati, bensì con una archeologa ancora inesperta, meno sicura e che si ritrova per la prima volta in una situazione piuttosto nefasta. Il pubblico ha accolto questa “novità” con molto scetticismo, anche se una parte di questi confidava nel lavoro dei ragazzi di Crystal Dynamics. Il primo capitolo ebbe successo, a seguito arrivò sul mercato Rise of the Tomb Raider, nonché il seguito di questo reboot, che per il primo anno si è prefissato essere un’esclusiva di un anno per la console di casa Microsoft. A distanza di ormai cinque anni, siamo qui a parlare del terzo capitolo di questa nuova serie, che si presenta con una Lara più matura, che per via degli eventi ha acquisito una sicurezza maggiore rispetto all’inizio, che è pronta ad affrontare tutte le tipologie di ostacoli che gli si pareranno lungo il percorso. Il buon Shadow of the Tomb Raider è stato sotto esame per un po’ di tempo da parte nostra, abbiamo avuto modo di provarlo a Milano e oggi siamo qui per darvi il nostro giudizio finale con questa recensione. Non ci resta che augurarvi una buona lettura!

L’Ombra di una trama funzionale

Bisogna fare una premessa, Shadow of the Tomb Raider è in tutto e per tutto un sequele dei precedenti, riprende la storia quasi da dove l’avevamo lasciata, continuando la fitta rete che coinvolge gli antagonisti che compongono il gruppo chiamato con il nome Trinità. La nostra Lara Croft nelle prime fasi di giochi ci viene introdotto attraverso alcuni FlashBack e FlashForward, tornando poi a un punto cardine che ci spiega la storia come si deve. Il principale obiettivo questa volta è quello di sventrare i piani della Trinità, che è pronta ad accaparrarsi una reliquia importante per ricreare il mondo senza sofferenze. Appunto per questo la nostra eroina sarà spinta dalla volontà di voler salvare il mondo, mettendo però in mezzo anche degli avvenimenti personali, trovando così la forza anche nella vendetta verso chi l’ha privata di un elemento a lei molto caro.

 

La composizione della storia è molto valida, questo perché non vi sono spazi morti durante la narrazione e spesso viene arricchita di dettagli che condiscono un background di tutto rispetto, forse uno dei più alti punti di questa nuova saga. La possibilità di poter anche esplorare alcuni aspetti di Lara che finora ci sono stati nascosti, rende il tutto ancor più intrigante, permettendoci anche di godere di forti emozioni, grazie a scene di grande impatto. A livello di regia siamo a una qualità molto elevata, questo perché il motion-capture effettua un lavoro magistrale, condito da un ambiente ricco di dettagli. La longevità è piuttosto buona, abbiamo impiegato all’incirca tredici ore per poter portare a termine solo la storia principale.

 

La maturazione dell’archeologa

La nostra Lara Croft è maturata, come vi abbiamo già anticipato, ma non mancheranno scene nel quale la vedremo sempre nelle vesti di una ragazzina che combina guai, che molte volte è piuttosto ingenua e che si lascia raggirare facilmente. Credo che questo sia dovuto alla volontà di non volerci proporre una “archeologa esperta”, ma per metterci sul piatto una ragazza che nonostante la sua maturazione ha ancora molto da imparare.

Siamo felici di poter dire che le città che andremo ad esplorare sono ricche di missioni secondarie, oltre che finalmente l’interazione è piuttosto vasta. Sarà possibile interagire con molti oggetti, tra questi vogliamo citare il grazioso Lama – che se ne troviamo e accarezziamo un determinato numero, ci sbloccherà un trofeo – e la possibilità di poter parlare con quasi tutti gli abitanti che compongono la cittadina nel quale ci troviamo. Il gioco ci offre la possibilità di poter godere di un esperienza di gioco personalizzata, dato che la difficoltà è regolabile in tre campi importanti – che non vi citiamo per non rovinarvi la sorpresa -.

 

Scegliere è importante

Il lato tecnico è quasi paragonabile nel gameplay a quello di Rise of the Tomb Raider, anche se in questo caso sono state fatte alcune aggiunte che ne migliorano l’approccio. Stavolta la nostra archeologa avrà la possibilità di mimetizzarsi con l’ambiente circostante, ma non solo attraverso i cespugli, ma sarà possibile utilizzare del fango per poter diventare un tutt’uno con una parete imbrattata a sua volta di fango. La componente Stealth è molto più marcata, ma il gioco non obbliga quasi mai al giocatore a utilizzare questo approccio, anzi, spinge spesso a valutare con calma e in tutta libertà. Anche questa volta è presente uno sviluppo del personaggio, il tutto avviene attraverso un albero delle abilità che è possibile accedervi una volta raggiunti un accampamento, dove sarà possibile investire i punti potenziamento accumulati attraverso la barra d’esperienza. Anche le armi hanno una loro progressione, questi evolvono in base ai materiali che abbiamo a disposizione e possiamo assicurarvi, che potenziare completamente un arma richiede molto tempo, pazienza e sopratutto un buon occhio per la ricerca dei materiali fondamentali. Sempre all’accampamento è possibile selezionare un costume, che non fungerà solo da fattore estetico, ma ognuno di questo offre delle abilità uniche per la nostra cara eroina.

 

L’elemento da sopravvissuta è molto più marcato ed evidente rispetto al capitolo di cinque anni fa o al recente Rise of the Tomb Raider. Affrontare grandi gruppi di nemici non è mai così facile come possa sembrare, visto che l’intelligenza artificiale è stata migliorata rispetto ai capitoli precedenti, dando il giusto mordente per appagare il giocatore che cerca una sfida durante la sua avventura. La cosa che giova ancor più alla varietà sono i nemici, visto che affronteremo quest’ultimi in tantissime salse e tipologie. Altro elemento fondamentale di cui non vi abbiamo parlato sono gli enigmi, che questa volta si propongono con una difficoltà non troppo eccessiva come i precedenti, ma che riescono ad essere a loro modo interessanti e allo stesso tempo intrecciati.

 

Componente tecnica che funziona, ma non eccelle

La componente grafica è di ottima qualità, anche se alcuni asset ci sembrano che siano stati riciclati dal precedente capitolo, ma nonostante ciò, abbiamo goduto di un ottima resa, avendo giocato il titolo per intero nella modalità grafica. Le modalità che vi abbiamo citato non sono altro che le opzioni per chi possiede una Xbox One X o una PlayStation 4 Pro. Il gioco ci chiederà se preferiamo una grafica più pulita e dettagliata o un framerate più fluido, ma nel quale la resa grafica si attesta sulla norma senza toccare grandi vette. Le performance nella modalità grafica sono sempre state ottime, non abbiamo riscontrato alcun calo, mentre per la modalità framerate, possiamo assicurarvi che la differenza si nota, ma in entrambi i casi l’esperienza è pressoché godibile senza problemi.

 

Il comparto audio tocca vette eccelse, principalmente grazie a una colonna sonora che riesce sempre a enfatizzare il momento narrato, specialmente durante le situazioni più toccanti e delicate della storia di Shadow of the Tomb Raider. Il doppiaggio italiano è anch’esso buono, abbiamo una Benedetta Ponticelli nei panni di Lara Croft che riesce a donarle un espressività unica e soddisfacente, anche se dobbiamo ammettere che certe volte il labiale non è in sincro con l’audio, facendo un po’ storcere il naso così al giocatore più attento e pretenzioso.

 

Commento Finale

Concludendo, siamo rimasti molto soddisfati da quello che Shadow of the Tomb Raider è riuscito a darci nelle sue ore di gioco, questo perché abbiamo una narrazione molto più matura e dai toni molto oscuri, dando giustizia a quella che è un icona: Lara Croft. Anche la colonna sonora e il doppiaggio fanno il loro ottimo lavoro, forse l’unica cosa di cui possiamo lamentarci è proprio del doppiaggio non proprio sincronizzato in alcune scene e di diversi bug durante l’arrampicata. Noi ci sentiamo in dovere di premiare gli sviluppatori di Crystal Dynamics con un voto molto alto, visto il prodotto di alta fattura che sono riusciti a sfornare.

 

Shadow of the Tomb Raider

Riassumendo

Concludendo, siamo rimasti molto soddisfati da quello che Shadow of the Tomb Raider è riuscito a darci nelle sue ore di gioco, questo perché abbiamo una narrazione molto più matura e dai toni molto oscuri, dando giustizia a quella che è un icona: Lara Croft. Anche la colonna sonora e il doppiaggio fanno il loro ottimo lavoro, forse l’unica cosa di cui possiamo lamentarci è proprio del doppiaggio non proprio sincronizzato in alcune scene e di diversi bug durante l’arrampicata. Noi ci sentiamo in dovere di premiare gli sviluppatori di Crystal Dynamics con un voto molto alto, visto il prodotto di alta fattura che sono riusciti a sfornare.

 

Overall
9/10
9/10

Pros

Trama funzionale e ricca di dettagli importanti

I luoghi che compongono l’intera narrazione sono molto variegati e curati

La possibilità di poter esplorare ambienti sempre vasti e ricchi di contenuti

Un ottima varietà di nemici

Colonna sonora impeccabile

Cons

Alle volte il doppiaggio italiano è fuori sincro
Diversi bug durante le scalate

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Federico Molino

Ha viaggiato in innumerevoli mondi, ha combattuto i peggiori nemici e alla fine è giunto qui. E' ossessionato dagli JRPG e in un altra vita si pensa che fosse uno Shiba Inu.

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