Chi come noi ha vissuto l’epopea di Kenshiro – conosciuto in terra nostrana con il nome di Ken il guerriero – può assaporare una nostalgia unica grazie a Fist of the North Star: Lost Paradise. L’era del guerriero di Hokuto si è fatta ultimamente più marcata anche grazie alla messa in onda del film Ken il Guerriero – La leggenda di Hokuto che è stato trasmesso nei cinema per due giorni per celebrare il trentacinquesimo anno della serie di Buronson e Tetsuo Hara.

Fist of the North Star lost paradise Recensione

Oggi siamo qui per parlare della nuova produzione videoludica che è curata dai creatori di Yakuza o Ryu Ga Gotoku se preferite -, uscito già in Giappone da un po’ di tempo e che finalmente vede luce anche da noi. Di videogiochi dedicati a Kenshiro ne abbiamo visti molti negli ultimi anni, anche se a nostro avviso quelli più di rilievo sono pochi, come ad esempio quello uscito ai tempi sulla prima PlayStation che ripercorreva in una serie di scontri tridimensionali tutta la narrazione, per poi anche focalizzarsi in battaglie mozzafiato contro i nemici più imponenti.

Altra produzione degna di nota è la saga di Ken’s Rage curata da Omega Force, due musou dedicati al nostro fatidico guerriero che ripercorreva a perfezione tutta la narrazione.

Possiamo dunque parlavi finalmente di un prodotto originale, che si distacca da tutti gli esperimenti che finora abbiamo avuto modo di palpare con mano, con una storia totalmente inedita che rivisita anche degli eventi che abbiamo già conosciuto grazie alle varie trasposizioni. Volete sapere se il nostro guerriero di Hokuto è degno del nome che porta? Scopritelo in questa nostra recensione!

Tutto per amore

La storia parte con Kenshiro intento a vendicarsi di Shin, il quale diverso tempo prima aveva lasciato il nostro giovane eroe in fin di vita portandosi via la nostra amata Yuria. Dopo uno scontro all’ultimo sangue, veniamo a conoscenza che la giovane non si trova più nel palazzo del biondo tiranno, ma che è andata via.

Poco dopo ci ritroveremo dispersi nel deserto, alla ricerca della nostra amata, con le forze arrivate allo stremo con un conseguente svenimento. Al nostro risveglio apprenderemo da alcuni abitanti del villaggio che Yuria è passata da lì, che sembra essere addirittura malata e accompagnata da alcuni sudditi.

La traversata di Yuria sembra puntare a un luogo utopistico chiamato Eden, una terra che nonostante la crisi post-apocalittica è sopravvissuto ed è ricco di provviste partendo dal mangiare fino ad arrivare all’acqua, quale fluisce senza alcun problema e in grande quantità.

Fist of the North Star lost paradise Recensione

Il nostro giovane eroe è determinato, dunque si dirige verso questa fantomatica terra di salvezza scoprendo che per accedervi vi è bisogno di un permesso. Con grande furbizia riesce a introdursi, ma le avversità che lo attendono sono veramente tante e la ricerca di Yuria non è l’unica cosa a cui dovrà dedicarsi.

La narrazione di fondo è funzionale, ripercorreremo alcuni eventi storici della saga, ma allo stesso tempo ci avvicineremo a una vicenda nuova che ruota attorno a Eden e alla sua governante Xsana, una giovane ragazza che si è ritrovata tutto ad un tratto a dover gestire questo fantomatico luogo paradisiaco agli occhi esterni.

Uno degli elementi più funzionali è come questi nuovi personaggi si adattano perfettamente alle vicende della storia, trovando una credibilità unica adattandosi allo stile che Buronson e Tetsuo Hara c’hanno donato negli anni d’oro. Per portare a termine tutti i capitoli della storia avremo bisogno all’incirca un dodici ore piene, le quali sono veramente molto intense e ricche di battaglie non proprio semplici.

Fist of the North Star lost paradise Recensione

Il Dragone di Hokuto

Parlando di gameplay, abbiamo una struttura molto simile a quella vista nei capitoli di Yakuza, ma il tutto è inserito nel contesto di Kenshiro. Le tecniche a nostra disposizione sono variegate, partendo dalle mosse speciali dell’Hokuto Shinken, attivabili riempiendo una barra a forma di teschio situata accanto all’energia dei nostri nemici.

Per attivare una tecnica dell’Hokuto Shinken basterà premere cerchio una volta riempita la barra poc’anzi citata, in questa cut-scene che partirà dovremo premere nel giusto tempo i tasti a schermo – un evento Quick Time Event per intenderci – il quale farà partire una mossa devastante con tanto di presentazione di quest’ultima con un intestazione gigantesca.

Fist of the North Star lost paradise Recensione

E’ presente anche una sorta di Heat Mode di Yakuza, qui chiamata per l’occasione Burst Mode. Questa modalità non è altro che una sorta di potenziamento dove Kenshiro strapperà la sua maglietta e sprigionerà un aura pazzesca.

Per attivare la Burst mode dovremo riempire la barra delle sette stelle di Hokuto, una volta riempite basterà premere il tasto R2 per sprigionare tutta la nostra feroce potenza latente. Per ampliare la potenza del nostro eroe viene in soccorso un albero delle abilità diviso in quattro settori: uno è dedicato interamente alla potenza e all’energia, uno ai legami dei talismani – a questo ci arriveremo tra poco – uno dedicato alle combo e alle mosse e un ultimo dedicato alla modalità Burst. Per potenziarci useremo dei globi che si otterranno ad ogni livellamento o al completamento di un determinato evento.

Fist of the North Star lost paradise Recensione

Vi abbiamo poc’anzi citato i Talismani, ovvero degli “oggetti” che rappresentano determinati personaggi. Questi talismani nella fattispecie sono degli oggetti equipaggiabili, che alla pressione di un determinato tasto potremo attivare. Ad esempio, il talismano di Yuria ci permetterà di sprigionare una Burst Mode per pochi secondi senza dover riempire le sette stelle di Hokuto, ma alla fine di quest’ultimo, dovremo attendere all’incirca una cinquantina di minuti per poterlo riutilizzare.

Questi oggetti non sono altro che degli assi nella manica da usare al momento giusto, che otterremo una volta stabilito un contatto con dei determinati personaggi della narrazione principale del gioco.

Fist of the North Star lost paradise Recensione

Mai perdere l’abitudine

A condire la longevità di gioco ci pensano le famose Sub-Stories che per chi ha giocato la saga di Kazuma Kiryu conoscerà perfettamente. Si trattano in sostanza di missioni secondarie, che solitamente vedono protagoniste bizzarre storie che sono attivabili in questo caso nella città di Eden.

Oltre le storie poc’anzi citate, avremo a disposizione una serie di mini-giochi o attività divertenti, partendo dal Death Bat, ovvero una sorta di Batting Cage ma invece di avere delle palline da respingere vi sono dei teppisti in moto che guideranno verso di noi. Ad una certa fase di gioco sbloccheremo pure l’auto, che ci permetterà di guidare per le Wasteland di gioco, oltre che sarà un elemento importante per proseguire nella narrazione principale.

Le Wasteland ci offriranno ben poco, perché oltre a piccole aree sono presenti degli oggetti che ci aiuteranno a migliorare l’auto, ma oltre ciò il nulla, non è altro che una feature molto spiccia creata ai fini narrativi. L’unica utilità esterna dell’auto è nelle corse, dove gareggeremo con dei teppisti per vincere dei premi. Purtroppo il sistema di guida non è roseo, è ricco di problemi ed è molto macchinoso nei comandi.

Fist of the North Star lost paradise Recensione

Ritornando alle attività secondarie, sono presenti alcune uniche create appositamente per Fist of the North Star: Lost Paradise. Tra le nostre preferite – nonché anche famosa tra la community – è quella del barista, dove saremo chiamati ad effettuare il giusto cocktail per i clienti che verranno al banco, premendo anche i giusti tasti nel tempo previsto.

Altra attività divertente è quella del Colosseo, dove saremo il Boss Finale che dovrà impedire ai prigionieri in gara di vincere per così effettuare una richiesta a Xsana. Come avrete ben capito, le attività secondarie sono veramente molte e variegate, porteranno via al giocatore all’incirca una quarantina di ore per poter completare il tutto al cento per cento.

Purtroppo il titolo non è esente di difetti, difatti i combattimenti risulteranno certe volte sbilanciati e lo spam delle combo è presente anche qui, a causa dell’engine che è stato impiegato. Altra cosa che non abbiamo gradito è la composizione dei comandi dell’auto, che risultano molto sgradevoli nelle manovre più disperate rendendo frustante l’esperienza di guida.

Fist of the North Star lost paradise Recensione

Lato tecnico che funziona

L’engine usato è quello che è stato impiegato per il primo Yakuza Kiwami e Yakuza Zero, quindi non si tratta del recente Dragon Engine utilizzato per Yakuza Kiwami 2 e Yakuza 6: The Song of Life. Nonostante di base sia quello poc’anzi citato, il tutto è stato perfezionato utilizzando uno stile che ammicca molto al Cel-Shading, creando così un effetto anime coerente con il contesto.

Un elemento che adoriamo e che sicuramente molti si aspettavano che fosse ottimo è quello audio, abbiamo una colonna sonora che spacca le mascelle dei videogiocatori, oltre che un tema principale ovvero Receive Your Born – già conosciuto perché utilizzato nel primo Yakuza – che riesce a donare la giusta adrenalina. Il doppiaggio Giapponese è di ottima fattura, abbiamo diversi doppiatori che già conosciamo poiché hanno doppiato Kazuma Kiryu e Majima Goro, nonché il primo non è altro che la voce di Kenshiro.

Il titolo per l’occasione è stato doppiato anche in Inglese, con un cast di doppiatori abbastanza buono, nonostante quello nipponico sia nettamente superiore in espressività.

Fist of the North Star lost paradise Recensione

Commento Finale

In conclusione, possiamo dire di avere tra le mani un videogioco dedicato a Kenshiro, nonché diretto erede della scuola di Hokuto, degno di nota, poiché il team di Yakuza è riuscito ad effettuare un lavoro magistrale. La storia narrata spicca di originalità, inoltre sono presenti elementi narrativi che già conosciamo ma visti in un contesto leggermente differente nonostante di fondo il fine sia lo stesso.

La colonna sonora è fenomenale, riesce a donare la giusta carica tra uno scontro e l’altro. Gli unici difetti sono dovuti a un engine non proprio fresco, ma fortunatamente non è nulla di così grave da intaccare l’esperienza di gioco. Siamo soddisfatti dal prodotto che è venuto fuori, se siete fan di Kenshiro o di Yakuza, non dovete perdervi questa piccola ma grande perla videoludica che il Ryu Ga Gotoku Team c’ha donato.

 

Fist of the North Star: Lost Paradise
Narrazione impeccabile, i nuovi personaggi sono funzionali nel contesto narratoIl Gameplay è semplicemente adrenalinicoUna quantità infinita di attività secondarieLa spettacolare colonna sonora
Qualche incertezza tecnica nel sistema di guidaAlcune texture potevano essere curate meglio
9Voto
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: