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NBA 2K19 – Recensione

Anche quest’anno eccoci a parlare della simulazione cestistica per eccellenza, targata 2K. NBA 2K19 ritorna per confermare la sua assoluta leadership nel genere, grazie a una serie di interessanti novità e soprattutto una solidità che si porta dietro da svariati capitolo, rendendolo il punto di riferimento assoluto per tutti gli appassionati del genere, acclamato pure dalla critica, come constatabile dai voti ricevuti lo scorso anno e anche questo capitolo non è assolutamente da meno. Abbiamo avuto modo di testarlo a fondo in queste settimane, in un Settembre sempre carico di titoli sportivi e non, essendo finalmente pronti a parlarne, da appassionati della saga e soprattutto di questo fantastico sport.
Ecco cosa ne pensiamo, buona lettura!

From Zero to Hero

Anche quest’anno il focus va verso la modalità “La mia Carriera”, diventata ormai un punto forte del titolo, capace da sola di canalizzare l’attenzione e soprattutto una mole imponente di ore, senza mai annoiare e anzi, regalando più di una sfida e gratificazione al videogiocatore.
Quest’anno vediamo l’impersonificazione del classico sogno americano, quelle tematiche a loro tanto care, ossia il classico e inimitabile “Zero to Hero”, tanto per citare anche il titolo di una canzone del cartone Hercules, dato che riesce in una sola frase a rendere perfettamente idea di ciò che andremo a vivere. In primis vogliamo soffermarci su quanto ogni anno la trama cambi, rimanenendo di fondo molto simile come struttura, ma allo stesso tempo capace di regalare nuove sensazioni, senza mai dare la sensazione di già visto.
Ed ora cominciamo a parlare di ciò che aspetterà chi si cimenterà in questa fantastica modalità, che racchiude il massimo carico di trama nel Preludio, giocabile gratuitamente anche senza avere il gioco e dove sarà possibile poi importare il salvataggio per evitare di rigiocarlo nuovamente. Quest’anno siamo un giocatore di prospettiva appena uscito dal college, ma che sfortunatamente viene ignorato in uno degli eventi più importanti per una matricola: il Draft NBA. Da lì incomincia la sua lunga scalata, partendo dalla lontana Cina, per trovare consapevolezza in se stesso e soprattutto continuare a coltivare il proprio sogno, passando per una sfrontatezza che non sempre verrà apprezzata da addetti ai lavori e compagni. Da lì, con una serie di realmente particolari eventi, torneremo negli States per costruire la nostra carriera dal basso, per la precisione la G League, conoscendo persone fondamentali per la nostra crescita, a livello di abilità, ma soprattutto mentalmente e psicologicamente.
In un mix di colpi di scena, giocate spettacolari e soprattutto sotterfugi, arriveremo a giocarci la nostra chance per entrare nel Basket che conta, per poi cominciare la nostra lunga carriera nella NBA.
Nel complesso siamo rimasti molti soddisfatti e rapiti dalle vicende del nostro giocatore, riuscendo a tratti a immedesimarci, cosa che magari in altre riproposizioni passate era accaduto meno, proprio perchè questa tipologia di storie, per quanto lo si possa interpretare come clichè americano, è in grado di rendere decisamente tanto in opere di questo tipo.
Ma questo ovviamente è solo l’inizio, da questo momento in avanti si alterneranno costanemnte allenamenti, eventi pubblici online, sponsorizzazioni, comunicazioni con addetti ai lavori, potenziamento delle abilità e soprattutto il fittissimo calendario della NBA.
Questo sviluppo lento e costante lo abbiamo trovato decisamente appagante, come la gestione degli stemmi legate a singole abilità e specialità, dedicate ai singoli ruoli, come per esempio il tiro dalla lunga, quello contrastato e le abilità da regista per quanto concerne il ruolo di Playmaker, quello scelto da noi durante la nostra personale esperienza.
Ovviamente anche quest’anno sarà possibile personalizzare a nostro piacimento il giocatore durante la vita quotidiana, oltre al poter scegliere in toto il come verremo visti da compagni e pubblico, tramite una discreta scelta multipla nei dialoghi, capace di dare un’impronta caratteriale notevole del protagonista.

Pad alla mano

Parlare del gameplay dei vari NBA 2K non è mai facile, perchè nel bene o nel male si assomigliano, ma allo stesso tempo differiscono in alcuni aspetti, creando una linea sottile di demarcazione tra un titolo e l’altro. Negli anni passati avevamo visto un’eccessiva facilità nei tiri da fuori, successivamente dei contropiedi letali, creando un gioco fatto di corse forsennate e tiri da ogni dove. Quest’anno le cose paiono essere differenti, anche se per dirlo in maniera definitiva richiederà molto tempo e svariate partite contro giocatori di qualità, soprattutto nella modalità multigiocatore, ma il feeling è positivo. Il timing dei tiri è fondamentale, azzeccare il momento giusto prima di rilasciare il pallone fa tutta la differenza del mondo tra segnare o meno, richiedendo parecchio allenamento per lo stile di ogni giocatore, alimentando la possibilità di effettivamente “specializzarci” nell’utilizzo di una squadra a discapito di un’altra, proprio per riuscire a padroneggiare al meglio le abilità di tutti i giocatori; aspetto da assolutamente non sottovalutare in un titolo sportivo.
Inoltre la possibilità di contrastare i tiratori, mettere il fisico per tagliare fuori un possibile inserimento, oltre che determinate azioni difensive, paiono essere più efficaci, se non effettuate con troppa fretta e frenesia, tale da rendere più difficile la vita agli avversari, specialmente nella azioni da 3.
Questo ci porta alla fine del discorso, a un titolo più ragionato e meno frenetico, che però ovviamente varia a seconda degli interpreti in gioco; in un titolo sportivo, soprattutto se competitivo online, il vero stile di gioco lo fanno gli stessi videogiocatori che si scontrano e possono di conseguenza determinare quanto gli sviluppatori siano effettivamente rusciti a mettere un freno a queste tipologie di gioco, senza però ledere in maniera eccessiva alla libertà di costruzione della manovra.

Graficamente simile, ma di qualità!

Il comparto tecnico non ha visto molte innovazioni, per quanto però riesce sempre a soddisfarci completamente, con un’atmosfera realmente fantastica, con un’ottima cura delle espressioni e soprattutto degli effetti di luce sul campo di gioco. Inoltre anche il frame rate è risultato essere solidissimo per tutta la nostra esperienza di gioco che ci ha portato a questo articolo, vedendo un deciso passo in avanti rispetto al suo precedessore nelle fasi iniziali, in cui peccava nelle fasi più concitate, rendendoci molto soddisfatti del lavoro eseguito dagli sviluppatori.
Inoltre anche il comparto sonoro riesce sempre a fare il suo, con track azzeccate e perfettamente in tema con il mondo del Basket e soprattutto l’universo 2K, facendo sempre la differenza circa la loro cura dei particolari, anche il più insignificante.

In conclusione

NBA 2K19 riesce a soddisfarci in toto, come aveva fatto pure il suo precedessore e non solo, con una solidità da far invidia e sempre nuove idee inserite sul rettangolo di gioco per soddisfare i suoi esigenti fan. Ovviamente non tutto è perfetto e ci ha fatto storcere il naso l’eccessivo peso dato alle microtransazioni, in grado anche di potenziare le caratteristiche del nostro personaggio e non solo, ma in questo mondo, cosa di cui abbiamo discusso in passato, sembrano essere all’ordine del giorno, quasi fosse normalità, ma in ogni caso non oscura l’ottimo lavoro effettuato sul titolo da 2K.
Vogliamo elogiare soprattutto il lavoro effettuato sulla carriera, in grado di intrattenerci per svariate ore senza mai annoiarci, facendoci preferire continuare quella lunga cavalcata verso il successo, a discapito da tanti titoli di qualità usciti nel corso del mese e quando questo capita vorrà dire qualcosa, no? A nostro avviso è, come sempre, un must have per tutti i fanatici della palla a spicchi, sarà in grado di regalarvi un ennesimo anno di soddisfazioni. Ci vediamo sul campo!

NBA 2K19

Riassumendo

NBA 2K19 riesce a soddisfarci in toto, come aveva fatto pure il suo precedessore e non solo, con una solidità da far invidia e sempre nuove idee inserite sul rettangolo di gioco per soddisfare i suoi esigenti fan.

Ovviamente non tutto è perfetto e ci ha fatto storcere il naso l’eccessivo peso dato alle microtransazioni, in grado anche di potenziare le caratteristiche del nostro personaggio e non solo, ma in questo mondo, cosa di cui abbiamo discusso in passato, sembrano essere all’ordine del giorno, quasi fosse normalità, ma in ogni caso non oscura l’ottimo lavoro effettuato sul titolo da 2K.

Vogliamo elogiare soprattutto il lavoro effettuato sulla carriera, in grado di intrattenerci per svariate ore senza mai annoiarci, facendoci preferire continuare quella lunga cavalcata verso il successo, a discapito da tanti titoli di qualità usciti nel corso del mese e quando questo capita vorrà dire qualcosa, no? A nostro avviso è, come sempre, un must have per tutti i fanatici della palla a spicchi, sarà in grado di regalarvi un ennesimo anno di soddisfazioni. Ci vediamo sul campo!

Overall
8.5/10
8.5/10

Pros

Modalità carriera avvincente

Tecnicamente eccelso

Gameplay solido

Cons

Poche introduzioni rilevanti

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Emanuele Cevoli

Amante di videogiochi e non solo, tutto quello che è informatico attira la sua attenzione, ma anche Anime e Manga non sono da meno. Sin da piccolo è abituato a giocare un po' di tutto, ma gli action-adventure la fanno da padrone.

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