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FIFA 19 – Recensione

Finalmente eccoci a parlare dell’ultima fatica targata EA Sports. FIFA 19 ha i presupposti per essere uno dei migliori capitoli della serie, con una serie di interessanti innovazioni capaci, o almeno speriamo, di rinnovarsi sensibilmente rispetto al predecessore. Tra queste inseriamo sicuramente la nuova Division Rivals e soprattutto varie introduzioni al gameplay, come gli scontri 50/50, il Time finishing e tanto altro ancora.
Inoltre sarà interessante scoprire quanto il grande colpo dell’estate, ossia l’acquisizione dei diritti esclusivi di Champions League ed Europa League, siano grado di elevare il titolo, donandogli nuovi spettacolari contenuti.
Abbiamo avuto modo di testarlo a fondo in questi giorni, dall’Ultima Team, fino alla fine del viaggio di Alex Hunter, passando la modalità Carriera, fino alle nuove modalità in calcio di inizio.
Ecco cosa ne pensiamo, buona lettura!

La fine del viaggio

Siamo alla fine, è il terzo e ultimo anno in cui vedremo la modalità Il Viaggio, che ha sempre visto protagonista il giovane Alex Hunter, che ,di edizione in edizione, è cresciuto sempre di più fino a lottare per il massimo trofeo per club: la Champions League. Quest’anno però non sarà da solo, dovremo utilizzare infatti anche Danny William e la sorella Kim Hunter, nello stesso lungo percorso europeo il primo, mentre la seconda dovrà competere, con la maglia degli Stati Uniti, nel mondiale femminile.
Nel corso della trama vedremo una serie costante di cut-scene con scelte che altereranno il proseguo della storia, identificando quello che è il comportamento del personaggio in questione, con altrettanti colpi di scena e presenza di guest star illustri, tra cui Neymar e Dybala.
Il Viaggio dal suo inizio, fino al suo epilogo nella finale di Champions League, risulta essere di discreta qualità, sicuramente molto più avvincente e coinvolgente rispetto gli anni passati, tale da non far pesare eccessivamente lo scorrere dei quattro capitoli.

Un gameplay rinnovato

Prima di buttarci a capofitto nell’analisi circa l’aspetto sicuramente più importante del titolo, è giusto fare una premessa: fin da quando abbiamo memoria, il gameplay di inizio gioco è stato sempre quasi completamente rivoluzionato nel corso dei mesi con patch correttive. Questo perchè, visto la difficoltà di replicare fedelmente uno sport così complesso e ricco di variabili all’interno di un videogioco, vi sono sempre stati errori nel ricreare determinate situazioni di gioco, parzialmente risolti in seguito anche grazie al feedback della community. Quest’anno invece la nostra speranza è totalmente l’opposta: il gioco ci piace, con i suoi pro e contro, ha un equilibrio che raramente abbiamo incontrato nei primi giorni dal rilascio di uno dei precedenti capitoli. Questo non toglie che vi siano ancora tantissimi errori, o comunque cose da valutare attentamente, come l’esagerato numero di rovesciate effettuate dai giocatori, offensivi o difensivi che siano, oltre a portieri ancora parzialmente da rivedere e qualche contatto fisico non perfetto, ma nel complesso siamo rimasti piacevolmente colpiti. Titolo divertente, immediato e tremendamente fluido, che è riuscito, almeno per ora prima dell’inizio delle Weekend League, sempre capaci di “rompere” il gioco scoprendo tutti i vari metodi efficaci per vincere più agilmente, avendo bisogno, ora come ora, solamente di qualche ritocco per essere confezionato a regola d’arte.
Nello specifico siamo rimasti molto soddisfatti del cambio di rotta generale, passando da una serie di titoli in cui la velocità rappresentava il must have per ogni giocatore, facendone eclissare a centinaia dal talento smisurato, a favore dei tanto definiti “buggati”, ossia elementi dal basso valore, ma altissima resa.
Ora, non vogliamo dire che questo sia completamento l’opposto, dato che è quasi impossibile, a nostro avviso, replicare l’intelligenza tattica che un giocatore può dare alla squadra, all’interno di un videogioco, ma cominciano a essere sempre più utili, avendo un maggior peso le abilità tecniche, il posizionamento e soprattutto la forza fisica, che naturalmente esce vincente da un ritmo più compassato.
Ma è sbagliato allo stesso tempo dire che la “velocità è morta”, infatti ricopre un ruolo considerevole, soprattutto l’accelerazione per sgusciare via dal primo contrasto e saltare l’uomo, creando la finestra perfetta per concretizzare una ghiotta occasione, prima di venire recuperati da una diagonale difensiva, rendendo molto più complessi i vari coast-to-coast costanti con qualsiasi giocatore.
L’aspetto che però maggiormente ha influenzato tutto l’andamento della partita sono le tattiche dinamiche. Ora, al cambiamento dell’atteggiamento in campo, può corrispondere un alterazione totale di come sono messi in campo i giocatori, variando tattiche, istruzioni dei singoli, fino a proprio il modulo in se, permettendoci di configurare la squadra a nostro piacimento, in modo tale da rispecchiare completamente la nostra idea di calcio. Su questo ci teniamo a consigliarvi di studiare a fondo tutto il suo funzionamento, per ricreare, grazie anche alla nuova veste di tattiche e istruzioni, cosa è possibile costruire, per divertirvi sul serio, in uno scontro quasi scacchistico con l’avversario. Finalmente!

Che lo show abbia inizio!

Eccoci arrivati al cuore pulsante di FIFA da diversi anni a questa parte, ossia l’Ultimate Team, la modalità in grado di innalzare il fatturato alle stelle di EA Sports. Quest’anno ci aspettavamo diverse migliore, per una ventata di aria fresca e soprattutto vedere migliorati alcuni errori in cui eravamo incappati nello scorso capitolo. La attese, al momento, sembrano essere state appagate, avendo tra le mani un qualcosa di veramente eccezionale, seppur non troppo differente dalle precedenti, ma andiamo con ordine.
La nuova tanto attesa novità è rappresentata dalle Division Rivals, che vanno completamente a soppiantare le vecchie divisioni online, in una veste totalmente nuova e decisamente più invitante. Nello specifico questa ci permette, dopo cinque partite di piazzamento per verificare il nostro grado di abilità, di competere contro avversari dello stesso calibro, in una suddivisione a divisioni, dalla dieci alla uno, composta al suo interno da cinque livelli, scalabili in maniera molto simile a quanto abbiamo visto, oltre che vedere ancora, nella modalità Squad Battles, dove ogni partita, a seconda dell’esito, ci porterà un determinato quantitativo di punti, oltre che alternare il nostro livello di abilità, permettendoci di scalare i vari livelli della divisione, per tentare di ottenere il miglior premio possibile. Questo viene assegnato nella notte tra mercoledì e giovedì di ogni settimana, andando a resettare tutte le statistiche ed eventualmente promuoverci o retrocederci di divisione, a seconda del nostro punteggio abilità, ma soprattutto arriva la nostra grande e gradita scelta su quale premio ricevere, solitamente suddivisi in tre scelte differenti: un determinato numero di pacchetti di oggetti scambiabili, il doppio dei pacchetti però non scambiabili ed infine solo crediti, tutte e tre ovviamente hanno in aggiunta un quantitativo punti per la qualificazione alla Weekend League.
Insomma, come potete vedere c’è la possibilità di scegliere ciò che più ci aggrada, a seconda della nostra filosofia di gestione, se più improntata alla compravendita, alla collezione, oppure alla scommessa aprendo i pacchetti scambiabili. Però vogliamo sottolineare l’ultima voce presente nei premi, perchè quest’anno abbiamo visto la scomparsa dei tornei di qualificazione alla Weekend League, sostituiti da un quantitativo di punti, pari a 2000, da accumulare per poter ottenere un Token, questo sarà utilizzabile a nostro piacimento, senza obbligatorietà di giocare la Weekend League più vicino al momento del raggiungimento della soglia. Questi punti sono ottenibili anche nella stessa modalità, ogni partita infatti vedrà ricompensarci con un determinato ammontare di punti, per permetterci di qualificarci con maggior facilità alle sessioni successiva.
Ma non è finita qui, c’è un’altra grande modifica, ossia l’abbassamento delle partite massime giocabili da 40 a 30, permettendoci di completare la Weekend League con più facilità nei tre giorni messi a disposizione, con un minor carico di stress per tutti i videogiocatori che sono intenzionati a mettersi alla prova, per guadagnare le migliori ricompense.
Ovviamente non crediamo sia la scelta definitiva in grado di risolvere ogni male, ma una toppa momentanea necessaria, per permettere a tutti di godersi al meglio questo straordinario titolo, senza arrivare a “odiarlo” per il troppo stress accumulato, secondo la nostra opinione.
A tutto questo ci aggiungiamo la conferma di tutto ciò che ha avuto successo negli anni precedenti ossia: le Squad Battles, le Sfide Creazione Rosa, le divisioni offline e i vari eventi che verranno sicuramente riproposti, con un ammontare incredibile di carte speciali, arricchite dalla licenza di Champions League e Europa League.

The Champions

Fifa però è anche altro, non solo Il Viaggio e Ultimate Team, ma abbiamo a disposizione un vasta gamma di modalità giocabili per intrattenerci, da soli o con amici, per svariate ore. Tra le vecchie conoscenze, come Pro Club, Divisioni, Amichevoli, Sfide di abilità, Carriera, spicca il nuovo Calcio d’inizio, che si ritrova arricchito di nuove interessanti funzionalità.
Studiate principalmente per il divertimento tra amici in locale, abbiamo la possibilità di fare partite alquanto particolari, dove le regole verranno scelte da noi, che variano tra il limitare il tipo di conclusione per avere un gol valido, eliminare i falli, oppure la Sopravvivenza, dove a ogni gol eseguito verrà allontanato un membro della squadra che ha segnato e molto altro ancora.
A questi uniamo anche la possibilità di vivere la fantastica esperienza della Champions League, sia come torneo a se, ma soprattutto all’interno della Carriera, che vediamo migliorata, anche se non stravolta come ci si aspettava e sperava. Infatti vediamo l’aggiunta di poche novità, giusto a fare di contorno di un prodotto tutto sommato buono e limato da imprecisioni del passato, capace volendo di divertire chi predilige giocare contro la CPU, anche grazie all’aggiunta della difficoltà Ultimate, presente l’anno scorso solamente in Ultimate Team.

Tecnicamente al top

Graficamente parlando il titolo nei precedenti anni non ha mai suscitato dubbi e anche quest’anno accade la stessa cosa, ma con qualche chicca in più. In primis siamo rimasti abbagliati dalle cut-scene pre-gara degli eventi legati alla Champions League, oltre a un aumento dei volti reali dei calciatori presenti, tutti di altissima qualità. Inoltre, conoscendo da vicino quel mondo, ci sentiamo di fare i complimenti agli editor impegnati nella ricostruzione dei volti, senza capture, nel modo più fedele possibile alla realtà, riuscendo a fare quest’anno veramente un ottimo lavoro.
A tutto questo va unito una grandissima fluidità dei movimenti, sia palla al piede, che non, facendoci immergere ancora di più nell’atmosfera di gioco.
Infine anche il sonoro ha rispettato le attese, con un pubblico coinvolgente e realistico, musiche scelte e una telecronaca italiana migliorata, anche se ancora non eccelsa a nostro modo di vedere, ma sicuramente più orecchiabile.

In conclusione

Siamo al termina della nostra disamina sul nuovo titolo calcistico di EA Sports, FIFA 19 non è esente da difetti, però ci sentiamo di promuoverlo pienamente, essendo come base, inteso ovviamente come titolo al momento del rilascio, decisamente superiore rispetto ai capitoli precedenti. Riuscendo soprattutto, oltre alle sensibili migliorie al gameplay molto apprezzate, a migliorare, sino a questo momento, l’esperienza di gioco che è capace di regalare FIFA Ultimate Team, la modalità di punta del titolo canadese, ascoltando molto il feedback della community, migliorandola sotto molteplici aspetti, su tutti la nuova Division Rivals e l’abbassamento delle partita massimo della Weekend League da 40 a 30.
Oltre a questo aggiungiamoci la licenza delle due massime competizioni sportive per club europee, la Champions League ed Europa League, per vivere il fascino che solo queste competizioni europee posso dare, andando di conseguenza a migliorare la carriera allenatore e la già citata Ultimate Team.
Ovviamente il vostro pensiero andrà verso la fatidica domanda: è meglio FIFA o PES quest’anno? Il nostro parere è che non vi sia una risposta definitiva o assoluta, ognuno dei due titoli ha dalla sua punti di forza notevole, che mancano completamente al proprio rivale. Quello che però possiamo dirvi è che ci aspetta una fantastica annata calcistica, sia ludicamente parlando, che non, dato che in questo caso EA Sports è riuscita a confezionarci un prodotto di assoluta qualità.

Fifa 19

Riassumendo

Siamo al termina della nostra disamina sul nuovo titolo calcistico di EA Sports, FIFA 19non è esente da difetti, però ci sentiamo di promuoverlo pienamente, essendo come base, inteso ovviamente come titolo al momento del rilascio, decisamente superiore rispetto ai capitoli precedenti.

Overall
9/10
9/10

Pros

Tecnicamente al top

Molto divertente

Licenza della UEFA Champions League

Ultimate Team sempre cuore pulsante del titolo

Cons

Modalità carriera rivedibile

Pro Club necessita di nuova linfa vitale

Gameplay ancora migliorabile

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Emanuele Cevoli

Amante di videogiochi e non solo, tutto quello che è informatico attira la sua attenzione, ma anche Anime e Manga non sono da meno. Sin da piccolo è abituato a giocare un po' di tutto, ma gli action-adventure la fanno da padrone.

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