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Assassin’s Creed Odyssey – Recensione

La saga di Assassin’s Creed ha sicuramente avuto un impatto importante sul mondo videoludico moderno, questo perché nella scorsa generazione si sono diramati diversi titoli che avevano il compito di ripercorrere alcuni momenti storici in maniera abbastanza accurata.

Forte impatto è stato quello del personaggio di Ezio Auditore, il quale ha contribuito a dare un forte carisma alla serie, creando una sorta di legame profondo tra il videogiocatore e la serie. A fronte di un uscita annuale, la produzione calò qualitativamente parlando, finendo in un burrone costellato da due titoli che non hanno brillato per la loro originalità ma sopratutto giocabilità!

Stiamo parlando di Assassin’s Creed Unity e Assassin’s Creed Syndicate, dopo i quali il team ha deciso di prendersi del tempo per sfornare un nuovo capitolo.

L’anno scorso abbiamo potuto assaporare un innovazione e un cambiamento totale della serie, Assassin’s Creed Origins ha sancito l’inizio di un vento totalmente nuovo e piacevole, aprendo il mondo di gioco a uno stile quasi totalmente open world.

Sulla stessa onda quest’anno è arrivato Assassin’s Creed Odyssey, che ripercorre il periodo dell’Odissea greca, riproponendo diverse idee sulla base di Origins. Sarà riuscito a soddisfarci questo nuovo Assassin’s Creed come l’anno scorso? Scopritelo con noi!

L’inizio di una nuova storia

La storia parte con la nostra fedele Layla Hassan, che abbiamo avuto modo di conoscere durante la storia di Assassin’s Creed Origins. Durante la sua immersione nell’Animus alla ricerca di risposte, scopre che la reliquia che sta usando come riferimento porta due DNA e starà lei decidere a quale dei due affidarsi.

Questa parte non è altro che una scusa per scegliere tra Kassandra e Alexios, i due protagonisti che compongono la storia di Assassin’s Creed Odyssey, indipendentemente dalla scelta, la storia sarà pressoché uguale ad eccezione di alcune scene dove i protagonisti sono invertiti.

La prima scena del passato è quella con Leonida, immerso all’interno di una turbolenta guerra (se conosciamo bene la storia possiamo anche capire quale), che è pronto a tutto pur di vincere la sua battaglia. Poco dopo verremo trasportati finalmente alla storia della nostra protagonista – o protagonista nel caso si sia scelto Alexios – con una scena mozzafiato dove la nostra aquila Icaro ci mostrerà le distese del luogo. Una piccola curiosità: Icaro è pressoché identico a Senu di Assassin’s Creed Origins.

Assassin's Creed Odyssey recensione

Apprenderemo ben presto che noi non siamo altro che una sorta di Mercenari, per l’occasione nominati Misthios. Ci ritroveremo nelle prime fasi a dover tirar fuori dai guai i nostri cari, che avremo modo di conoscere un po’ meglio con il tempo, per poi addentrarci nel vivo della storia.

Saremo chiamati a compiere un destino molto più grande di quello che si possa immaginare, creando una sorta di odissea attorno al personaggio principale. Le scelte che compieremo sono importanti, queste plasmeranno in maniera molto significativa la nostra storia, portandoci ad affrontare situazioni variegate.

Anche il modo in cui affrontiamo una missione può avere un impatto sulla storia e i dialoghi, inoltre vi ricordiamo che in questo Assassin’s Creed per la prima volta è possibile compiere delle scelte durante i dialoghi. E’ presente una sorta di “allineamento” dettato dalla risposta che lanceremo al nostro interlocutore, questa ci permetterà di essere cattivi o buoni, a seconda della situazione, portandoci ad affrontare una situazione diversa in base a quello che sceglieremo.

Nonostante la qualità della narrazione sia alta, purtroppo sono presenti dei momenti molto “bassi” che lasciano il videogiocatore un po’ in balia della noia, in attesa di momenti più forti e che possano alzare l’attenzione.

La longevità è piuttosto alta, per completare solo la storia abbiamo impiegato una trentina di ore, trovando non poche difficoltà durante i combattimenti, ma di questo ne parleremo tra poco. In sostanza abbiamo una trama che funziona ma non troppo, la ricerca della famiglia di Kassandra o Alexios è funzionante solo in parte.

Assassin's Creed Odyssey recensione nave

Di base i combattimenti sono strutturati come quelli di Assassin’s Creed Origins, poiché il sistema di gioco è quello e si può già vedere dall’HUD di gioco. Le abilità che sarà possibile apprendere ad ogni level up sono utili per la battaglia, come ad esempio l’iconico calcio conosciuto per la pellicola di 300.

Bisogna dire che quest’ultimo riduce la difficoltà di molto, questo è dovuto al fatto che in presenza di alture è possibile scagliare i nemici giù facendogli prendere ingenti danni da caduta o nella maggior parte dei casi la morte diretta.

La difficoltà dei combattimenti si attesta su livelli piuttosto alti, basterà un singolo livello di differenza per rendere i nostri amabili nemici dei feroci guerrieri assetati di sangue che con due fendenti possono facilmente portare il nostro personaggio tra le braccia dell’Ade.

Assassin's Creed Odyssey recensione salto

Oh, mia amata Grecia!

Le distese del mondo di gioco sono variegate, partendo da una Cefalonia piuttosto calda e ricca di scorci visivi piacevoli, fino ad arrivare a un mare immenso, dove sarà possibile esplorare ogni singola isola o luogo che desidereremo visitare.

Per muoverci via mare avremo a disposizione una nave, questa riprende le meccaniche che abbiamo avuto modo di assaporare tra Assassin’s Creed III e Assassin’s Creed IV: Black Flag, ma con una forma leggermente rinnovata. Questa volta non avremo a disposizione dei cannoni, ma faremo uso dei nostri arcieri che avranno anche a disposizione delle lance alla giusta occasione.

Ogni qualvolta porteremo al minimo l’energia di un vascello nemico, potremo abbordarlo per porre fine alle sofferenze dei nostri nemici e rubare così il loro bottino, che quasi sempre ci doneranno delle risorse importanti per migliorare la nostra nave. La possibilità di migliorare la nave rende ancor più appagante la navigazione, questo perché saremo costretti a sfidarci con altri velieri in scontri piuttosto bruschi e variegati.

Assassin's Creed Odyssey recensione grotta di cratos

Anche in questo capitolo la componente open world è stata marcata, anzi, possiamo dire che qui è più presente di Origins. Questo non fa altro che donare tante ore di longevità al videogiocatore più pretenzioso, proponendoci una sfilza di missioni secondarie in tutte le isole di gioco.

Se questo non bastasse, abbiamo pure una crescita del personaggio che gioca uno dei ruoli più importanti dell’intero titolo. Accrescere il nostro equipaggiamento è cosa assai fondamentale se non si vuole finire al tappeto, quest’ultimo sarà possibile reperirlo dai forzieri o dai venditori, ma anche dai nemici che sfortunatamente non donano spesso soddisfazioni nelle statistiche. Sono presenti pure le romance, queste sono disponibili fin dall’inizio e sarà possibile accoppiarsi con qualunque sesso.

Assassin's Creed Odyssey recensione abbraccio di afrodite

Tante migliorie

Prima vi parlavamo della nave, bisogna anche dire che quest’ultima non ha bisogno solo di potenziamenti ma anche di equipaggio, che sarà reperibile tra le schiere dei nemico o compiendo delle missioni secondarie dove alla fine riusciremo ad arruolare il nostro committente.

Bisogna effettivamente dire che Assassin’s Creed Odyssey ha ereditato da Far Cry la struttura delle fortezze e dei territori, infatti dovremo liberare quest’ultimi dall’influenza dei nemici del luogo per poi sferrare un attacco decisivo in una battaglia di una certa importanza. Completando un area, saremo chiamato sul campo di battaglia guidare il nostro esercito, in base alle uccisioni che effettueremo, abbasseremo la barra dei nemici, portandola a zero si raggiungerà la conquista del luogo invaso.

La componente grafica del titolo è sbalorditiva, sono stati fatti dei passi in avanti rispetto alle avventura di Bayek di Siwa, il nostro caro Medjay che già nella sua avventura era riuscito a stupirci per la caratterizzazione dell’Egitto. La Grecia di questo nuovo capitolo è ammaliante, ma sopratutto è variegata e costellata da luoghi di ogni tipo, portandoci spesso a fermare il compito in corso per ammirare le bellezze del luogo.

A fare la sua bella comparsa è anche il comparto audio, la colonna sonora è molto evocativa e riesce a enfatizzare bene i momenti più importanti della storia. La stessa cosa possiamo dire del doppiaggio italiano, sempre ben caratterizzato da un cast di voci d’alta fattura.

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Commento Finale

In conclusione possiamo dire di essere rimasti soddisfatti dalla nuova opera d’arte di Ubisoft, il nostro augurio è quello che con il prossimo capitolo si possa spingere oltre il brand, discostandosi dalla nuova base creata con Origins.

Possiamo dirlo, Assassin’s Creed Odyssey rientra sicuramente tra le produzioni più riuscite finora dell’intera serie, grazie a una trama piuttosto funzionale ma sopratutto a un mondo di gioco vivo che muta in base alle nostre scelte e al nostro modo di giocare, ci sentiamo quindi in dovere di consigliarvi l’acquisto, specialmente se siete alla ricerca di un Open World che possa portarvi via molte ore senza annoiarvi. Assolutamente consigliato!

 

Assassin's Creed Odyssey

Tirando le somme

A nostro avviso Assassin’s Creed Odyssey è un titolo valido, le ambientazioni sono mozzafiato e la storia si lascia seguire senza troppi problemi. L’unico nostro augurio è quello che Ubisoft riesca a discostarsi da questa nuova formula che ha avuto inizio da Origins, donando così qualcosa di totalmente nuovo con il capitolo successivo.

Overall
8.5/10
8.5/10

Pros

La storia si lascia seguire senza troppi problemi anche se…

Le ambientazioni di gioco sono fantastiche

La Colonna Sonora è piacevole d’ascoltare

Ottime animazioni di gioco

E’ ancor più open world del precedente capitolo

Cons

…alle volte diventa ripetitiva e lenta

Alcuni problemi con la gestione dell’IA

La struttura di conquista risulta un po’ tediosa

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Federico Molino

Ha viaggiato in innumerevoli mondi, ha combattuto i peggiori nemici e alla fine è giunto qui. E' ossessionato dagli JRPG e in un altra vita si pensa che fosse uno Shiba Inu.

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