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MIRAI – Recensione

Grazie alla Nexo Digital abbiamo avuto la possibilità di vedere MIRAI, ultima opera del regista Mamoru Hosoda disponibile il 15-16-17 Ottobre in tutti i cinema italiani. Ci avrà conquistato? Scopriamolo insieme!

“A me Mirai non sta simpatica”

Mirai recensione
Mirai, la sorella di Kun.

La trama di questo film è basata sulla crescita del piccolo Kun, primogenito che riceve da sempre attenzioni ed affetto fino all’arrivo di sua sorella, Mirai.

I genitori dovendosi preoccupare della nuova arrivata non avranno più il tempo di occuparsi solo di Kun, lasciandolo qualche volta in disparte. In tutto ciò, tenderà ad essere sempre più geloso nei riguardi di sua sorella.

Combinando sempre danni per ricevere più attenzioni finirà col chiudersi in se stesso rifugiandosi in un albero genealogico dentro casa. Questo albero, tuttavia, si rivelerà magico trasportandolo in scenari fantastici che spaziano dal passato al futuro, permettendogli di conoscere anche i suoi parenti da infanti e persino una forma umana del suo cane, geloso proprio come lui avendo ricevuto la stesso trattamento del piccolo quando Kun nacque.

L’albero magico presenterà al nostro protagonista anche la forma adolescente di Mirai, la persona che al momento più odia,  grazie a futuri eventi ed all’amore dei propri parenti riuscirà a capire le conseguenze delle sue azioni diventando un bravo bambino ed imparando ad essere altruista.

Un regista maturato nel tempo

Mirai recensione
Il regista Mamoru Hosoda

Fin dal suo primo cortometraggio “Digimon Adventures” Mamoru Hosoda con il suo stile innovativo ed all’avanguardia si è fatto riconoscere dal pubblico e dalla critica arrivando al picco più alto della sua fama con “La ragazza che saltava nel tempo” presentando un nuovo tipo di animazione avvolto da una storia originale ed interessante.

Con il passare del tempo la sua fama ed il suo stile si confermarono tramite altri capolavori come “Summer Wars” , “Wolf Children” e “The Boy & The Beast”.

Ciascun film ha sempre avuto come tema la famiglia, dato che lo stesso regista ha come obiettivo di far provare le comuni gioie della vita attraverso le sue esperienze.

Dunque ogni film rappresenta una parte importante della sua vita, come in “La ragazza che saltava nel tempo”  ideato mentre era sul punto di sposarsi, ed in questo particolare momento egli fece un riepilogo della sua vita, analizzando il suo passato e chiedendosi come sarà il futuro. Non potendo realmente influenzare la sua vita, utilizzò la protagonista con il suo speciale “potere” come escamotage per darsi una risposta.

Altri esempi possono essere per “Summer Wars” momento in cui la sua famiglia si stava approcciando all’era digitale o in “Wolf Children”, nato come tributo per la madre essendo incentrato sul punto di vista di una madre,  senza contare “The Boy & The Beast” ideato dopo la nascita del figlio con lo scopo di ispirare le future generazioni che vivono in una società completamente differente dalla sua.

Futuro

Mirai recensione
Il nostro protagonista Kun

Mirai non è solo un nome dato ad una bambina: in giapponese significa “futuro” ed è questo il filo conduttore che caratterizza il film. I legami del futuro e del passato vanno a creare quel che noi siamo e quello che possiamo diventare, tutti noi dobbiamo la nostra vita ai nostri padri, nonni, bisnonni ed alle loro azioni, poiché se avessero scelto una via diversa nessuno di noi sarebbe qui.

Il nostro Kun capisce che se non fosse per i suoi bisnonni, sopravvissuti alla secondo grande guerra, non esisterebbe. Questa importante lezione lo condurrà a riconoscere l’importanza dell’essere gentili con il prossimo, rendendo il nostro protagonista più maturo anche se ancora in fase infantile.

Una regia celebrativa

Mirai recensione
Mirai e Kun mentre riflettono sulla loro vita

Inutile dire che ormai il regista col tempo ha imparato il fatto suo, specialmente da quando ha creato lo Studio Chizu, che gli permette di sfoggiare una totale libertà creativa. Portiamo anche come prova le animazioni molto fluide e sempre dettagliate, gli sfondi non avranno mai un dettaglio fuori posto per dare una visione più reale possibile.

Questa cura dei dettagli può essere notata facendo riferimento alla casa del protagonista. Una location perfetta per un bambino di 4 anni che ha una percezione limitata dell’ambiente, ideata da un architetto senza risultare in uno stile o troppo occidentale o troppo orientale.

Così facendo, si ricalca una struttura a mo’ di teatro, per cui ad ogni uscita del personaggio verso l’albero l’intera scena cambierà. I colori saranno sempre accessi ed intensi per dare più enfasi a quelle scene che cercano di dare uno sbalzo emotivo non solo al protagonista, ma allo spettatore stesso rendendo ogni racconto suggestivo.

Tale scelta è anche funzionale ad attrarre un pubblico più piccolo, dato che ai bambini piace molto l’utilizzo di colori forti, conferendo la sensazione di leggere una fiaba per come è strutturata l’opera.

Mamoru non si dimentica dei precedenti film e della loro animazioni, infatti in alcune scene tenderà ad usare effetti provenienti da “Summer Wars”. Invece, in alcune scene utilizzerà la CG per alcuni oggetti che andranno a stonare talvolta con il paesaggio di fondo.

Sonoro

Le musiche composte da Tatsuro Yamashita, seppur siano poche e non molto originali, sono molto semplici ed orecchiabili ed adatte per un film sentimentale come questo. Ad esempio in alcune scene tristi si potranno ascoltare le classiche note di un pianoforte che esasperano la drammaticità dell’opera.

Qualche parolina in più si può spendere per l’opening del film, una canzone molto toccante in cui l’autore esprime l’amore per sua figlio/a descrivendo tutte le piccole cose graziose che fa, come il disegnare o i salti di gioia interrogandosi sul suo futuro.

Conclusioni

MIRAI anche se non ha un comparto musicale molto vasto colpisce con le sue note semplici e profonde, avvolte da una trama semplice ma molto emotiva che porta lo stesso spettatore a riscoprire fasi della sua vita che aveva dimenticato.

E’ un film creato più per i bambini, sebbene chiunque possa imparare qualcosa, chi lo visiona già da adulto potrà riscoprire certi vicende e magari ritrovarsi in essi e godersi 98 minuti di pace e tranquillità.

MIRAI

Riassumendo

MIRAI anche se non ha un comparto musicale molto vasto colpisce con le sue note semplici e profonde, avvolte da una trama semplice ma molto emotiva che porta lo stesso spettatore a riscoprire fasi della sua vita che aveva dimenticato.

E’ un film creato più per i bambini, sebbene chiunque possa imparare qualcosa, chi lo visiona già da adulto potrà riscoprire certi vicende e magari ritrovarsi in essi e godersi 98 minuti di pace e tranquillità.

Overall
9/10
9/10

Pros

Ottima regia

Ottimo uso dei colori

Trama semplice ma motto toccante

Cons

Comparto musicale molto ridotto

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Victor Velasquez

Amante dei videogiochi e dei film fin da tenera età. Si impegna sempre nel recensire nella maniera più oggettivamente possibile.

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