GamesRecensioniFeatured

GRIP: Combat Racing – Recensione

Ai confini della gravità

GRIP: Combat Racing è uno di quei giochi più che benvenuti in una generazione videoludica in cui il numero di corsistici arcade è drasticamente diminuito.

Il titolo sviluppato da Caged Element si propone di riprendere in mano i dettami di Rollcage, uno dei giochi di guida più iconici della generazione 32 bit, e riproporli in chiave moderna.
L’operazione avrà avuto successo? Scopriamolo assieme!

Tutto gira intorno a me…

Il concept alla base di GRIP: Combat Racing riprende quanto visto in Rollcage: le auto gareggiano tra di loro in circuiti dove sarà possibile correre sulle pareti, sui tetti e su superfici non convenzionali grazie alla possibilità, per i veicoli, di montare ruote le quali consentiranno di poter continuare a gareggiare anche in caso di ribaltamenti.

Le modalità presenti non si discostano troppo dai canoni del genere, avremo difatti a disposizione la classica modalità Carriera, la possibilità di giocare un singolo evento tramite partita personalizzata, la modalità Cartour e il multiplayer locale e online.

La Carriera è composta da una serie di tornei di difficoltà crescente in cui dovremo metterci alla prova con varie tipologie di eventi. Oltre alla classica gara in cui il nostro scopo sarà arrivare primi potremo cimentarci in una sua variante in cui non conterà la posizione ma bisognerà raggiungere un determinato numero di punti per avere la meglio.

I punti possono essere guadagnati danneggiando i veicoli avversari, facendoli esplodere o assorbendo danni. A questo scopo avremo a disposizione un buon numero di armi che vanno dai missili a ricerca al più classico mitragliatore, presenti anche uno scudo per assorbire i danni nemici e un disturbo elettronico per rallentare le altre auto in pista.

Siffatto arsenale sarà necessario anche per la sopravvivenza nelle Arene, come potete immaginare si tratta di un tutti contro tutti in mappe circoscritte in cui ricorrere ad ogni mezzo possibile per accumulare più uccisioni degli altri giocatori.

Man mano che andremo avanti nella Carriera guadagneremo punti esperienza utili per sbloccare un buon numero di personalizzazioni per il nostro veicolo.

Completa il quadro la modalità Cartour nella quale avremo una serie di percorsi da completare prima che scada il tempo.

Le modalità competitive sopracitate potranno essere giocate anche in multiplayer, la notizia più bella è sicuramente la possibilità di giocare in splitscreen con altri tre umani; per molti potrebbe sembrare una piccolezza ma sono sempre più rari i giochi che offrono questa possibilità.

Nella versione PlayStation 4 testata il codice di rete svolge con dovizia il suo lavoro, nel periodo di test non ho trovato molti avversari ma sono lo stesso riuscito a fare qualche partita senza riscontrare problematiche legate a lag o glitch di vario genere.

Se c’è quindi un settore in cui il gioco spicca è sicuramente la longevità, tra singolo e multigiocatore l’utente avrà sempre a disposizione una buona scelta.

grip combat racing recensione

Alla velocità della luce… oppure no?

Dal punto di vista contenutistico è difficile muovere critiche al lavoro di Caged Elements, i problemi iniziano a venir fuori una volta scesi in pista.

La problematica più evidente è la qualità altalenante dei tracciati.

Da una parte abbiamo percorsi progettati per sfruttare al meglio le peculiarità del gameplay in cui spesso e volentieri atterrare in maniera errata o sfruttare in maniera incauta il turbo punisce il giocatore con la perdita di posizioni preziose, sono i circuiti in cui il senso di sfida e di appagamento sono perfettamente rappresentati.

Dall’altra parte sono presenti circuiti più estesi con minor presenza di tunnel, curve e ostacoli di vario genere dove sia è più difficile “leggere” la situazione sia viene molto meno il sentirsi continuamente sul filo del rasoio, a volte sembra quasi di giocare a due titoli diversi.

Un altro problema che ho notato è la mancanza di feedback provando a fare una partenza turbo o passando sopra i pad di velocità, in questi casi l’aumento di velocità dell’auto o l’accelerazione sono quasi impercettibili e non restituiscono affatto la sensazione di velocità desiderata.

La fisica di GRIP: Combat Racing è molto accurata e nelle situazioni giuste il gameplay è esattamente ciò che ci si aspetterebbe da un Rollcage di nuova generazione, è un peccato che certe ingenuità di game design vadano ad intaccare il tutto.

grip combat racing recensione

Lettere dal futuro

Come potete facilmente immaginare le ambientazioni del gioco presentano un taglio nettamente futuristico senza disdegnare scorci naturali come deserti o valli innevate, manca tuttavia personalità.

Gli scenari scelti sono molto generici e non rimangono impressi come dovrebbero, non capiterà mai di avere un punto di riferimento che rimandi immediatamente ad una data ambientazione o stile.

L’Unreal Engine 4 gestisce a dovere quanto accade a schermo, la fluidità è fondamentale in un titolo di corse e il motore grafico non presenta praticamente mai cali.

Piuttosto sottotono la colonna sonora, la scelta dei brani attinge a piene mani dalla Drum’n Bass ma la quasi totalità delle tracce cadrà nel dimenticatoio dopo le prime ore di gioco.

grip combat racing recensione

Si può dare di più

Nonostante GRIP: Combat Racing alterni continuamente ottime cose a errori marchiani il risultato finale è discreto, è tangibile la passione degli sviluppatori nel voler far rivivere le sensazioni vissute con Rollcage ma l’opera nell’insieme manca di coerenza e di personalità.

Nel panorama arcade odierno un gioco del genere merita sicuramente un’occhiata ma, a meno che non siate fanatici nostalgici della sua diretta ispirazione, i 39,99 Euro chiesti appaiono sicuramente troppi.

GRIP: Combat Racing

Riassumendo

E’ sempre bello assistere all’uscita di un nuovo racing arcade, GRIP: Combat Racing fa il suo ma avrebbe potuto fare molto meglio tra qualche ingenuità di game design e una certa mancanza di carisma.

Overall
7/10
7/10

Pros

Buon numero di modalità

Fisica accurata

Concept di base affascinante

Alcuni circuiti sono ben fatti…

Cons

… altri non proprio

Sensazione di velocità non sempre restituita a dovere

Ambientazioni e colonna sonora mancano di personalità

Tags
Vedi altro

Giammarco Giummo

Tante le cose che lo appassionano: i videogiochi, la musica, l'informatica, il calcio, il basket... Cerca sempre di valorizzare i prodotti meno in vista e di analizzare ciò che lo circonda in maniera da avere sempre nuovi punti di vista e nuove idee.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close