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Fallout 76 – Recensione

Il Prequel della serie è finalmente giunto tra le nostre mani!

La saga di Fallout è da sempre stata sotto l’attenzione di una grande fetta di utenza, specialmente dall’uscita di Fallout 3, che ha suscitato l’interesse dei giocatori che si approcciavano solo alle console. A seguito di diversi capitoli di successo che hanno addirittura alcuni conquistato il titolo di Gioco dell’Anno, Bethesda ha deciso di dedicare alla serie un capitolo prequel dell’intera saga.

Il genere di questo nuovo Fallout chiamato 76 è già stato adottato per la serie di The Elder Scrolls, affacciando il titolo al vastissimo mondo dei Multiplayer-Massive-Online Game, lasciando di base sempre l’elemento da RPG. L’annuncio è arrivato nel mese di maggio lasciando sorpresi molti giocatori.

Abbiamo avuto modo di provare la B.E.T.A. del titolo e adesso il gioco completo. E’ vero, il titolo è stato soggetto di grandi critiche, ma nonostante ciò vi premettiamo che a nostro avviso Fallout 76 presenta una serie di elementi molto interessanti.

Il nostro futuro inizia da qui

Dopo la creazione del nostro personaggio, saremo chiamati a seguire delle istruzioni lasciateci prima della nostra ibernazione all’interno del Vault 76. Dopo venticinque anni dall’olocausto nucleare, ci ritroveremo in un mondo completamente devastato, dove avremo il compito di diventare dei pionieri per le generazioni future. La narrazione non è tra le più brillanti, ma presenta degli spunti molto interessanti a tratti, ma che purtroppo non riesce a dare il giusto mordente per essere considerato tra gli elementi validi della produzione.

Il mondo di gioco – com’è facile immaginare – è devastato dalle radiazioni, queste hanno addirittura provocato dei mutamenti agli animali e all’ambiente circostante, generando così anche creature pericolose che minano l’ecosistema. L’ambiente circostante è molto simile a quello che abbiamo avuto modo di vedere nei capitoli precedenti della serie, ma il problema principale è che il mondo di gioco è praticamente vuoto, non ci sono NPC con cui interagire se escludiamo qualche venditore ambulante che ci capiterà di incontrare sporadicamente lungo il nostro percorso.

Fallout 76 recensione

Le buone vecchie basi

Il sistema di gioco è praticamente quello che abbiamo già visto in Fallout 4, ma in una chiave ruolistica online. Certo, mancano alcuni elementi come lo smembramento degli arti, ma abbiamo già appurato che questo sia limitato a causa della natura del titolo, cosa che è anche accaduta con The Elder Scrolls: Online. Le missioni che compongono la storia principale ci permettono di visitare tutta l’Appalachia, in modo da non tralasciare nessuna zona.

Il setting è interessante, grazie a un roster di nemici molto ampio, tra i tanti vi sono i mostri ardenti, coloro che sono stati marchiati dalle ceneri durante la Grande Guerra. Tornando alla mappa, possiamo dire che visivamente offre una vastità incredibile, purtroppo questa viene caratterizzata in maniera negativa a causa dei pochi elementi presenti sulla mappa.

Fallout 76 recensione

La possibilità di poter condividere l’avventura con un amico è sicuramente divertente, ma questo purtroppo non riesce a colmare la grande ripetitività che si presenta durante lo svolgimento delle missioni. I problemi sono molto evidenti già dagli inizi, principalmente quelli più fastidiosi risiedono nel server che soffre di disconnessioni continue.

Altri problemi gravi sono quelli che intaccano il gameplay, spesso ci capiterà di trovarci in una missione senza poter sfoggiare le armi a causa di un bug, trovandoci indifesi difronte a imponenti nemici e abbracciando così l’inevitabile e gelida morte.

Fallout 76 recensione

Qualche incertezza tecnica

La fluidità viene minata dal suo sistema online, questo è possibile appurarlo nelle prime fasi di shooting, dove impugnare un arma risulterà piuttosto difficoltoso. Per quanto il concetto di sopravvivenza sia ben marcato, le armi si usurano fin troppo rapidamente e a tratti troppo esageratamente, creando una certa frustrazione verso il giocatore.

Anche le armature soffrono purtroppo dell’usura, anche qui fin troppo esagerata. Il crafting è l’elemento più appetitoso della gestione del personaggio, avremo la possibilità di fabbricarci armi e armature di ogni tipo. La gestione del proprio rifugio tramite creazione è un elemento che passa in sordina a causa della sua lentezza e mal gestione.

Il nostro personaggio ha un livello come nei capitoli precedenti, questo aumenterà piuttosto facilmente con lo svolgimento delle missioni o con l’eliminazione delle minacce che popolano il mondo di Fallout. Ad ogni Level Up apprenderemo delle caratteristiche S.P.E.C.I.A.L., questa volta gestito da un sistema di carte. Ogni singola abilità spesa è importante, perché formerà verso un percorso il nostro personaggio.

Fallout 76 recensione level up

Tasti dolenti

La storia è bella da seguire, ma come già anticipato poc’anzi, non spicca di grande originalità. Se avete amato la narrazione che la serie Fallout è riuscita a donarci in questi anni, vi troverete alcune sorprese interessanti verso la fine della storia di Fallout 76, dato che riserva certi colpi di scena inaspettati e ben piazzati.

Il problema principale si presenta dopo aver completato la narrazione, poiché le missioni secondarie si riducono ad essere dei compiti di routine senza margini di rigiocabilità, lasciando un endgame piuttosto spoglio.

Tra le tante attività vi sono i raid e gli eventi pubblici, ma che alla fine dei conti si riducono sempre alle stesse cose già giocate e rigiocate. Anche il PVP non gioca un ruolo importante nel titolo, non essendoci data la possibilità diretta di attaccare i giocatori.

Quando ne avremo occasione, l’unica funzione è quella di diventare dei “criminali ricercati”, ma che ai fin dei conti non ci porterà nulla in tasca, ma è giusto per un “piacere” personale, nulla più.

Noi abbiamo giocato il titolo su PC ai settaggi massimi, ma purtroppo il Creation Engine sente il peso dei suoi anni. A livello grafico ormai il titolo è al limite, le texture presentano delle macchie e sfocature che lasciano storcere il naso, cosa poco evidente nel caso di The Elder Scrolls: Online dove gli oggetti puntano a rappresentare un contesto fantasy e non simil-reale. Al livello di fluidità non abbiamo nulla da segnalare a parte quello che abbiamo già detto, l’ottimizzazione è eccelsa.

Commento Finale

In conclusione, Fallout 76 è un esperimento mezzo valido, ma per poter dare un giudizio più completo bisogna attendere gli aggiornamenti futuri, perché si tratta di una base gettata per mettere le radici sui giocatori e quindi deve ancora maturare. Il nostro augurio è quello che gli sviluppatori possano arricchire l’end-game in modo da donare al giocatore una longevità maggiore di quella attuale. Se escludiamo i problemi riscontrati, Fallout 76 è un titolo al momento discreto, che non riesce a raggiungere le vette dei capitoli precedentemente rilasciati.

Fallout 76

Riassumendo

Il capitolo MMO dedicato a Fallout non riesce a conquistare completamente i nostri cuori, questo a causa di un End Game spoglio e di alcune incertezze tecniche. Nonostante tutto, Fallout 76 resta un titolo piacevole da giocare e che ha la possibilità di poter migliorare in futuro grazie al supporto di costanti aggiornamenti.

Overall
6.5/10
6.5/10

Pros

La narrazione ha degli spunti piuttosto interessanti

Il Sistema di Crafting è completo e divertente da usare

Il nuovo sistema S.P.E.C.I.A.L. è ottimo

La versione PC è ottimizzata bene

Cons

Il Creation Engine sente il peso dei suoi anni

Troppi bug durante le sessioni di gioco

I server hanno qualche problema di stabilità

L’endgame è troppo spoglio

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Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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