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Spyro Reignited Trilogy – Recensione

Il draghetto viola ha fatto il suo ritorno!

Dopo la Crash N’Sane Triology, arriva un altro remake tanto atteso. Si tratta ovviamente di Spyro Reignited Trilogy, il ritorno sulle nostre console di nuova generazione del draghetto viola che ha segnato e caratterizzato la nostra infanzia. In questa sua nuova versione, vediamo il grandissimo lavoro degli sviluppatori nell’utilizzare a regola d’arte il tanto potente, quanto flessibile, Unreal Engine, per ricreare un titolo quanto più possibile simile all’originale, ma con una veste completamente nuova.

Uscito nei negozi all’inizio della scorsa settimana, eccoci a discutere del lavoro da parte del team nel ridare vita a una trilogia iconica della prima PlayStation, vedendo il suo approdo, oltre che su PlayStation 4, anche su Xbox One.

Un gradito ritorno

Spyro è sicuramente uno dei migliori esponenti del genere Platform che ha visto luce su PlayStation, un titolo divertente, colorato e immediato, ricco di esplorazione per la scoperte di aree nascoste e capace di colpire un’intera generazione. In questa versione potremo ovviamente rivivere tutti e tre i titoli della saga originale del draghetto: Spyro the Dragon, uscito nel lontano 1998, Spyro 2: Ripto’s Rage e Spyro: Year of the Dragon.

Il tutto ha inizio quando il malvagio Nasty Norc, preso dalla rabbia, decise di trasformare tutti i draghi, suoi nemici giurati, in statue di cristallo, costringendo il giovane Spyro a volare attraverso le terre dei draghi per liberare i suoi simili, per andare infine a sconfiggere il temuto nemico.

Questa è stata letteralmente la nascita di un mito, che ora possiamo vivere in maniera totalmente nuova, grazie all’incredibile lavoro dei ragazzi di Toys for Bob, capaci di utilizzare magistralmente il motore Unreal Engine 4 e l’Havok, per quanto concerne il lato fisico del comparto tecnico.

Ammettiamo in merito di essere stati letteralmente travolti da piacevoli sensazioni, nel rivedere nuovamente sui nostri schermi Spyro, con un dettaglio grafico da non far minimamente invidia con i titoli odierni, grazie a un lavoro certosino che è andato a colpire ogni singolo aspetto dei titoli originali, dai personaggi, alle ambientazioni, passando per le animazioni e una fluidità realmente incredibile. Tutto questo ci risulta ancora più strabiliante se andato a confrontarlo con ciò che erano i titoli al momento del loro rilascio, un lavoro di altissima qualità tale da risultare un capolavoro in termini di ricostruzione, uno dei remake sicuramente meglio riusciti.

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A distanza di anni

La saga sotto certi punti di vista non sente il peso degli anni, essendo capace di incollarci allo schermo anche dopo 20 anni, con un mix di azione ed esplorazione, senza troppa difficoltà e molta linearità, essendo a tutti gli effetti un titolo adatto a tutti, forse a tratti anche troppo semplice, rispetto ad altre controparti del genere dell’epoca, come per esempio il primo Crash Bandicoot, per citare un’altra opera ricostruita sempre da Activision negli ultimi anni.

È proprio questa difficoltà tendente al ribasso che potrebbe far storcere il naso a coloro i quali si affacciano alla serie per la prima volta, essendo a tutti gli effetti una corsa ai collezionabili, sotto forma di Gemme, piuttosto che il doversi impegnare per superare determinate aree o semplicemente i vari boss presenti nei titoli.

Difatti molto spesso, se non sempre, sarà più difficile scovare tutte le aree segrete, raggiungerle tramite l’ottimo level design degli sviluppatori, prestare attenzione alla raccolta di tutte le gemme, in cui è veramente facile lasciarne qualcuna per strada, piuttosto che progredire nella trama. Un aspetto che rende il titolo sicuramente accessibile a chiunque, essendo a tutti gli effetti un modo per rilassarsi dopo una lunga giornata, ma non l’ideale per chi invece è sempre alla ricerca di quella sfida in più, in grado di stimolare e impegnare.

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Tecnicamente parlando

Abbiamo già parlato abbondantemente del grande lavoro eseguito dal team per ricostruire, praticamente da zero, questa fantastica trilogia, ma riteniamo giusto eseguire un breve riassunto di quello che è il nostro pensiero in merito.

Abbiamo davanti un prodotto confezionato ad arte, solidissimo in termini di fluidità, tale da rendere quasi basiti qualora si andasse a rivedere video del titolo originale, stessa cosa relativa al dettaglio delle ambientazioni. Per quanto riguarda invece i personaggi abbiamo sia dei pro, che dei contro: in primis è veramente stupendo vedere una riproduzione, nel complesso, molto fedele all’originale, ma in alta definizione, di tutte le parti in causa, però in merito ci sono delle riserve circa la rappresentazione dei draghi, alcuni realmente molto differenti dalla controparte dell’epoca.

Altro aspetto che non è andato particolarmente a genio alla community è l’assenza totale di sottotitoli, cosa che ha stranito pure noi durante le prime fasi di gioco, seppur non riteniamo sia una feature fondamentale per fruire in maniera soddisfacente del titolo, ma sarebbe stata sicuramente una peculiarità in grado di dire la sua, almeno per la fetta dell’utenza che nel corso degli anni si è abituata a utilizzarli.

Infine siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla qualità della rimasterizzazione riguardante l’audio, soprattutto per le canzoni, in grado sia di rievocare piacevoli ricordi, che colpire per dettagli che nella prima versione era veramente difficile cogliere, essendo a tutti gli effetti una soundtrack azzeccata in tutto e per tutto al titolo, come perfetto accompagnamento delle avventure del nostro draghetto violaceo.

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In conclusione

Spyro: Reignited Trilogy è assolutamente un must have per tutti gli amanti del giovane draghetto e per chi, per un motivo o per un altro, non è riuscito a vivere le sue gesta ormai 20 anni fa. Il titolo non pare essere praticamente invecchiato di un giorno, grazie al magistrale lavoro di Toys for Bob, riuscendo a sgrezzare e rendere più fluido un gameplay di suo molto semplice, assieme a una ricostruzione totale delle ambientazioni, personaggi e texture in generale, regalandoci un mondo che sembra quasi essere nuovo, ma carico di nostalgia.

Activision, dopo il capolavoro della Crash N’Sane Trilogy, è riuscita a confezionare un altro gioiello e per quanto noi solitamente preferiamo i titoli nuovi alle riproposizioni, ne siamo rimasti completamente folgorati, tanto da consigliarvelo senza riserve, non vi deluderà.

Spyro Reignited Trilogy

Riassumendo

Spyro: Reignited Trilogy è assolutamente un must have per tutti gli amanti del giovane draghetto e per chi, per un motivo o per un altro, non è riuscito a vivere le sue gesta ormai 20 anni fa. Il titolo non pare essere praticamente invecchiato di un giorno, grazie al magistrale lavoro di Toys for Bob, riuscendo a sgrezzare e rendere più fluido un gameplay di suo molto semplice, assieme a una ricostruzione totale delle ambientazioni, personaggi e texture in generale, regalandoci un mondo che sembra quasi essere nuovo, ma carico di nostalgia.

Overall
8.2/10
8.2/10

Pros

Remake eseguito a regola d’arte

Fluido e divertente

Vedere Spyro sotto questa nuova veste è una gioia per gli occhi

Cons

Fin troppo semplice

Longevità non eccelsa

Mancanza dei sottotitoli

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Emanuele Cevoli

Amante di videogiochi e non solo, tutto quello che è informatico attira la sua attenzione, ma anche Anime e Manga non sono da meno. Sin da piccolo è abituato a giocare un po' di tutto, ma gli action-adventure la fanno da padrone.

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