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JUDGE EYES: Shinigami no Yuigon – Provato

Siamo stati in compagnia del Detective Yagami Takayuki per qualche ora, come sarà andata?

E’ strano dover ritornare a Kamurocho senza il Dragone di Dojima, perché da sempre quelle strade sono state calpestate insieme a Kazuma Kiryu, grazie all’ormai conosciuto Yakuza o Ryu Ga Gotoku in terra madre. Gli sviluppatori hanno pensato di non abbandonare la location – ormai familiare a tutti noi fan della serie – ma di sviluppare una nuova IP che si ambientasse proprio in quella città.

judge eyes recensione demo

Niente più Dragoni

Siamo felici della scelta intrapresa dal Ryu Ga Gotoku Studio, poiché una nuova IP era sicuramente richiesta, anche per esplorare nuovi orizzonti e possibilità. Questo Judge Eyes: Shinigami no Yuigon ha tutte le premesse per ereditare la spettacolarità della serie di Yakuza, noi per l’occasione abbiamo provato una build in fase avanzata, la quale ci ha permesso di affrontare il prologo e il primo capitolo della storia.

L’eroe della storia è Yagami Takayuki, un detective e avvocato piuttosto fuori dal normale, esperto delle arti marziali e mosso da un grande senso di giustizia, nonostante il suo aspetto e le sue movenze abbastanza bizzarre.

Nelle prime ore di gioco saremo coinvolti in un indagine, dove in primo luogo saremo travestiti da barboni, in modo da ispezionare l’area, questo fino a quando dei teppisti di strada non ci provocheranno, scatenando così l’ira di Yagami.

judge eyes recensione demo

In questa fase di gioco impareremo a usare un nuovo sistema ovvero quello dedicato alle indagini. Avremo a disposizione un cursore che ci permetterà di analizzare le persone attorno a noi, seguendo degli indizi a schermo dovremo localizzare il giusto individuo. Oltre a questa novità, sono presenti i pedinamenti dove dovremo stare molto attenti, poiché il minimo movimento brusco metterà in allarme il nostro sospettato, aumentando così a sua volta la barra del “sospetto”.

Dopo il pedinamento, arriva pure l’inseguimento, dove Yagami dovrà acciuffare l’individuo cercando di non incombere negli ostacoli presenti lungo il percorso, che ci faranno allontanare sempre di più dal nostro obiettivo, inoltre, ogni qualvolta incontreremo un ostacolo, avremo una sequenza in Quick Time Event dove dovremo premere l’apposito tasto per effettuare una schivata.

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Qualcosa è stata tramandata

La storia è strutturata come quella di Yakuza ovvero in Capitoli, ma allo stesso tempo ha una struttura più fluida e dinamica, anche i dialoghi infatti risultano più rapidi da leggere.

I personaggi che abbiamo avuto modo di conoscere durante il nostro provato sono risultati molto carismatici, alcuni ricordano a tratti diversi individui della serie Yakuza.

Certo, quello che abbiamo testato con mano non è sufficiente per dare un giudizio vero e proprio sulla storia, ma possiamo assicurarvi che ci siamo emozionati per le ore in cui Judge Eyes ci ha tenuto compagnia.

I combattimenti prendono di base la struttura del Dragon Engine – quindi parliamo di Yakuza 6: The Song of Life e Yakuza Kiwami 2 – anche se in una formula leggermente diversificata, infatti Yagami ha una velocità d’azione totalmente differente da quella dell’imponente Kazuma Kiryu.

Durante gli scontri avremo modo di sfruttare ben due stili di combattimento che ci permetteranno di difenderci in maniera devastante. Non potevano sicuramente mancare le mosse con l’Heat Mode che in questo capitolo è stato battezzato come EX, il quale ci permetterà di sferrare dei colpi devastati accompagnati da una cutscene epica e allo stesso tempo coreografica.

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Spettacolarità scenografica

Le animazioni del gioco sono curate nei minimi dettagli, le uniche incertezze si presentano durante gli inseguimenti, dove capiterà di intravedere il nostro sospettato muoversi con movimenti bruschi, come se saltasse qualche frame d’intermezzo durante il movimento.

La qualità del Dragon Engine è stata aumentata ulteriormente, i colori risultano molto più accesi e le texture curate nei minimi dettagli, ma a lasciarci a bocca aperta sono gli effetti luce e quelli particellari che ricoprono Kamurocho di una spettacolarità totalmente nuova.

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Il doppiaggio giapponese è di altissima fattura, specialmente perché si accoppia perfettamente ai personaggi dal quale viene riprodotto. Abbiamo amato la colonna sonora, ma principalmente il tema principale che viene riprodotto nella fantastica opening alla fine del prologo, anche questa volta il Ryu Ga Gotoku è riuscito a sorprenderci da questo punto di vista.

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Commento Finale

Siamo rimasti molto soddisfatti da quello che abbiamo potuto provare in Judge Eyes e siamo curiosi di vedere dove il team di sviluppo andrà a parare con questa nuova IP. Siamo sicuri che il titolo sarà molto apprezza da chi, come noi, ha seguito le vicende del Dragone di Dojima e le ha letteralmente amate. Il titolo presenta una serie di spunti interessanti che si possono evolvere e sfociare in qualcosa di diverso, una ventata d’aria fresca in questo mondo videoludico. Per il momento è promosso!

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Federico Molino

Ha viaggiato in innumerevoli mondi, ha combattuto i peggiori nemici e alla fine è giunto qui. E' ossessionato dagli JRPG e in un altra vita si pensa che fosse uno Shiba Inu.

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