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Persona Endless Night Collection – Recensione

Abbiamo analizzato l'intera raccolta Dancing di Persona!

La serie Persona nonché una derivata del filone narrativo di Shin Megami Tensei, ha da sempre vantato la presenza di diversi Spin-Off particolari e di ogni genere. Tra i tanti, abbiamo avuto modo di provare con mano qualche anno fa, Persona 4: Dancing All Night, uscito esclusivamente sulla console portatile di Sony ovvero PlayStation Vita, sfruttando le tecnologie touch della console – anche se effettivamente era possibile giocarlo pure su PlayStation TV con un Dualshock della PlayStation 4 – e portando così un nuovo Spin-Off dedicato al quarto capitolo, che aveva già visto in precedenza una riedizione con nuovi contenuti del gioco principale con la dicitura Golden.

A distanza di anni, eccoci qui di nuovo con ben due nuovi titoli che si distaccano dalla serie madre e approcciano nuovamente il genere musicale, ma questa volta dedicati a Persona 3 e Persona 5, inoltre, per chi prenderà il pacchetto Endless Night Collection – quello che stiamo recensendo in questo momento – avrà modo di mettere le mani su una versione rimasterizzata di Persona 4: Dancing All Night. Sicuramente la scelta di Persona 5 è derivata dal fatto che alla sua uscita, Atlus ha riscontrato una grande attenzione sia dall’utenza che dalla critica, mentre per Persona 3, si tratta semplicemente di uno dei titoli più amati dal fandom della serie. A noi è stata offerta la ghiotta opportunità di analizzare tutti e tre capitoli, secondo voi ci avranno soddisfatto come speravamo? Scopriamolo assieme!

It’s show time!

La storia di Persona 3: Dancing in Moonlight parte con la Soundtrack di sottofondo della Velvet Room, ormai famosa per la sua bellezza e per le sue note enigmatiche. La prima persona che vedremo sarà Elizabeth, che ci spiegherà che siamo stati nuovamente convocati, ma questa volta nella Velvet Room ci saranno i nostri amici che ci hanno accompagnato lungo il viaggio di Persona 3. La Velvet Room a nostra disposizione è diversa da quella che ricordavamo, rinnovata per l’occasione.

Ci verrà detto che dovremo ballare e che quello che stiamo vivendo è tutto un sogno che alla fine della notte scomparirà, visto che al risveglio i ricordi non resteranno. Nonostante i dubbi sulle abilità da ballerini, Elizabeth fa notare al gruppo che non hanno bisogno dell’esperienza, basterà farsi guidare dal proprio corpo e desiderare di ballare per far in modo che succeda. Il gruppo accetta, vedendo anche Elizabeth molto determinata, dato che quest’ultima ha interesse nel vedere ballare Makoto e il gruppo poiché vuole sconfiggere la sorella minore, che nello stesso esatto momento sta provando a far ballare il suo di gruppo, nonché quello di Persona 5.

La storia di Persona 5: Dancing in Starlight si intreccia con quella del terzo capitolo, visto che l’inizio è più o meno simile. Il nostro caro Joker si ritroverà dentro la Velvet Room con i suoi amici e ad aspettarlo ci saranno Caroline e Justine, le due sorelle gemelle che dominano dentro la sala blu. Anche in questo caso la stanza è stata ornata per l’evento a tema, dove ci verrà anche detto che vi è di mezzo una competizione.

Condivisione strutturale

La struttura dei due titoli è pressoché identica, non è presente una vera modalità storia come avviene su Persona 4: Dancing All Night, ma il tutto prosegue attraverso alcuni eventi Social che si sbloccheranno danzando in modalità “Dancing!”. In questi eventi avremo modo di esplorare i pareri e pensieri di tutti sulla situazione, oltre che sbloccare nuovi costumi, oggetti e funzionalità. Sostanzialmente la modalità “Dancing!” è quella che domina il gioco, non ne sono presenti altre. La fluidità si può palpare fin dalle prime canzoni, l’adattamento al controller della PlayStation 4 è impeccabile, il feeling di gioco risulta reattivo e facilmente domabile.

Per l’occasione, i due titoli sono stati tradotti in Italiano, bisogna dire che non era mai capitato nella storia della serie Shin Megami Tensei che un titolo venisse tradotto nella lingua nostrana. Questo probabilmente è dovuto al fatto che Persona 5 ha venduto piuttosto bene nel nostro territorio, spingendo SEGA a investire anche sul mercato Italiano. Piccola nota dolente che va fatta è che Persona 4: Dancing All Night è rimasto in lingua inglese.

Tornando ad analizzare i titoli, abbiamo Persona 4: Dancing All Night, già uscito su PlayStation Vita qualche anno fa, riscontrando un successo discreto. Non vi parleremo della storia di questa remastered, ma analizzeremo la qualità della riedizione. I comandi risultano molto più immediati rispetto all’emulazione fissa della PlayStation TV, segnale evidente che gli sviluppatori hanno adattato il titolo alla console fissa di Sony. Anche graficamente si è fatto qualche passo in avanti, quell’effetto di Aliasign che poteva dare fastidio all’utente non è più presente, probabilmente è stato fatta una leggera pulizia grafica su tutti i fronti, compresi i modelli poligonali.

Il Quarto numero vince nuovamente

A conti fatti il quarto capitolo è quello che offre l’esperienza più variegata, questo perché ha una modalità storia vera e propria, che si alterna tra una Visual Novel e un Rythm Game. Inoltre la presenza dello Shop per sbloccare i costumi rende il “farming” musicale molto più appagante del dover rigiocare le tracce con la speranza di sbloccare degli oggetti. Il set musicale di tracce presente nei tre titoli è molto ampio, inoltre il poter ascoltare dei brani totalmente remixati rende l’esperienza ancora più godibile. Non è sempre facile completare le tracce in difficoltà Normale, il titolo getta una sfida appagante mettendo spesso il giocatore con le spalle al muro e pronto a fargli rimboccare le maniche per farlo impegnare di più. E’ anche vero che il titolo è principalmente destinato a una nicchia di giocatori, ovvero quelli che hanno adorato la serie e che tutt’oggi la seguono, poiché il target puntato dagli sviluppatori è quello.

Commento Finale

In conclusione, possiamo dire di essere rimasti soddisfatti dai due nuovi Spin-Off, nonostante ci saremmo aspettati qualcosa in più per quanto riguarda le modalità. La remastered del quarto capitolo è di buona fattura, nonostante presenta qualche piccola incertezza tecnica dovuto al fatto che si tratta di un porting di un titolo nativo da una console portatile. Siamo rimasti piacevolmente sorpresi della traduzione italiana del terzo e quinto capitolo, segnale forte da parte degli sviluppatori e del publisher verso il pubblico nostrano. Tirando le somme, per noi l’intera collezione è promossa, ma ci sentiamo principalmente in dovere di consigliare il tutto a chi è realmente fan della serie Persona.

Persona Endless Night Collection

Riassumendo

L’offerta della Endless Night Collection di Persona è ottima, nonostante ci saremmo aspettati qualche sforzo in più per quanto riguarda il comparto narrativo di Dancing in Moonlight e Dancing in Starlight. Per il resto, siamo rimasti molto soddisfatti.

Overall
8.5/10
8.5/10

Pros

Tantissime tracce da poter giocare

Gli eventi Social sono simpatici da seguire

Graficamente si è fatto diversi passi in avanti

Un Cast di personaggi molto ampio

I comandi sono perfetti sulla console fissa

La traduzione Italiana è impeccabile!

Cons

Ci saremmo aspettati qualcosina in più per la trama del terzo e quinto capitolo

Un leggero problema di resize delle schermate

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Federico Molino

Ha viaggiato in innumerevoli mondi, ha combattuto i peggiori nemici e alla fine è giunto qui. E' ossessionato dagli JRPG e in un altra vita si pensa che fosse uno Shiba Inu.

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