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Starlink – Recensione

Dopo settimane di analisi e ore di gioco, eccoci a parlare di Starlink: Battle for Atlas, il nuovo titolo di Ubisoft che si affaccia sul mix tra Videogioco e “Giocattolo” fisico, oppure oggetto da collezione, come meglio lo si vuole definire.

Questa categoria di titoli l’abbiamo imparata abbondantemente a conoscere negli anni grazie a Skylanders, Disney Infinity e LEGO Dimensions, capaci di ottenere anche un discreto successo tra grandi e piccini, ma soprattutto tra chi è fanatico di collezionismo e rappresenta a tutti gli effetti un occasione in più per arricchire la propria bacheca di pezzi unici.

Ubisoft però in merito mischia un po’ le carte in tavola, rivedendo in parte come il tutto viene visto e interpretato dal titolo, non rendendo più necessario avere la controparte fisica, con accessori annessi, ma di poter abbondantemente sbloccare potenziamenti, anche migliori, digitalmente durante lo scorrimento della trama.

Dopo questa breve prefazione, andiamo a vedere cosa ne pensiamo noi di Starlink: Battle for Atlas.

Un’avventura ai confini dello spazio

Con un target prettamente incentrato su un pubblico giovane, Starlink è un’avventura spaziale, che fa dell’esplorazione il suo punto di forza, poter girare con la propria astronave, fisica o digitale che sia, per l’universo di gioco, esplorando mondi e distruggendo nemici, nel tentativo di salvare i nostri alleati.

Questo focus si può intravedere soprattutto da come i personaggi si pongono tra loro, tra battute e linearità dei discorsi, passando per animazioni molto affini a cartoni animati, oltre a una atmosfera, costruita grazie al motore fisico, che rende il tutto molto “cartonoso” e affascinante.

Inoltre è interessante constatare il lavoro di Ubisoft circa il costruire tutto attorno a una storyline “generica”, ossia che permetta senza particolari stravolgimenti di costruire futuri titoli del brand, o anche no, situati in location e con personaggi completamente differenti, senza stonare nel contesto generale, in modo tale da, anche relativamente al successo dell’opera, poter reinventare e agire in totale libertà.

Nello specifico il plot principale risulta essere molto semplice e di facile comprensione: noi siamo i classici “buoni” con l’obiettivo di salvare i vari mondi messi a disposizione e la galassia dalle forze del “male. Per quanto questo possa spaventare all’inizio, visto la miriade di storie di questo tipo che abbiamo avuto modo di vivere, sia videoludicamente, che non, vogliamo rassicurare sul fatto che tutte le vicende vengono ben narrate, tanto da essere interessanti da seguire, con leggerezza e semplicità, grazie a un ottimo livello di scrittura da parte del team.

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Tornando al discorso “più digitale e meno fisico” accennato poc’anzi, Ubisoft ha deciso di limitare l’utilità di astronavi e accessori a puro scopo estetico, dato che sarà possibile sbloccare e giocare indipendentemente anche con oggetti digitalizzati, sbloccati durante le fasi di gioco, tra drop dei nemici e negozi.

Questo può essere visto positivamente e negativamente allo stesso tempo, da un lato abbiamo la non necessità di possedere fisicamente l’oggetto, risparmiando grandi cifre, senza andare a ledere sul divertimento complessivo. Dall’altra parte invece questo rende praticamente inutile qualsiasi tipo di acquisto fisico, se non per puro scopo collezionistico, quindi difficilmente pensiamo possa incentivare un elevato quantitativo di vendite, come accaduto in passato con Skylanders e le sue miniature.

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Esplorando e obliterando i nemici

Il gameplay e proseguo della trama risultano essere molto semplici e lineari, limitando il tutto alla classica esplorazione dei pianeti, in modo tale da rendere visualizzabile tutta la mappa di gioco, costruendo avamposti, eliminando strutture nemiche e distruggendo i vari “mini boss” per permettere la liberazione completa del pianeta.

Questo, assieme all’esplorazione della galassia, avviene con un sistema di gioco molto intuitivo, limitato allo sparare con una delle due armi a nostra disposizione, stando attenti a non surriscaldarle eccessivamente, scegliendo il mix a noi prediletto tra attacchi ravvicinati e da distante. Mentre per quanto riguarda i viaggi spaziali, oltre ai combattimenti contro pirati e il nemico in generale con lo stesso funzionamento citato precedentemente, potremo eseguire viaggi rapidi, oppure arrivare manualmente al punto prestabilito, utilizzando l’iperguida per aumentare sensibilmente la velocità, riducendo di conseguenza di tempi per spostarsi da un punto all’altro, dovendo stare attenti a eventuali assalti nemici, intenti a disseminare trappole per catturarci.

Dalle nostre parole potrebbe spuntare un paragone con No Man’s Sky, altro titolo che fa dell’esplorazione spaziale il suo punto di forza, ma effettivamente parlando abbiamo davanti due titoli completamente agli antipodi, seppur è innegabile vedere qualche spunto qui e la all’interno di Starlink.

Una delle novità maggiori però consiste nella natura stessa del titolo, al contrario di No Man’s Sky in cui l’universo veniva randomicamente generato costantemente, qui abbiamo una galassia ben definita sin dall’inizio, con mondi ricchi di dettagli e “personalità”, costruiti ad hoc per essere diversi tra loro e interessanti da esplorare.

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In conclusione

Starlink: Battle for Atlas risulta essere una buona avventura spaziale, capace di intrattenere e divertire, soprattutto un pubblico giovanile, nonostante la ripetitività delle azioni e i combattimenti fin troppo sporadici. Tutto questa grazie a un’ottima ambientazioni, interessanti idee di sviluppo circa la non necessità degli accessori fisici e un gameplay semplice, quanto però intuitivo e divertente, capace di fare ciò che deve, senza se e senza ma.
Concludiamo certificando la qualità del prodotto su tutte le piattaforme sulla quale è possibile acquistarlo, avendo avuto modo di testarla sia su Playstation 4, che su Nintendo Switch, mantenendo inalterata la sua qualità e fruibilità, a discapito della naturale differenza in termini di risoluzione.

Per cui ci sentiamo di consigliarlo a chi possa essere vagamente interessato a vivere un’avventura di questo tipo, senza troppe pretese e soprattutto difficoltà, ottimo per rilassarsi e passare qualche ora divertente.

Starlink: Battle for Atlas

Riassumendo

Starlink: Battle for Atlas risulta essere una buona avventura spaziale, capace di intrattenere e divertire, soprattutto un pubblico giovanile, nonostante la ripetitività delle azioni e i combattimenti fin troppo sporadici.

Tutto questa grazie a un’ottima ambientazioni, interessanti idee di sviluppo circa la non necessità degli accessori fisici e un gameplay semplice, quanto però intuitivo e divertente, capace di fare ciò che deve, senza se e senza ma.

Overall
7.5/10
7.5/10

Pros

Divertente e immediato

Le astronavi fisiche collezionabili potrebbero fare la gioia di molti

Trama lineare, ma di buona qualità

Ottimo design per ambientazioni e personaggi

Cons

Molto semplice nel suo proseguimento

Gameplay a tratti fin troppo semplicistico

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Emanuele Cevoli

Amante di videogiochi e non solo, tutto quello che è informatico attira la sua attenzione, ma anche Anime e Manga non sono da meno. Sin da piccolo è abituato a giocare un po' di tutto, ma gli action-adventure la fanno da padrone.

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