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Tales of Vesperia: Definitive Edition – Recensione

Abbiamo analizzato il porting!

Da tempo immemore i fan chiedevano a gran voce un remake o quantomeno un porting per Tales of Vesperia, titolo che ha visto la luce in occidente solo su Xbox 360 con una versione non proprio “completa”. In Giappone, Tales of Vesperia ha fatto il suo debutto su PlayStation 3, ma purtroppo per la console Sony non c’è stato verso di esportare il titolo in terra occidentale.

A seguito dei feed degli utenti dopo l’uscita di Tales of Berseria – che ricordiamo essere un gran titolo – Bandai Namco ha deciso durante l’E3 2018 di annunciare una versione di Tales of Vesperia chiamata Definitive Edition, che vedeva l’uscita su PlayStation 4, Xbox One, PC e anche sull’ormai popolare Nintendo Switch.

Un’occasione ghiotta per far recuperare il titolo a chi non aveva una Xbox 360 in casa. Il publisher ci ha permesso di mettere le mani sul titolo, appunto per questo abbiamo deciso di parlarvene in questa recensione.

L’inizio dell’avventura

Il pianeta Terca Luminaries, che fa uso della tecnologia blastia, è in grave pericolo e il tutto parte dal villaggio dove Yuri Lowell – nonché protagonista – si ritrova a indagare su un furto di uno dei blastia che serve a mantenere l’acqua che fuoriesce dalla fontana principale della città. Durante questa indagine, il giovane si troverà coinvolto in uno spiacevole evento che lo porterà dritto nelle prigioni della città.

Il nostro protagonista ha un ottimo background alle spalle, ma per capirlo meglio bisognerebbe vedere The First Strikes, un corto animato che spiega le vicende prima del gioco, dove Yuri Lowell era ancora al servizio della guardia imperiale. Durante l’avventura del gioco, ci ritroveremo coinvolti spesso con degli eventi che coinvolgeranno personaggi chiave come Estelle e Flynn, due personaggi importanti ai fini narrativi.

Da sempre Tales of Vesperia è stato sinonimo di qualità, la sua trama è così bella che riesce ancor oggi a far impallidire i suoi successori. I personaggi sono ben caratterizzati e ognuno lascerà un qualcosa di importante al giocatore, un messaggio e un tocco unico irripetibile nell’ambito dei giochi di ruolo giapponesi. Ci sono sicuramente personaggi che sono molto meno riusciti, ma nonostante questo, tutti si mantengono un livello narrativo ottimo, reggendo l’intera baracca sull’asticella qualitativa dell’ottimo.

Qualitativamente ancora ottimo

Di fondo la narrazione del gioco è un’avventura unica da vivere quasi tutta di un fiato, se non fosse per l’enorme durata. I colpi di scena sono sempre dietro l’angolo e il suo svolgimento è molto fluido, cercando di lasciare quasi sempre il giocatore soddisfatto di quel che vede e segue.

L’inedita traduzione italiana è stata una manna dal cielo per chi non mastica bene l’inglese e si vuole godere quest’opera. Purtroppo qualche sbavatura è presente nella traduzione, ma nel quadro generale risulta ottima.

Il doppiaggio Inglese è sempre bello da sentire, ma non ha nulla a che vedere con quello giapponese, che ancora oggi risulta uno dei migliori presenti sulla piazza. Il doppiaggio nipponico riesce a donare ai personaggi quello spessore che i protagonisti della vicenda hanno bisogno. La bellezza del Cel-shading è intramontabile, ma purtroppo a lungo andare si nota la pochezza di dettagli dovuto agli anni che sono passati.

Colpisci di più!

Il combattimento sostanzialmente è quello dei Tales of classici, vi faremo un breve sunto poiché ci concentreremo principalmente sulla qualità del porting. Negli scontri ci ritroveremo a poterci muovere in due direzioni e in 3D, a seconda se premeremo il tasto per muoverci nell’area di gioco. Gli scontri sono quasi simili a un hack’n slash con dovute pause da gioco di ruolo.

Potremo sferrare delle potenti arti mistiche per difenderci durante le battaglie e trovare dei punti deboli nei nemici. E’ possibile usare pure una tecnica che permette di andare oltre il limite e potenziare un personaggio. Concatenare le combo è importante per portare a termine con successo uno scontro impegnativo. Sostanzialmente non si tratta di un titolo completamente a turni, ma nell’anima resta sempre un GDR di stampo prettamente nipponico.

La Definitive Edition di fatto aggiungere due nuovi personaggi: Patty – disponibile solo nella versione nipponica per PlayStation 3 – e Flynn, che era presente come personaggi temporaneo nella versione originale del gioco. Ad aggiungersi nel calderone vi sono pure delle missioni, armi e titoli da sbloccare, che vi porteranno via molto tempo. L’endgame è molto ricco, per portare a termine tutto vi serviranno oltre le centocinquanta ore di gioco.

Commento Finale

Ancora oggi resta il miglior Tales of indiscusso, una delle opere magistrali di tutta la serie. Acquistare questo porting è quasi obbligatorio per chi ama la saga o per chi è alla ricerca di un gioco di ruolo giapponese di qualità elevata. Bandai Namco è riuscita a donare nuova luce a una produzione di ormai quasi due generazioni precedenti. I nostri complimenti al team che si è occupato del porting.

Tales of Vesperia: Definitive Edition

Riassumendo

Tales of Vesperia: Definitive Edition è una perla intramontabile, non dovrebbe mancare nella collezione di nessun videogiocatore, specialmente se è amante dei giochi di ruolo di stampo giapponese.

Overall
9/10
9/10

Pros

Narrativamente a livelli insuperabili ancor tutt’oggi

Personaggi sempre ben caratterizzati

Tantissime novità nella Definitive Edition

La risoluzione e il framerate

Cons

Si vede che graficamente è ormai vecchiotto

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Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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