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Resident Evil 2 – Recensione del remake di un titolo storico

Siamo tornati a Raccoon City...

L’orrore di Raccoon City è tornato dopo tutti questi anni. La decisione di riportare sul mercato Resident Evil 2 è scaturito tutto – apparentemente – dal fan project di Invader Studios, che ha stuzzicato la curiosità e l’interesse dei fan storici della serie. Infatti Capcom, a seguito di questo riscontro, decise di bloccare il progetto del Team Italiano per poi chiamarli nei propri studi per discutere – ma anche chiedere consigli – sul remake dello storico brand.

L’annuncio ufficiale del Remake avvenne attraverso un video YouTube, dove il direttore del progetto annunciava l’inizio dei lavori con l’artwork di Resident Evil 2 alle sue spalle. Da allora il team rimase in silenzio fino all’E3 2018, dove durante la conferenza di PlayStation, Capcom mostrò un trailer del titolo con tanto di data d’uscita, che è rimasta invariata.

Dopo aver giocato tutte le storie all’interno del remake, siamo qui a parlarvi della sua qualità e perché debba essere giocato assolutamente. Il titolo ha inoltre goduto di ottime vendite sin da subito!

Bentornato a Raccoon City

Sfruttando le nuove tecnologie, la narrazione cerca di imporsi un aspetto molto più cinematografico rispetto al passato. Ad inizio storia con Claire, ci ritroveremo a doverci fermare in una stazione di servizio, nel mentre apprenderemo che la giovane ragazza sta cercando il fratello Chris Redfield.

Allo stesso tempo, Leon si ritroverà pure a fare una sosta in quella stessa stazione di servizio, incrociandosi così con la ragazza, con il quale deciderà di viaggiare visto che qualcosa non sta andando per il verso giusto nei dintorni di Raccoon City.

I due sono destinati a separarsi poco dopo, poiché un camionista che ha perso il controllo del camion si schianterà a tutta velocità causando un enorme esplosione che costringerà i due a prendere dei percorsi diversi. Ad inizio storia possiamo decidere da quale punto di vista giocare la storia, se avventurarci con Claire o con Leon.

Finendo una delle due storie, sbloccheremo il punto di vista dell’altro, e una volta completato il percorso B (ovvero quello del secondo personaggio) avremo modo di vedere il vero finale del gioco. Alla prima run abbiamo impiegato ben quindici ore per portare a termine entrambi i percorsi.

Novità succulente

All’interno di questo remake ci sono delle nuove fasi, una di queste è quella con Sherry Birkin, nel quale la bambina dovrà fuggire dall’orfanotrofio e sfuggire alle mani del suo aggressore. Nel caso stessimo affrontando la storia di Leon, in alcune fasi ci verrà data la possibilità di poter giocare nei panni dell’agente Ada Wong.

Il gameplay è un ibrido tra classico e moderno, abbiamo di base una struttura che ricalca a perfezione i titoli classici della serie Resident Evil, da un altro lato abbiamo una telecamera che strizza l’occhio a produzioni più moderne e che può somigliare molto a quella vista su Resident Evil 6. Possiamo assicurarvi che il risultato è quello di un Survival Horror puro, visto che non sarà facile sfuggire ai nemici oltre che le munizioni a nostra disposizione sono veramente molto limitate.

La sopravvivenza del genere umano

Possiamo sfuggire ai nemici in pochissimi modi, uno di questo è quello di avere un coltello all’interno dell’inventario, dato che alla presa dello Zombie potremo usare l’arma contundente per liberarci, attenzione però che quest’ultimo rimarrà conficcato sul petto del nostro nemico e per poterlo recuperare bisognerà abbatterlo.

La presenza di una figura costante come quella del Tyrant Mr.X è una sfida in più, visto che avremo questo imponente nemico sempre alle spalle che non ci lascia agire in santa pace, spingendo al giocatore ad agire in fretta e prendere delle scelte nel minor tempo possibile.

Anche i Licker in questo capitolo sono molto letali, ogni singolo oggetto che provoca rumore può aizzarci addosso queste selvagge creature. Perdere la vita è semplice, bisogna sempre portare con sé le giuste scorte di erbe medicinali e quando possibile effettuare le giuste combinazioni. Il mix che propone il gameplay è perfetto, perché lascia il videogiocatore sempre in tensione e pronto a guardarsi alle spalle per eventuali attacchi a sorpresa.

Tecnicismi impeccabili

Gli enigmi presenti sono stati rielaborati in maniera molto intelligente, specialmente nella seconda run quando gli enigmi prendono tutt’altra piega e le soluzioni che pensavamo fossero riutilizzabili in realtà non servono a nulla. Gli sviluppatori hanno svolto un lavoro magistrale a ricreare completamente le varie aree che compongono Resident Evil 2.

A livello tecnico, i modelli poligonali sono impeccabili, non presentano alcuna sbavatura ma sono ornati da un set di animazioni visive veramente eccezionali. Il RE Engine partorito con Resident Evil 7 è semplicemente quasi perfetto, pecca purtroppo di una leggera legnosità in alcuni movimenti all’interno del gioco.

Anche questo capitolo è stato doppiato in italiano, abbiamo nel cast voci dal calibro di Alessandro Rigotti (Leon Scott Kennedy) ed Emanuela Pacotto (Claire Redfield). Anche le musiche donano quella vecchia sensazione macabra che Resident Evil 2 ha sempre trasmesso al videogiocatore.

Commento Finale

Il secondo capitolo di Resident Evil è stato rinnovato in maniera impeccabile, Capcom è riuscito a confezionare un remake d’eccellenza. Si tratta di una di quelle produzioni che non dovrebbe mancare a nessuno, specialmente per chi ai tempi non ha potuto godere dell’immenso capolavoro delle vicende di Claire e Leon a Raccoon City. Per noi è assolutamente promosso.

Resident Evil 2

Riassumendo

Il remake è quasi perfetto, a parte qualche leggera sbavatura, abbiamo tra le mani un piccolo gioiello che non dovrebbe mancare agli amanti del genere o della serie.

Overall
9/10
9/10

Pros

La storia ha subito un aumento qualitativo

Graficamente impeccabile anche se…

Il doppiaggio italiano è di ottima fattura

Raccoon City resta tra le ambientazioni migliori della serie

Cons

…alcuni dettagli potevano essere curati meglio

Qualche problema tecnico nelle azioni più complesse

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Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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