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Metro Exodus – Recensione

Siamo tornati nei panni di Artyom per quest'ultimo viaggio...

La serie Metro ha sempre riscosso un certo interesse da parte del pubblico, per il stile unico e la sua narrazione dai toni molto oscuri. Il team di sviluppo ha da sempre sviluppato titoli di buona qualità, anche se sono già passati ben sei anni da quando Metro: Last Light arrivò sul mercato, da allora ci siamo dovuti accontentare delle remastered che per l’occasione vennero chiamate Redux.

La trilogia della serie Metro è di ottima qualità, il vedere finalmente realizzato il buon Metro Exodus è un qualcosa di assolutamente soddisfacente, sia come giocatore che come editore. Il nuovo capitolo di 4A Games ha fin da subito messo le carte in tavola per proporsi come un titolo dal grosso calibro, che non le manda a dire alla concorrenza che verrà o che è già passata dal mercato del 2019.

La narrazione ci ha colpiti molto e il nuovo engine è assolutamente magnifico, specialmente sulla versione per PC. Noi non potevamo farci sfuggire l’occasione per poter dire la nostra definitivamente su Metro Exodus;  per questo, con il pad alla mano, abbiamo analizzato il titolo come meglio potevamo.

Dal romanzo al videogioco

Partiamo dalla premessa che Metro gira tutti attorno ai romanzi di Dmitry Glukhovsky, anche se nel caso dei videogiochi vi è un coinvolgimento dello scritto per donare un qualcosa di inedito a chi ha letto i libri. Per quanto inizialmente può sembrare un intreccio narrativo complicato da capire, vi possiamo assicurare che la narrazione è gestita bene, questo grazie al coinvolgimento dello scrittore della storia originale.

La storia entra subito nel vivo con Artyom – protagonista dei romanzi e dei precedenti capitoli videoludici – che è alla ricerca di altri sopravvissuti che non vivono dentro la Metro, con la speranza nel suo cuore di riuscire a dimostrare a tutti che sulla terra esistono ancora dei posti vivi e abitati da gente comune.

Per chi non lo sapesse, la popolazione di Metro viva all’interno delle ferrovie, a causa della presenza di mostruose creature umanoide che infestano il mondo esterno.

Struttura narrativa

La narrazione si concretizza non appena saliremo a bordo dell’Aurora, un treno che ci permetterà di esplorare varie zone della Russia e oltre. All’interno dell’intreccio della storyline impareremo a conoscere personaggi come il Comandante Miller o nostra moglie Anna, donando un certo spessore ai personaggi chiave che fanno le loro apparizioni anche in opere come quelle dei romanzi.

Vi possiamo assolutamente confermare che non è richiesto leggere i libri per capire la narrazione di Metro Exodus, anche se il collegamento con gli altri capitoli videoludici è molto marcata.

La campagna è divisa in dodici capitoli, noi abbiamo impiegato all’incirca venti ore per portare a termine la storia. Purtroppo non abbiamo di fatto un elemento esplorativo come titoli più blasonati, ma la struttura si basa su capitoli e stage, quindi una volta completata un area, non sarà possibile ritornarci.

In compenso, il titolo vanta degli effetti scenici di prima categoria, le scene sono sempre ben assestate e i dialoghi molto convincenti, forse l’unica nota negativa è nelle animazioni facciali, molto poco espressive.

Tecnicamente superbo

La base tecnica è praticamente quella dei precedenti capitoli di Metro, anche se in questo caso è marcato molto l’elemento di crafting, il quale giocherà un ruolo molto importante per la sopravvivenza nel mondo esterno. L’attrezzatura che avremo a disposizione non è tra le migliori, appunto per questo bisognerà, quando possibile, cercare di risparmiare quante più munizioni possibili e medi-kit.

La durata dei filtri anti-gas, anche in questo capitolo, sarà uno degli elementi da tenere sempre sott’occhio, così come il livello delle radiazioni. Tornando al crafting, il tutto avviene in tempo reale, il principale requisito è quello di avere le risorse giuste per poter dare vita a munizioni speciali o a soluzioni curative.

E’ piacevole vedere che se indossata l’armatura, il campo visivo è molto ristretto, a causa dello spazio visivo limitante della maschera. Anche la minima azione può sporcare la nostra maschera, costringendoci durante gli scontri più movimentati a ripiegare per poterla pulire più velocemente possibile con l’apposito tasto. I nemici che circondano il mondo di gioco sono sempre molto agguerriti, anche se dobbiamo dire che in questo capitolo sono presenti più nemici umani rispetto a Last Light o 2033.

L’elemento stealth è molto funzionale in Exodus, ci permetterà spesso di portare a termine degli obiettivi senza dover faticare troppo, specialmente perché molte volte gli scontri a fuoco non sono vantaggiosi a causa delle scarse munizioni in nostro possesso.

La mancanza di varietà

Come detto prima, le armi in Metro Exodus non sono tante, purtroppo da questo punto di vista la varietà scarseggia. Anche i nemici purtroppo dispongono di una intelligenza artificiale non proprio perfetta, spesso il raggiramento è più semplice di quello che sembra. Il lato positivo dei nemici è che hanno un ottima resistenza e sono presenti in diverse tipologie.

Per quanto riguarda l’avanzamento degli obiettivi, in questo capitolo è stato reso tutto molto più semplice, capiremo subito quali sono quelli principali e quali quelli secondari. Non aspettatevi grande varietà per i compiti secondari, anche perché sono sempre relegati a compiti da effettuare lungo il tragitto segnato per completare la narrazione principale.

La bellezza della Metro

Noi abbiamo testato e finito il gioco su PlayStation 4 Pro, il risultato grafico è di ottima fattura. La nota negativa risiede nel framerate, molte volte questo raggiunge dei picchi bassi e che possono minare l’esperienza di gioco durante le fasi più concitate.

Nonostante tutto, le ambientazioni e i modelli poligonali sono molto curati, l’unico neo, come detto in precedenza, risiede nelle animazioni facciali che sono pressoché quasi assenti.

Altra nota negativa è sul doppiaggio italiano, molte volte fuori sincro con il labiale dei personaggi e certe volte stona con il personaggio interpretato. La colonna sonora, quando presente, riesce a donare al giocatore un comparto sonoro d’eccellenza, riuscendo a far emozionare anche il cuore più duro.

Commento Finale

Il caro Metro Exodus è riuscito a ottenere un risultato positivo, anche se ad essere sinceri ci saremmo aspettati qualcosa di più. La storia riesce a raggiungere finalmente un epilogo grazie ad un arco narrativo ammaliante e coinvolgente. L’intelligenza artificiale è uno dei problemi principali della produzione.

Nonostante tutto, per noi è un titolo da promuovere, siamo felici che 4A Games abbia portato sul piatto un qualcosa di nuovo.

Metro Exodus

Riassumendo

Metro Exodus è un episodio ben riuscito, anche se da 4A Games ci saremmo aspettati qualcosa in più. L’epilogo della serie è ben strutturato e farà contenti tutti i fan di Metro.

Overall
8/10
8/10

Pros

Epilogo emozionante

I personaggi sono tutti ben caratterizzati

Graficamente superbo

La colonna sonora è sempre coerente

Tantissime novità nel fronte tecnico

Cons

Il doppiaggio è fuori sincro

Il framerate non è molto stabile nelle fasi concitate

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Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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