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Dirt Rally 2.0 – Recensione

Inferno a quattro ruote

Nel corso degli anni abbiamo goduto di tanti corsistici di qualità dedicati alla sacra arte del rally ma ben pochi sono stati gli esponenti del genere incentrati su una esperienza puramente simulativa.

In epoca 128-bit, come qualcuno ricorderà, Richard Burns Rally aveva catalizzato le attenzioni degli appassionati che volevano confrontarsi con una simulazione rallystica di alto livello; più di dieci anni dopo Codemasters ha voluto espandere gli orizzonti della serie Dirt con Dirt Rally, un titolo espressamente dedicato ai puristi delle quattro ruote vogliosi di rally senza compromessi e senza facilitazioni.

Visto il successo ottenuto un seguito era inevitabile, eccoci dunque qui a recensire Dirt Rally 2.0!

High Speed Dirt

Un menù essenziale ma ordinato, le cui voci verranno introdotte e spiegate da una voce italiana, ci introdurrà alle diverse modalità di Dirt Rally 2.0.

Balza subito all’occhio la modalità Carriera nella quale il nostro scopo sarà, prevedibilmente, essere quanto più competitivi possibili al fine di gareggiare in nuove località, guadagnare crediti e acquistare nuove auto.

Partiremo con sole due automobili a nostra disposizione ma i crediti serviranno anche per gestire al meglio il nostro staff.

In questa modalità è presente una piccola componente manageriale grazie alla quale potremo assumere nuovi ingegneri con diverse capacità; ad esempio un ingegnere si occuperà principalmente delle riparazioni, un altro ci aiuterà a sbloccare potenziamenti di vario genere per la nostra vettura e così via.

Ognuna di queste abilità potrà essere ulteriormente migliorata previa spesa di crediti, sarà quindi essenziale sia acquistare veicoli sempre più competitivi e adatti alle competizioni sia mantenere un team capace di risolvere ogni imprevisto possibile.

Questa modalità tuttavia presenta due lacune abbastanza pesanti: il numero di località presenti nel gioco base non è soddisfacente, ne avremo a disposizione solo sei e altre arriveranno tramite contenuti scaricabili ma ci si aspettava qualcosa in più al lancio; il numero di tracciati per località compensa parzialmente poichè alcuni di questi tendono a ripetersi.
In secondo luogo la modalità Carriera potrà essere giocata solo se connessi a Internet, scelta assolutamente incomprensibile e fastidiosa.

dirt rally 2.0 recensione

To the Max

La modalità Gioco Libero propone interessanti varianti alla modalità principale.

In primis potremo cimentarci nei rally storici, questi ultimi sono divisi in quattro categorie per altrettante generazioni di auto tra cui scegliere, basterà guadagnare almeno un podio in ognuna delle fasi per procedere a quella successiva.

Direttamente da Dirt 4 ecco introdotto il campionato ufficiale Rallycross in cui, diversamente dai classici rally, dovremo competere contro altri avversari su circuito e in differenti condizioni di terreno. Sono presenti auto e circuiti dell’attuale stagione ufficiale, un plus non da poco rispetto all’assenza della licenza ufficiale WRC per il rally poichè quest’ultima è in mano a Milestone e alla serie WRC.

Altra novità di Dirt Rally 2.0 sono le prove a tempo condivise tra rally e Rallycross in cui potremo selezionare auto, circuito e condizioni di gara per fare il miglior tempo.

Per la modalità Multiplayer Codemasters ripropone la possibilità di creare campionati personalizzati nei quali gareggiare contro altri giocatori in carne e ossa sia per il tempo più veloce sia per Rallycross.

Le prove effettuate sono state molto positive, raramente ho assistito a fenomeni di lag e praticamente mai disconnessioni improvvise e/o altri errori di rete. Non possono ormai mancare le sfide giornaliere in rotazione, partecipare ad esse consente di ottenere a seconda dei nostri piazzamenti ricompense sottoforma di crediti, abilità e così via.

Purtroppo, rispetto al primo Dirt Rally, viene a mancare l’Hill Climb ma potremmo veder ricomparire questa competizione via contenuti scaricabili.

Il lavoro svolto dalla software house a livello di contenuti è encomiabile, l’essenzialità della Carriera è compensata da un’ottima varietà di alternative capaci di mantenere viva a lungo l’attenzione del giocatore e il promesso supporto post-lancio amplierà ulteriormente il ventaglio di scelte.

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I Have Control!

Il cuore pulsante di ogni corsistico è naturalmente il gameplay, Dirt Rally 2.0 non sfugge alla regola riprendendo il discorso già iniziato dal precedente capitolo.

Per i meno esperti l’impatto iniziale sarà brutale e la sfida sarà più che altro cercare di tenere in pista l’auto e terminare una tappa senza provocare danni irreversibili; ogni singolo veicolo risponde in maniera verosimile e se domare una Lancia Fulvia 1600 si rivelerà meno complesso del previsto tenere in strada i mostri del gruppo B come la leggendaria Lancia S4 (qui in livrea Esso!) è tutt’altra storia.

La fisica di gioco è stata ulteriormente raffinata, sarà una grande soddisfazione uscire indenni da una curva dosando bene il gas o atterrare in maniera corretta dopo una serie di cunette, un comportamento che premia tanto per la competizione quanto in correttezza.

Uscire di pista o riparare i danni nel mezzo di una tappa porterà ad una piccola penalità in termini di tempo, in caso di danni irreversibili saremo costretti ad abbandonare la competizione e spendere forzatamente crediti per recuperare la situazione.

Tra i cambiamenti apportati abbiamo una deformazione del terreno più dinamica, le auto che partiranno prima di noi deformeranno ulteriormente il tracciato costringendoci a fronteggiare terreni ancora più ostili. E’ stata introdotta anche la gestione delle gomme dando quindi ancora più possibilità di personalizzazione.

Usare un volante è caldamente consigliato ma, per chi fosse dotato unicamente del pad, Codemasters ha messo a disposizione una serie di parametri per personalizzare l’esperienza secondo le nostre esigenze; a tal proposito ottima la possibilità di regolare l’IA dei nostri avversari per cercare un livello di sfida equilibrato e conforme alla periferica in uso.

Quanto detto per il rally è perfettamente sovrapponibile al Rallycross in cui ulteriore difficoltà è data dal dover affrontare fisicamente altri avversari. Che si tratti di sterrato, asfalto, fango, fogliame, pioggia ecc… Dirt Rally 2.0 non perdona ma la soddisfazione di padroneggiare le quattro ruote sarà letteralmente impagabile.

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Scegli il tuo destino

Il parco auto a disposizione, come già detto, è privo delle WRC di questa stagione per problemi di licenza ma tra rally e Rallycross abbiamo lo stesso una vasta e varia scelta a disposizione. 

Si va dalle novità come l’Audi S1 EKS RX o Volkswagen Polo R WRX alle storiche Lancia S4, Audi Quattro S1 e Peugeot 205 fino alla famigerata Subaru Impreza Wrx “555”, alla Lancia Stratos del 1977 e quant’altro.

Il mercato automobilistico si rinnova ogni tot ore e ogni modello potrà essere acquistato nuovo o usato, in quest’ultimo caso dovremo mettere in conto anche i costi di riparazione per le componenti oltre al costo totale.

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Such a big EGO

L’EGO Engine si dimostra nuovamente all’altezza della situazione arrivando a un ottimo compromesso tra il livello di dettaglio grafico e il carico delle risorse dedicate alla fisica.

I modelli poligonali delle auto sono molto dettagliati, carrozzeria e cruscotto sono stati fedelmente riprodotti e il sistema di danni è piuttosto soddisfacente, le componenti si danneggiano in maniera verosimile con dirette conseguenze sulla meccanica; la qualità dei tracciati è invece variabile, ottima la realizzazione dei tipi di terreno ma alcuni elementi a bordo pista risultano spesso tirati via.

Importantissimo il fatto che Dirt Rally 2.0 giri a 60 fotogrammi al secondo praticamente privi di cali, in quest’ottica meglio aver sacrificato qualcosina in termini di dettaglio per guadagnare in fluidità piuttosto che “arrendersi” ai 30 fotogrammi al secondo i quali stonano in un gioco di corse.

Molto curata la parte audio, il copilota è interamente doppiato in italiano e piuttosto preciso e puntuale nell’aiutarci nel corso della gara e lo stesso possiamo dire per l’audio di motori e altri effetti ottimamente campionati e fedeli alla realtà.

dirt rally 2.0 recensione

Si scende in pista!

Dirt Rally 2.0 è il sequel che aspettavamo, parte da quanto di buono fatto dal prequel limando alcuni aspetti e aggiungendo contenuti interessanti come il Rallycross.

Si poteva fare di più in merito al numero di rally disponibili e limiti come l’obbligo di essere connessi a Internet non dovrebbero esistere dove non necessario ma, in generale, Codemasters ha fatto di nuovo centro e Dirt Rally 2.0 rimane un prodotto di punta per gli appassionati del lato più purista del rally.

Dirt Rally 2.0

Riassumendo

Dirt Rally 2.0 è il sequel ideale di Dirt Rally, una simulazione che non perdona ma gratificante come poche altre cose. Qualche scelta discutibile in merito ai contenuti poteva essere evitata ma il risultato finale è assolutamente ottimo

Overall
8.5/10
8.5/10

Pros

Gameplay impegnativo e gratificante

Tante modalità alternative…

Parco auto vasto e vario

Diverse opzioni per il multiplayer

Comparto audiovisivo di ottimo livello…

Cons

… ma la modalità Carriera è spesso troppo essenziale

… ma con qualche caduta di stile

Obbligo di connessione a Internet per la Carriera

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Giammarco Giummo

Tante le cose che lo appassionano: i videogiochi, la musica, l'informatica, il calcio, il basket... Cerca sempre di valorizzare i prodotti meno in vista e di analizzare ciò che lo circonda in maniera da avere sempre nuovi punti di vista e nuove idee.

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