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Devil May Cry 5 – Recensione

Dopo tantissimi anni, gli ammazza demoni sono tornati!

Non c’è dubbio che Devil May Cry sia una delle saghe più amate in assoluto dai fan di Capcom, ma per tanti, troppi anni, siamo stati privati di un vero e proprio seguito diretto di Devil May Cry 4.

Il primo DMC fu il pioniere dei giochi hack and slash, un primo storico capitolo di una serie ormai vero e proprio cult all’interno dell’ambiente videoludico. Il secondo, per via di alcuni problemi durante lo sviluppo fu un passo falso sotto molti aspetti, ma Capcom si fece perdonare completamente grazie all’eccellente Devil May Cry 3. DMC 4 arrivò nella sua prima edizione nell’ormai lontano 2008, che con i suoi alti e bassi riuscì comunque ad essere un capitolo apprezzato dalla stragrande maggioranza dei fan.

Non considerando il reboot sviluppato da Ninja Theory, la serie mancava da ben 10 anni di un vero successore capace di placare la voglia di massacrare demoni dei giocatori. L’assenza di un sequel aveva lasciato un enorme vuoto in questo particolare frangente di mercato videoludico, vista la mancanza di concorrenti diretti (Tolto l’ottimo Bayonetta).

Dopo tutto questo tempo, Devil May Cry 5 è finalmente arrivato sugli scaffali dei negozi. Con la direzione di Itsuno e Walker, il gioco ha tutte le carte in tavola per diventare il miglior esponente della saga.

Questo quinto capitolo si è trovato a dover affrontare la responsabilità di portare il carico di aspettative altissime da parte dei giocatori e della stampa. Dopo tutto questo tempo, il gioco sarà stato in grando di soddisfare? L’hype si è rivelato un arma a doppio taglio? L’attesa è valsa davvero la pena? Scopriamolo insieme.

Qualche accenno di trama…

Per chi non conoscesse la saga, Devil May Cry è un action in cui la possibilità di effettuare combo complicatissime ed estremamente varie fa da padrone. Questo quinto capitolo non manca ovviamente di possibilità decisamente fantasiose e variegate, grazie anche alla presenza di tre protagonisti con un approccio al combattimento molto differente fra di loro.

Il quinto titolo della serie si apre con il giovane cacciatore di demoni Nero, già protagonista del 4, che si sta dirigendo verso il Qliphoth insieme al misterioso V. Il Qliphoth è un enorme albero demoniaco che sta piantando le sue radici a Red Grave City. Quest’ultimo sta assorbendo il sangue degli umani ed il nostro eroe è intenzionato a scoprire chi c’è dietro a tutto ciò. Una volta all’interno dell’albero incontra Dante, figlio del leggendario cavaliere oscuro Sparda e protagonista indiscusso della saga, che sta combattendo Urizen.

Devil May Cry 5 Recensione

Urizen, che millanta di essere il re dei demoni, sconfigge entrambi i cacciatori di demoni, costringendo Nero e V alla ritirata. Il prologo si conclude qui e di conseguenza anche i riferimenti alla trama del gioco in questa recensione, visto che vogliamo evitare qualunque tipo di spoiler.

Anche se la serie non è mai stata caratterizzata da storyline particolarmente ricche e profonde, vi possiamo assicurare che questo quinto capitolo ha compiuto passi da gigante sotto questo punto di vista. Non solo presenta nuovi personaggi estremamente interessanti e carismatici a cui sarà facile affezionarvi, ma migliora notevolmente anche la qualità della sceneggiatura rispetto ai precedenti giochi. Difatti è impossibile non notare la migliore caratterizzazione dei protagonisti e la cura riposta nella scrittura dei dialoghi.

Devil May Cry 5 Recensione

Parliamoci chiaro, Devil May Cry rimane un gioco che punta a divertire e che si prende poco sul serio, di conseguenza non stiamo parlando di una trama profonda nel senso più classico del termine. Presenta però una sceneggiatura eccellente nel suo contesto, che propone tanti momenti divertenti ma che non disdegna al contempo colpi di scena e momenti emotivamente intensi (sopratutto se siete fan di lunga data).

La trama risulta quindi essere equilibrata nello scandire i vari momenti, rimanendo sempre interessante e mai banale per tutta la durata del gioco.

È ora di affettare demoni!

Come anticipato nell’introduzione della recensione, Devil May Cry 5 è caratterizzato dalla possibilità di giocare con 3 personaggi, estremamente differenti fra di loro. Nero, Dante e V propongono gameplay con approcci diversi, ma il moveset di ognuno di loro è terribilmente stratificato e capace di stupire.

L’avventura, suddivisa in 20 missioni, viene giocata alternando i vari protagonisti, ognuno di loro ha infatti missioni ben specifiche e solo in alcune di queste è possibile selezionare quale personaggio utilizzare.

Il giovane cacciatore di demoni

Partendo da Nero, che è il primo personaggio che il gioco ci propone, troviamo una versione amplificata e migliorata sotto tutti gli aspetti del Nero di DMC4. Il giovane cacciatore di demoni porta con se come armi principali la sua amata spada Red Queen e il suo revolver Blue Rose. Ma la vera novità di questo capitolo sono i Devil Breaker: bracci meccanici creati da Nico che permettono a Nero di combattere in tantissimi modi differenti.

Al tasto triangolo è associato l’attacco con la spada, al tasto quadrato troviamo la Blue Rose, mentre con il tasto cerchio è possibile attivare il Devil Breaker equipaggiato (i pulsanti si riferiscono alla versione PS4 del titolo). All’inizio del gioco Nero può portare fino a quattro braccia meccaniche con se, che non possono però essere interscambiate fra di loro.

Per essere più chiari, all’inizio di ogni missione è possibile selezionare quali Devil Breaker portarsi dietro e in quale ordine. Quest’ultimo non può essere però modificato durante il gioco e per passare al braccio successivo bisogna distruggere quello attualmente equipaggiato.

Devil May Cry 5 Recensione

Questa meccanica, proposta dagli sviluppatori per aumentare la dose di strategia durante i rapidissimi scontri, potrebbe però far storcere il naso a qualche giocatore. I Devil Breaker possono essere caricati tenendo premuto il tasto cerchio, in modo tale da sprigionare un potentissimo attacco che varia a seconda del braccio equipaggiato. La conseguenza sarà però quella della distruzione di quest’ultimo, costringendo Nero a passare a quello successivo. Altri Devil Breaker possono essere poi raccolti ed equipaggiati durante le missioni.

Nero può inoltre sfruttare un rampino contenuto all’interno delle sue braccia meccaniche che gli permette di avvicinarsi in modo rapido ai nemici o di attirare a se i demoni più piccoli. Inutile dire che le possibilità di combo abbinando gli attacchi con la spada, al rampino, al revolver e ai vari Devil Breaker sono praticamente infinite.

Fra i Devil Breaker troviamo ad esempio il Punch Line, un braccio capace di trasformasi in un razzo che colpisce i nemici ripetutamente. Un altro esempio è l’Overture, un braccio capace di sprigionare una potentissima scarica elettrica sui demoni avversarsi, un’ulteriore esempio è il Gerbera che può addirittura migliorare la mobilità del protagonista, grazie ad un impulso energetico utilizzabile in salto che permette schivate aeree.

Devil May Cry 5 recensione

I Devil Breaker presenti nel gioco sono estremamente vari fra di loro ed imparare ad utilizzarli sfruttando le tipicità di ognuno è fondamentale per poter affrontare i demoni anche a difficoltà più alte. Il punto di forza del gameplay di Nero risiede proprio nella varietà donata dai bracci meccanici e dalle possibilità di combinarli con le tantissime mosse della Red Queen. Insomma giocare con il giovane cacciatore di demoni risulta essere divertente e adrenalinico.

Ottenendo gemme rosse (la valuta di gioco) è ovviamente possibile sbloccare ed utilizzare combo e mosse di tantissimi tipi,andando a migliorare ulteriormente la varietà del moveset (questo aspetto è valido per tutti e 3 i personaggi).

Il misterioso V

Ora è il momento dell’analisi di V, vera novità per la saga, sia a livello di trama che a livello di natura del gameplay. Potrà suonare strano ma a differenza di Nero e Dante, V non combatte. V è infatti un evocatore, capace di sfruttare i demoni Griffon, Shadow e Nightmare per combattere al suo posto.

Se da una parte troviamo in Nero e Dante uno stile di gameplay dedicato all’approccio frontale, con V troviamo esattamente la sua antitesi. Per sconfiggere i demoni nemici con V è infatti fondamentale il posizionamento sul campo di battaglia, vista l’incapacità di difendersi in modo autonomo del personaggio.

Per combattere con V dovremo infatti controllare principalmente i demoni Griffon e Shadow grazie ai pulsanti quadrato e triangolo. Anche con i due demoni, le possibilità di combo sono variegate e numerose, ma durante gli scontri è importantissimo capire anche dove e quando spostare V, che rischia di rimanere scoperto mentre i suoi demoni attaccano.

Devil May Cry 5 Recensione

Combattendo o leggendo dal suo libro (tenendo premuto il pulsante R2) V può caricare la sua barra del Devil Trigger. Consumando quest’ultima è possibile evocare Nightmare, il terzo, potentissimo demone che può attaccare anche automaticamente ogni nemico che gli capiti a tiro.

Ovviamente l’effetto ha durata limitata ma evocando Nightmare le barre della vita di Griffon e Shadow vengono completamente ricaricate. Questo aspetto permette di poter utilizzare l’evocazione in modo strategico per sopravvivere in situazioni particolarmente pericolose.

Difatti, oltre a V anche Shadow e Griffon hanno una loro barra della salute. Se la loro salute scende a zero, entrano in una fase di stallo e dovranno passare diversi secondi prima che possano essere evocati di nuovo. Inoltre l’unica azione che V potrà effettuare direttamente sul campo di battaglia è l’esecuzione dei nemici: una volta che i vostri demoni hanno attaccato e sconfitto i nemici, V dovrà dare il colpo di grazia con il suo bastone.

Devil May Cry 5 Recensione

Questi ultimi aspetti aumentano le variabili di cui tenere conto durante gli scontri, creando così un esperienza di combattimento in cui è necessario essere sempre sull’attenti, motivando in questo modo il giocatore.

Sulla carta, V era il personaggio che sembrava meno interessante da giocare rispetto a Dante e Nero, ma si è dimostrato in realtà essere un degno rivale nel gameplay rispetto ai due protagonisti appena citati. In lui troviamo sicuramente il modo più particolare di combattere i demoni ed un approccio completamente diverso rispetto a ciò a cui la saga ci ha abituati, ma l’esperimento V da parte di Capcom ha funzionato: giocare con il misterioso evocatore è dannatamente divertente.

Il leggendario cacciatore di demoni

Il leggendario cacciatore di demoni, figlio di Sparda, è tornato ed è più in forma che mai. Il gameplay di Dante è infatti quello più completo e a nostro parere più divertente di tutti. Il figlio di Sparda può portare con se fino a 4 armi bianche e 4 armi da fuoco, oltre alla possibilità di cambiare in qualunque momento lo stile di combattimento fra i 4 disponibili.

Dante, proprio come nel quarto capitolo della saga, ha la possibilità di scegliere fra gli stili Swordmaster, Gunslinger, Trickster e Royal Guard.

Lo Swordmaster permette al giocatore di sbloccare mosse aggiuntive con le armi bianche, permettendo così combo prolungate nel combattimento ravvicinato. Il Gunslinger funziona in modo simile allo Swordmaster, ma con le bocche da fuoco: verranno sbloccate diverse abilità speciali da usare con il vostro arsenale. Trickster permette una maggiore agilità grazie alla possibilità di schivare in modo estremamente rapido e veloce. Royal Guard è uno stile che punta principalmente ad un approccio più difensivo, difatti è possibile parare i colpi nemici a patto di avere un ottimo tempismo nel contrattaccare.

Devil May Cry 5 Recensione

Fra i cambi repentini di spade, bocche da fuoco e stili, il gameplay di Dante è quanto di più stratificato sia mai stato creato in un videogioco action di questo stampo. La varietà e le possibilità praticamente infinite rendono il personaggio una vera e propria arma di distruzione nelle mani di chi sa cosa sta facendo.

Dante ha, come in ogni capitolo, la possibilità di utilizzare il suo Devil Trigger per trasformarsi in forma demoniaca. Proprio come con V, bisognerà riempire la barra del DT combattendo e una volta trasformati Dante aumenta la sua potenza di combattimento in maniera esponenziale. Inoltre durante la trasformazione Dante recupera vita automaticamente, questo aspetto permette al giocatore di poter sfruttare il DT anche per difendersi.

Devil May Cry 5 Recensione

Dante raggiunge in Devil May Cry 5 l’apice della sua storia videoludica, grazie alle tantissime mosse disponibili, armi assurde e divertentissime da usare, varietà impressionante e spettacolarità garantita.

Per concludere l’analisi del combat system del gioco, vi possiamo assicurare che al momento Devil May Cry 5 non ha rivali nel suo genere. La profondità e le tantissime meccaniche più o meno complicate da padroneggiare lo rendono un titolo da un gameplay come pochi altri.

La rapidità, il dinamismo e la velocità con la quale è possibile combinare tutto quello che il gioco offre, rende il gameplay continuamente spettacolare dal punto di vista visivo. Inoltre la possibilità di giocare con 3 protagonisti differenti è sicuramente ottima, visto che spezza la ripetitività che rischiava di poter essere un difetto di questo gioco.

I Boss, i nemici e il level design

Altro punto a favore nel gameplay sono sicuramente i tanti tipi di demoni nemici: grazie alla grande quantità di demoni differenti, durante i combattimenti sarà essenziale adattare i propri movimenti e il proprio stile in base al nemico che bisogna affrontare. Lo stesso vale per le boss battle, che oltre ad essere impegnative riescono ad essere sempre avvincenti. Ovviamente tutto ciò si ripercuote in modo positivo sulla varietà indotta quasi forzatamente durante il proseguimento nel gioco.

Devil May Cry 5 è sicuramente un gioco impegnativo dal punto di vista della difficoltà ma anche questo aspetto è stato ben gestito, visto che il grado di complessità è graduale e crescente, dando tempo al giocatore neofita di adattarsi bene alle meccaniche di gioco prima di affrontare i nemici più ostici. Per i più valorosi sono disponibili ovviamente anche gradi di difficoltà maggiori, che possono essere sbloccati una volta completato il gioco alla difficoltà precedente.

Devil May Cry 5 Recensione

L’avventura di DMC5 si svolge attraverso missioni molto lineari, in cui è possibile esplorare (anche se in modo limitato) liberamente lo scenario per scoprire oggetti collezionabili e missioni segrete. Gli scenari sono purtroppo caratterizzati da una struttura a “corridoio” e le possibilità di esplorazione sono ben poche, sopratutto in alcune missioni. Rispetto al precedente Devil May Cry 3, mancano infatti del tutto sezioni con enigmi e puzzle da risolvere per proseguire.

Il nuovo capitolo punta tutto sugli scontri diretti e senza fronzoli, mancando però di diversità nella struttura delle missioni principali, risultando in alcuni casi troppo lineare ed essenziale.

Il sistema cameo

Devil May Cry 5 ha introdotto un particolare sistema denominato Cameo che permette al giocatore di “interagire” con altri giocatori online. In realtà non si può interagire direttamente, ma semplicemente ci potrà capitare di vedere altri giocatori (reali) che combattono in un’altra parte della mappa (non raggiungibile) con un altro personaggio.

Ciò è giustificato dal fatto che alcune missioni si svolgono cronologicamente in contemporanea ad altre, di conseguenza ci è possibile osservare cosa sta facendo un altro personaggio. Nulla di speciale insomma, ci saremmo aspettati qualcosina in più da questo sistema, ma risulta comunque un’aggiunta gradevole.

Direzione artistica e lato tecnico

Anche dal punto di vista della direzione artistica, Devil May Cry 5 fa faville, la cura nel design dei nemici, dei boss e delle ambientazioni è equivalente al precedente DMC 3, se non addirittura migliore. L’ispirazione dal punto di vista artistico c’è ed è palese, e ciò non può far altro che bene ad un titolo come questo in cui l’atmosfera è parte integrante dell’esperienza di gioco.

Anche dal punto di vista cinematografico, lo stile di regia è assolutamente puntato alla spettacolarizzazione delle azioni, mostrando scene degne dei migliori film action hollywoodiani.

Graficamente DMC5 fa la sua gran figura grazie al RE Engine, motore grafico proprietario Capcom che è stato utilizzato a dovere anche questa volta. Il punto più alto della produzione dal punto di vista tecnico è sicuramente la resa dei modelli dei protagonisti. Dante, Nero, V, ma anche Nico, Lady e Trish sono realizzati in modo eccellente e curato.

Devil May Cry 5 Recensione

Ottima anche la modellazione delle espressioni facciali, che aiutano a rendere ancora più conviventeil già eccellente lavoro svolto dai doppiatori inglesi. Un plauso in particolare va fatto a Reuben Langdon, interprete storico di Dante che anche questa volta ha dato il meglio di se.

Per quanto riguarda la stabilità del framerate ci troviamo di fronte a 60fps granitici in sezione di gameplay, mentre è presente qualche piccolo calo in alcune cutscene particolarmente pesanti graficamente.

Altro punto di forza del gioco è sicuramente la colonna sonora. Proprio come in qualsiasi DMC che si rispetti, la colonna sonora è un accompagnamento magistrale durante il massacro dei demoni, che varia dall’heavy metal all’elettronica.

Conclusioni

Devil May Cry 5 è senza dubbio il titolo più curato e rifinito dell’intera saga, è arrivato senza che nessuno se lo aspettasse e si è imposto in maniera arrogante come re dei titoli action. Se dal punto di vista della trama (volutamente poco seria) qualcuno potrebbe non apprezzarlo, è impossibile negare la qualità stellare del gameplay. Grazie ad un sistema stratificato e a delle meccaniche uniche, DMC 5 è il titolo che mancava al mercato attuale, una vera e proprio boccata d’aria fresca per chiunque ami questo genere.

Gli unici difetti che è possibile trovare in questo gioco sono sicuramente la linearità delle missioni principali, la longevità abbastanza breve e la mancanza di contenuti al lancio. Siamo infatti di fronte ad una campagna completabile in circa 12 ore di gioco. Per tutti quei giocatori che vogliono cimentarsi a difficoltà più elevate non è sicuramente un problema, ma per chi vuole godersi semplicemente la storia probabilmente la mancanza di una campagna più longeva si può far sentire.

Devil May Cry 5 Recensione

Inoltre al momento non sono disponibili altre attività da giocare oltre alla campagna, ma Capcom ha già annunciato che ad Aprile arriverà gratuitamente il Bloody Palace. Il BP è una modalità che permette di selezionare un personaggio a scelta e di combattere orde di demoni in un’arena.

Confidiamo in Capcom per un aggiornamento coi fiocchi, in modo tale da sopperire anche a questa mancanza e poter rendere Devil May Cry 5 il DMC definitivo.

Devil May Cry 5 è disponibile per PlayStation 4, Xbox One e PC.

Devil May Cry 5
Voto
9/10

Riassumendo

Devil May Cry 5 è la dimostrazione che questo genere ha ancora tanto da dire e che la saga non è assolutamente morta, anzi è più in forma che mai. Il lavoro svolto da Capcom è stato eccellente sotto tanti punti di vista, aspettiamo con ansia l’arrivo del Bloody Palace.

Pro

Gameplay estremamente stratificato e profondo

Personaggi carismatici

Regia che punta alla spettacolarità

Direzione artistica di altissimo livello

Contro

Pochi contenuti al lancio

Molto lineare

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Mattia Incoronato

Classe '98, appassionato fin da piccolo da videogiochi e tecnologia, studente universitario presso la facoltà di informatica di Camerino. Patito della DC Comics, del cinema e del rap italiano.

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